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Pfas, Guarda: "La Regione sia responsabile"

Di Note ufficiali Venerdi 17 Febbraio alle 16:03 | 0 commenti

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Caso Pfas, la consigliere regionale Cristina Guarda (Amp) solleva un nuovo problema, come si legge in una nota: "Nell'ultimo mese l'Ulss 8 Berica ha inviato agli allevatori che utilizzano acque contenenti valori di Pfas non conformi ai parametri del Ministero della Salute, una circolare con la quale li si invita a trovare una soluzione, da soli, al problema e di comunicarlo all'ente entro 30 giorni. Gli imprenditori dovranno decidere, senza indicazioni o istruzioni dalla regione, se chiudere il pozzo, scavarne un altro, mettere i filtri, allacciarsi all'acquedotto, terebrare il pozzo ecc. Ma mancano le risposte ad alcune domande lecite cui l'agricoltore non può rispondere da solo: dove si trovano falde non inquinate? A quanti metri di profondità non è più inquinata?

L'acquedotto è in grado di fornire la richiesta d'acqua da più allevamenti nella stessa zona, visto che una vacca da latte richiede anche 100 litri al giorno nei periodi estivi?" Chiede l'esponente leonicense che insiste: "Martedì prossimo gli allevatori avranno un incontro con l'azienda sanitaria e ci saranno molte domande e accuse di responsabilità. Probabilmente ci saranno chiarimenti, ma già da subito si può sottolineare la totale incongruenza della richiesta dovuta ad una mancanza di regia e di indirizzo. Serve un accompagnamento e una linea guida sulle operazioni da svolgere, dettata dalla Regione e dai suoi enti tecnici. Inoltre - continua la Guarda - non vi è traccia di quali siano i sostegni economici per attuare questi interventi. La Regione faccia chiarezza: le soluzioni tecniche sono tutte a carico delle aziende? Credo sia un'ipotesi inaccettabile". "Suggerirei alla Giunta di verificare la legge regionale sui consumatori (l. r. n. 27/2009) che prevede, tra gli altri, anche azioni ed interventi a favore della tutela e sicurezza della salute dei consumatori. In questo modo sarebbe possibile garantire un sostegno concreto a chi dovrà spendere soldi per realizzare gli adeguamenti richiesti. Così - conclude Guarda - si eviterebbe per l'ennesima volta, che chi non ha responsabilità alcuna sulla contaminazione da Pfas debba subire il danno e pure la beffa".

 

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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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