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Preto, quella risposta che non arriva

Di Marco Milioni Venerdi 29 Ottobre 2010 alle 23:55 | 1 commenti

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Nonostante i nostri ripetuti tentativi da giovedì non riusciamo a parlare con Danilo Preto, il neopresidente del Vicenza Calcio. Avremmo voluto chiedergli alcune precisazioni o quantomeno una replica rispetto a quanto abbiamo poi pubblicato su VicenzaPiu.com. Si tratta di un servizio nel quale abbiamo evidenziato i dati salienti della catena di controllo del club biancorosso. La cui proprietà è allo stato sconosciuta a causa dello schermo di fiduciarie che ne determinano la struttura.

Il neo presidente biancorosso probabilmente è completamente assorbito dal suo nuovo incarico e dalle trattative per una eventuale cessione della società di via Schio. Si tratta di questioni delicate per chi ricopre quel ruolo; e non è certo nostra intenzione fargli perdere tempo prezioso. Per di più secondo alcune voci che girano negli ambienti dello sport e della politica vicentina, pare che il senatore leghista Alberto Filippi sia stato e sia ancora molto vicino alla conclusione dell'accordo. Una cessione che secondo una parte dei tifosi sarebbe più gradita di quella "foresta" che vede come protagonista l'avvocato Angelo Massone. La cui figura riscuote comunque gradimento in diversi ambienti sportivi e finanziari della città.
Alla luce di tutto ciò ci sarebbe piaciuto (e ci piacerebbe ancora) avere delle risposte dal presidente Preto, il quale è riferimento reale dell'azionariato di controllo. Ci accontentiamo di risposte semplici a semplici domande. Chi è attualmente il vero proprietario del club?
Se possibile vorremmo anche avere qualche altro chiarimento. In primis sulla sede di via Pizzolati 104 che ospita Finalfa, la prima delle scatole cinesi che controllano il Vicenza Calcio spa. Lì, sempre allo stesso civico c'è anche un'altra società, la River, di cui sempre Preto è il dominus indiscusso. Questa srl è di fatto il cuore delle società di marketing grazie alla quale lo stesso Preto cura una parte cospicua del business del gruppo alimentare Sisa.

Ora Finalfa è dotata di un capitale sociale di 15.000 euro, è proprietaria di azioni ordinarie del Vicenza Calcio spa per 1.661.650 euro su un capitale totale sottoscritto e versato di 1.775.921 euro mentre la differenza è costituita in gran parte da azioni con diritto di voto limitato e in mano a nomi importanti, soprattutto dell'imprenditoria vicentina.

Nella Finalfa srl, che fino al 27 ottobre almeno, data dei documenti camerali e del nuovo Cda del Vicenza Calcio, è presieduta da Sergio Cassingena e vede Danilo Preto come amministratore delelgato, è confluita per fusione mediante incorporazione la vecchia Otto srl di Pieraldo Dalle Carbonare, prima, dell'inglese Enic Sports Sa.r.l., poi; presieduta, infine, da Nicola Baggio, prima della sua incorporazione nella Finalfa.
Ricordiamo, poi, che la Finalfa è posseduta da due società fiduciarie che occultano, se non arriveranno chiarimenti, il nome del proprietario (o dei proprietari) reali. La prima è, come detto, la veneziana Pannorica srl, anche questa non sconosciuta alle cronache giudiziarie.

La fiduciaria Pannorica, capitale sociale di 10.200 euro, possiede 12.750 euro del totale di 15.000 euro del capitale sociale della Finalfa, e i suoi soci (o ‘rappresentanti comuni') ufficiali sono, al 50% ognuno, una signora domiciliata a Treviso e un signore di San Donà di Piave. A loro sono anche assegnate le cariche amministrative.

La seconda socia di Finalfa è la Fiduciaria Vicentina srl, capitale sociale di 10.400 euro, possiede i restanti 2.250 euro del totale di 15.000 euro del capitale sociale della Finalfa.
Della Fiduciaria Vicentina sono soci un signore di Torri di Quartesolo per 1.040 euro e per 9.360 euro la Studi Associati di Consulenza Aziendale srl Società Unipersonale, tra i cui amministratori c'è Gianni Giglioli; il quale presso la sede di quest'ultima esercita la sua attività di commercialista. Giglioli è stato assessore della attuale giunta comunale capitanata dal democratico Achille Variati. L'ex assessore si è poi dimesso per le vicende che lo hanno visto coinvolto in qualità di consulente nel caso Aim. Ecco è alla luce di tutto ciò, che con molto garbo e con molta umiltà chiediamo a Preto alcuni chiarimenti sul club biancorosso. Il quale, almeno per chi attribuisce al calcio una valenza non solo economica, pur se posseduto da società di capitali è anche, se non soprattutto, un patrimonio della città e una delle sue immagini principali visto il rilievo del mondo del pallone. Un piccolo sforzo di chiarezza gioverebbe a tutti. Soprattutto prima che sia reso noto, sempre che ci sarà, il nuovo proprietario. Al quale speriamo di non dover rivolgere in futuro le stesse domande che stiamo rivolgendo a Preto.

Commenti

alberto
Inviato Martedi 3 Luglio 2012 alle 16:46

Raro articolo di vero giornalismo nel panorama vicentino. Nonostante le domande precise e dirette, da Preto e dall'attuale dirigenza un silenzio assordante. Ma in che mani siamo finiti?
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Commenti degli utenti

ieri alle 17:11 da PaolaFarina
In Sciopero della fame dei detenuti politici palestinesi nelle carceri israeliane: ma Marwan Barghouti mangia?
Ecco le 19 richieste, dei terroristi palestinesi, accolte solo in parte...:
1.Installazione di un telefono pubblico a pagamento ad uso dei prigionieri
2.Miglioramento dei diritti di visita
3.Una visita medica annuale per ogni terrorista detenuto, più frequenti per gli over 50, impianti dentali, permesso di ingresso nelle carceri per i medici personali dei terroristi
4.Annullamento delle sanzioni disciplinari per i terroristi detenuti
5.Televisori in ogni cella con almeno 20 canali
6.Fornire ai terroristi di Gaza gli stessi diritti di visita dei terroristi della West Bank
7.Nessuna limitazione all’ingresso in prigione di libri, giornali settimanali e quotidiani
8.Aumentare la scelta dei prodotti di consumo nello spaccio della prigione. Aumentare il limite massimo della somma che i terroristi detenuti possono detenere
9.Migliorare le condizioni dei terroristi detenuti durante i trasferimenti
10.Miglioramento del trasporto delle terroriste femmine attraverso trasporti dedicati, miglioramento delle condizioni di detenzione
11.Installazione di condizionatori nelle celle, in particolare nella prigione di Gilboa
12.Risolvere il problema del sovraffollamento nelle prigioni contenendo il numero di prigionieri a quattro per cella
13.Permettere ai terroristi detenuti di studiare presso la Open University. Permettere ai terroristi di ottenere anche il diploma di maturità
14.Miglioramento delle condizioni di vita quotidiana permettendo anche il dialogo tra tutti i terroristi detenuti
15.Compensare i detenuti che non ricevono visite con telefonate ai propri famigliari
16.Mettere fine alla politica di isolamento (per i terroristi più pericolosi)
17.Rilascio dei terroristi malati o che versano in particolari condizioni
18.Permettere ai terroristi detenuti di cucinare da soli
19.Mantenere le celle aperte fino alle 22

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