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Post primarie, Giacomo Possamai sul GdV: le nostre idee restano in campo, a Dalla Rosa tocca unire

Di Rassegna Stampa Lunedi 11 Dicembre 2017 alle 08:41 | 0 commenti

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Dieci anni fa, quando è nato il Partito democratico, non era raro, nella sede che stava al Mercato nuovo, imbattersi in un ragazzino dai capelli ricci. Quel ragazzino, che la passione perla politica la coltivava già da qualche annetto, oggi ha quasi 28 anni e per un soffio non è diventato il candidato sindaco del centrosinistra. A Giacomo Possamai, collaboratore di Enrico Letta ai tempi di Palazzo Chigi, consigliere comunale, ex capogruppo dem (si è dimesso dalla carica proprio durante la campagna elettorale per le primarie, che lo vedeva opposto a Otello Dalla Rosa e Jacopo Bulgarini d'Elci) non è bastato il bottino di 2.700 voti per vincere. Adesso guarda avanti: «Siamo pronti ad aiutare Otello Dalla Rosa, ma la responsabilità di unire spetta a lui».

Visto come è andata a finire, rifarebbe lo stesso percorso?

Sì. Ho accettato di mettermi in gioco in una sfida vera e nelle sfide c'è anche la possibilità di perdere. La cosa più bella di questi mesi è il gruppo straordinario che abbiamo creato, l'incredibile numero di giovani che abbiamo coinvolto. Ed è un patrimonio che io e Sandro Pupillo non possiamo né vogliamo disperdere.

Le primarie sono state decise da 38 voti, compreso quello di un morto. Mai pensato di fare ricorso?

Prima del mio interesse personale viene quello della città e della coalizione: iniziare settimane di beghe legali avrebbe voluto dire ridurre al minimo le possibilità di vittoria del centrosinistra alle elezioni. Anche se tanti mi spingevano a farlo, non me la sono sentita e penso di aver fatto la scelta giusta. Ci sono però cose che mi hanno amareggiato nel profondo e che non dimentico.

Quali? Ad esempio il fatto che un membro della commissione di garanzia del Pd, dopo aver passato le intere primarie a provocare gli avversari in modo becero, ha provato a votare al seggio della Riviera Berica pur essendo residente a Longare. Una cosa ignobile. Così come, devo dirlo, ho trovato veramente triste il piantonamento dei seggi da parte di alcuni che fermavano le persone all'ingresso per invitarle a votare Dalla Rosa. Sono cose che non si fanno all'interno di una comunità e che appartengono ad un modo vecchio di far politica, che non è il mio né quello di chi mi ha sostenuto.

Gli attriti con il gruppo di Dalla Rosa ci sono stati, come pensate adesso di poter lavorare assieme?

La responsabilità di ricompattare il fronte sta in capo a chi ha vinto. Noi siamo disponibili ad aiutare. I problemi sono stati creati non da lui, che è intelligente ed equilibrato, ma da alcune persone al suo fianco.

Per lei ci sarà un posto in giunta?

Non mi interessa la trattativa sui posti in giunta, la sfida sono le elezioni. La campagna per le primarie è finita, ne inizia una nuova. Ed anche la squadra deve essere nuova: perché la coalizione funzioni non è pensabile che chi non ha sostenuto Otello si senta "ospite".

L'esito delle primarie, come dimostra lo stop sul Fondo immobiliare, non è privo di conseguenze.

In Comune c'è una maggioranza legittimata a governare fino all'ultimo giorno e penso che dobbiamo assumerci fino in fondo la responsabilità di farlo.

Il Pd, che ha visto quasi tutti i suoi big al suo fianco, e il sindaco Variati sono i grandi sconfitti delle primarie?

Il Pd non esce sconfitto: anche Dalla Rosa è iscritto e dalla sua aveva una larga fetta del partito. Quanto a Variati, ha già chiarito lui stesso che la sua scelta è stata dettata dal suo rapporto storico con Bulgarini.

Perché ha rispedito al mittente l'idea di Variati di unire le forze con Bulgarini per avere più chance? Pentito?

Stimo Jacopo, è un amico. Ma quello che volevamo avviare era un nuovo ciclo di governo della città: noi parliamo e abbiamo parlato della Vicenza del futuro.

E il suo futuro quale sarà? Si ricandiderà?

Nelle prime ore dopo le primarie la tentazione di dedicarmi solo al lavoro e agli affetti è stata forte. Ma l'incredibile spinta di questi giorni mi fa sentire una responsabilità forte verso tutte queste persone. Non credo sia importante oggi capire se mi candiderò o meno, quello che conta è che la nostra squadra e le nostre idee restano in campo in vista delle elezioni di primavera.

Di Roberta Labruna, da Il Giornale di Vicenza


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