Quotidiano | Categorie: Lavoro

Pre accordo sindacale su scioperi beni culturali, Germano Raniero: Usb non convocata, Variati blocchi tutto

Di Redazione VicenzaPiù Martedi 9 Agosto 2016 alle 23:22 | 0 commenti

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Riceviamo da Germano Raniero, USB, e pubblichiamo

Quando si tratta di tagliare stipendi e diritti la santa alleanza  si ricompatta. Questa volta parliamo del "pre accordo" (leggi qui ndr) tra Cgil-Cisl-Uil  e amministrazione comunale di Vicenza  per limitare il diritto di sciopero nelle biblioteche e nei musei. Apprendiamo di questo pre accordo raggiunto, di fatto in sordina, senza sentire tutte le organizzazioni sindacali. USB infatti a discutere di questo non è stata convocata pur avendone diritto. Infatti USB è l'unico sindacato di base rappresentativo a livello nazionale e come tale  deve essere convocato  per disciplinare o meno queste questioni.

Abbiamo scritto al Sindaco e al Direttore Generale di bloccare tutto. Di cosa parliamo? Forse molti se ne sono dimenticati ma lo "scandalo" mediatico comincio' perchè  a causa di una assemblea dei lavoratori del Colosseo di Roma, convocata anche da USB, il colosseo restò chiuso per  le due ore  di assemblea. Assemblea convocata all'inizio dell'orario di lavoro pertanto i turisti dovevano  solo aspettare la fine dell'assemblea  per poter entrare. Il diritto di assemblea è stato conquistato ormai 50 anni fa con lotte importanti, comprese quelle della Marzotto di Valdagno. Bene da circa  20 anni con le leggi taglia diritti nel pubblico impiego si è  limitato il diritto di sciopero ma il diritto di assemblea non era stato toccato, si chiedeva di farla all'inizio o nelle ore finali del turno di lavoro. Il fatto che il colosseo sia stato chiuso per due ore, per assemblea dei dipendenti scateno' una campagna mediatica offensiva,  e strumentale.  Mai visto nessuno scagliarsi  nel denunciare tutte le volte che biblioteche, musei ecc restano chiusi per inefficienze, problemi tecnici, per sale  non a norma ecc. Ma si sa quando  sono i lavoratori a provocare  il disguido bisogna subito additarli  all'opinione pubblica. Risultato: dopo quell'episodio del Colosseo arriva sostenuto dalla gran cassa mediatica il decreto Franceschini, novembre 2015 che  inserisce i beni culturali come beni essenziali, manco fossero ospedali,  e pertanto ci saranno limiti nello sciopero e nelle assemblee. Succeda quello che succeda in caso che i lavoratori vogliano discutere o manifestare per  i loro diritti  i musei e le biblioteche devono restare aperti. Se nel privato c'è il  job act, la libertà di licenziare con il nuovo art 18 I lavoratori pubblici  da anni senza contratti, da anni con produttività tagliate sono diventati le cavie  dove si è sperimentato  il taglio degli investimenti e delle risorse destinate ai servizi sociali. E' ora di invertire la direzione; costruiamo il sindacaro dei lavoratori, vogliamo diritti, vogliamo servizi sociali, vogliamo lavoro.

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