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M5S presenta "Vicenza. La città sbancata" seconda edizione, Alberto Spampinato di Ossigeno per l'informazione: un esempio di libertà di stampa. Ignorato da politici e media locali

Di Pietro Cotròn Domenica 4 Dicembre 2016 alle 19:15 | 0 commenti

Organizzata, simbolicamente in sala Stucchi, il 1° dicembre da Liliana Zaltron, capogruppo in Comune del Movimento 5 Stelle, la presentazione della seconda edizione di "Vicenza. La città sbancata", il libro testimonianza sul più grave scandalo bancario della storia bancaria della Repubblica italiana che sta riguardando la Banca Popolare di Vicenza, è andata in scena con la diretta streaming dal M5S ma è stata "oscurata" dai media locali e ignorata dai politici locali, tutti, dal sindaco fino all'ultimo dei consiglieri, invitati ufficialmente dagli organizzatoti. Nessun "teatrale" primo cittadino o censurato "secondo" era presente, nessun assessore tra quelli visti al Teatro comunale il 26 novembre a partecipare ossequiosi al convegno burla sulla BPVi organizzato da Achille Variati e Renato Bertelle, ha trovato utile ascoltare le versioni reali dei fatti e non quelle del sistema di potere imperniato su Gianni Zonin, di cui Jacopo Bulgarini d'Elci ha denunciato l'abbraccio mortale al mondo politico vicentino.

E nessun altro consigliere comunale o rappresentante delle istituzioni era presente, oltre a Zaltron, al "giustificato" Daniele Ferrarin e ai due senatori pentastellati Enrico Cappelletti e Massimo Girotto.

In sala, però, spiccavano il coraggio civico di Giovanni Rolando, figura significativa del Pd, accompagnato da Lucio Zaltron, e quello di Massimo D'Angelo, "cane sciolto" ma di riferimento per la Cgil, ma l'assenza dei politici locali era evidenziata anche dal senatore Enrico Cappelletti, presente nonostante fosse in piena campagna referendaria: "noi come 5 Stelle abbiamo la coscienza a posto, contro il silenzio assordante delle altre forze politiche".

E a non perdersi la lezione di "libertà di stampa", che avrebbe fatto comodo a tanti pseudo colleghi e che è stata impartita dal collega Alberto Spampinato, direttore dell'Osservatorio Ossigeno per l'informazione, c'erano fisicamente tanti altri vicentini, tra cui membri "di peso" delle associazioni dei soci BPVi, mentre moltissimi altri hanno potuto seguire la diretta streaming del M5S a cui da oggi aggiungiamo i nostri video a partire proprio da quello sull'intervento di Spampinato, difensore della libertà di stampa in nome della quale l'Osservatorio, finanziato da FNSI, Ordine nazionale dei Giornalisti e dai colleghi che fanno vera informazione, ha preso posizione ufficiale a difesa del nostro direttore Giovanni Coviello, che oggi è nell'elenco dei giornalisti minacciati.

Alberto Spampinato ha, infatti, ricordato anche la richiesta danni milionaria di Gianni Zonin per conto della Fondazione Roi, mentre Giovanni Coviello, dopo aver chiosato che «fare costose cause giudiziarie è un modo mafioso per "uccidere" i giornalisti"», ha citato poi una frase di Amalia Sartori: «i giornalisti sono povera gente, basta fargli un po' di cause per zittirli».
"Si tratta di un libro molto interessante - ha sottolineato il direttore di Ossigeno per il libro di VicenzaPiu.com -, un'antologia che dimostra che mentre le cose succedevano tutti potevano tenere gli occhi aperti, ma solo alcuni giornalisti l'hanno fatto: i giornali invece dovrebbero essere le sentinelle dei cittadini".

"E non i cani di compagnia", ha aggiunto nell'intervento che vi proponiamo sulla libertà di stampa di fatto compressa in Italia.


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Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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