Quotidiano | Categorie: Politica

Primarie Pd, solo due candidature a Vicenza per le comunali? In Veneto già fissate per il 19 marzo

Di Edoardo Andrein Lunedi 16 Gennaio alle 18:27 | 2 commenti

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Il Partito Democratico si prepara per aprire una nuova fase di primarie. Qualche giorno fa la direzione del partito ha deciso di fissare per il 19 marzo 2017 quelle per eleggere il nuovo segretario regionale Veneto in seguito alle dimissioni di Roger De Menech dopo la sconfitta alle regionali 2015 e una lunga fase congressuale, stabilendo al 6 febbraio la scadenza per la presentazione delle candidature e al 3 marzo per quella delle liste. I nomi che circolano sono quelli del vicentino Giorgio Santini, dell'ex sindaco di Padova Flavio Zanonato o di Davide Zoggia. A Vicenza, invece, in vista delle elezioni comunali del 2018, sembra che ci saranno al massimo due candidature alle primarie aperte per la selezione del candidato sindaco che dovrà sostituire Achille Variati.

Una possibilità che fa storcere il naso già ad alcuni militanti tra cui lo storico Gianni Rolando:

"Più candidature sono una ricchezza della democrazia e il popolo sceglie con più libertà magari avendo a disposizione anche la possibilità di indicare un nome non presente sulla scheda. Importante che chi vince abbia il sostegno degli altri. E continuo a pensare che non mi dispiacerebbe che il nuovo sindaco di Vicenza possa essere donna. Sarebbe la prima volta in assoluto, una vera innovazione politica, sociale e culturale". 
Un'autentica rivoluzione per la città capoluogo - conclude Rolando - in discontinuità vera rispetto a tutti i decenni precedenti dal dopo guerra ad oggi nel XXI secolo. Sarebbe ora di provare ad investirci. Per una Vicenza più bella, più forte e sicura. Più europea”.

Tra i nomi di possibili candidati che circolano nel Pd berico c'è proprio una donna, la parlamentare Daniela Sbrollini, oltre a quello dell'assessore Antonio Dalla Pozza


Commenti

Inviato Martedi 17 Gennaio alle 09:31

Una è giù stabilita quella del vicesindaco, l'altra potrebbe essere la Moretti, che in casa gioca meglio che Roma, Strasburgo e Venezia.
Inviato Martedi 17 Gennaio alle 15:47

Il vicesindaco non è iscritto al Pd
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Commenti degli utenti

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Giovedi 14 Dicembre alle 14:25 da Lucia
In La lettera di una socia di Veneto Banca per accelerare il "ristoro" ai risparmiatori truffati dalle banche venete
Leggendo la lettera di Flavia mi è venuto tornato alla mente l'articolo 47 della Costituzione, nel passaggio dove recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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