Quotidiano | Categorie: Ambiente

Pfas, prof. Moretto:"Niente danni all'uomo": scaramucce prima della relazione organizzata dalla Miteni

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Giovedi 16 Febbraio alle 10:37 | 0 commenti

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"Secondo gli studi, i Pfas a catena lunga non provocano danni all'uomo, per quelli a catena corta non ci sono dati sufficienti, ma tendo ad escluderlo". La rassicurazione arriva dopo circa un'ora dall'inizio dell'incontro dedicato agli amministratori dell'ovest vicentino, organizzato dalla Miteni a tenutasi nella sede della Confindustria di Montecchio e che verrà proposto in versione integrale (e trasparentemente) su questo sito. A parlare è il professore Angelo Moretto, esperto di fama internazionale di cui presentiamo il curriculum in fondo* e su cui si sono abbattute polemiche da parte di "esperti"... politici, tutte da verificare, per la "colpa", secondo loro e secondo i media che acriticamente le hanno riprese, di aver presentato studi sul complesso caso dell'Ilva. Anche il caso Pfas è complesso e delicato per le implicazioni sanitarie e lavorative per cui riportiamo i contenuti dell'incontro di ieri cercando di attenerci alal cronaca, pubblicando più tardi il video completo, dando spazio, come sempre, a chi volesse confermare o obiettare ma inviando a quell'equilibrio che è indispensabile in questi casi per trovare e percorrere starde risolutive di un problema che, comunque, esiste.

Il prof. Moretto, quindi e tornando alla cronaca, è stato chiamato dall'azienda per fare luce, da un punto di vista tecnico, sugli effetti dei Pfas nell'acqua. Moretto, direttore del Centro internazionale per la prevenzione sanitaria, ha basato il suo ragionamento su casi di laboratorio, dati raccolti con esperimenti, senza mai entrare nel dettaglio del caso Pfas vicentino. "Non ho letto in modo approfondito i dati del caso specifico" ha infatti premesso ai giornalisti, prima dell'incontro.

Due i punti cardine del ragionamento del professore: i dati raccolti mostrano un comportamento molto diverso dei ricettori che interagiscono con i Pfas per gli animali, rispetto a quello che succede all'uomo. Quello che per i ratti è potenzialmente letale, per l'uomo che ha un fegato e un organismo molto più sviluppati no. I test condotti sui lavoratori della Miteni, esposti alle sostanze nocive più di altri, fino ad oggi non hanno mostrato correlazioni dirette tra malattie e assunzione di Pfas.

Perplessi, si diceva, alcuni degli amministratori presenti: "Nella sua relazione non ha mai parlato di interferenti endocrini.  A Lonigo è stata verificata una mediana di 70 nanogrammi per litro di Pfas nel sangue  ed è registrato un aumento del 100% del cancro al testicolo". Ha sintetizzato il presidente del consiglio comunale di Lonigo Giorgio Nicolin. Ferma e pacata la risposta dell'esperto: "La definizione di interferente endocrino è una classificazione e come tale va presa. Durante la sperimentazione e nello studio dei casi, però, non si sono viste alterazioni degli organi endocrini, almeno non nell'uomo".

Il professor Moretto, rispondendo ai sindaci, ha, inoltre, smentito molti degli studi internazionali che hanno definito la pericolosità dei Pfas sull'uomo: "Servono più dati, lo studio sui lavoratori della Miteni è, comunque, una forta rassicurazione, persone esposte a forti concentrazioni di Pfas hanno mostrato solo un aumento dell'acido urico e del colesterolo".
Il meeting era iniziato tra la tensione. Assiepati fuori dalla sede locale dell'associazione industriale c'erano, infatti, una settantina di persone dei comitati anti-Pfas che chiedevano l'apertura al pubblico dell'incontro. Il consigliere comunale di Montecchio Maurizio Scalabrin, presidente della commissione Salute, sentendosi contestato ha affrontato i manifestanti, venendo spintonato. Scintille e scaramucce, subito rientrate. Le contestazioni, secondo gli organizzatori dell'evento, hanno però avuto l'effetto di spaventare alcuni sindaci invitati al convegno che hanno prima confermato e poi disdetto la loro partecipazione.

Nulla di irrimediabile, o meno grave dell'immaginabile, visto che più tardi potranno vedere su questo sito la relazione e gli interventi e contribuire, eventualemnte, con le loro riflessioni che puntualmeete pubblicheremo insieme a quelle che ci dovessero pervenire.

Servizio in collaborazione con Pietro Zanella

 

* Breve curriculum del prof. Angelo Moretto

Il professore, uno dei più importanti tossicologi a livello mondiale,
è medico del lavoro. Si occupa di tossicologia sperimentale clinica, insegna medicina del lavoro a Milano, ha fatto attività di ricerca di tossicologia in progetti internazionali finanziati anche dalla comunità europea.

Svolge Attività di valutazione del rischio istituzionale con organizzazioni italiane europee e mondiali tra cui l'Organizzazione mondiale della sanità, la Commissione europea, il ministero della Salute. E' chairman del comitato dell'Oms sui pesticidi.

Siede nel consiglio direttivo dell'organizzazione Hesy, organizzazione no profit che lavora per mettere in rete gli scienziati di tutto il mondo che appartengono a governi, università, industrie, e organizzazioni non governative.

E' Ctu presso la corte d'appello di Brescia e del tribunale di Gela e prima presso il tribunale di Venezia.

Ha fatto oltre 200 pubblicazioni internazionali.

Il suo lavoro su Pfoa e Pfos e gli effetti sul peso alla nascita verrà pubblicato sulla prestigiosa rivista Critical reviews in toxicology

 


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Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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