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Per Zanetti, e GdV, "sarebbero" pochi gli usi non lavorativi di Internet a Palazzo Trissino: almeno 91 sessioni "esterne" al giorno per ognuno dei 700 Pc collegati sono poche? O i dati andrebbero analizzati meglio prima di spararli?

Di Pietro Cotròn Martedi 21 Novembre 2017 alle 15:23 | 0 commenti

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Nel mese campione che va dal 21 agosto 2017 al 19 settembre  (strano un campione estivo a cavallo delle ferie...) e prendendo in considerazione "tutto il traffico internet prodotto complessivamente dai 700 computer installati nei vari uffici comunali" l'assessore alla semplificazione Filippo Zanetti sul quotidiano locale conclude che «di tempo i dipendenti direi che non ne perdono proprio». Importante e tranquillizzante questa valutazione, anche se fatta al condizionale col "direi", visto che la Cassazione ha stabilito che «sottrarre tempo e strumenti, che devono essere rivolti a servire l'azienda, per scopi invece puramente personali, come chattare o guardare le foto postate dagli amici, vìola il patto di fiducia che lega il dipendente all'azienda. È pertanto legittimo il licenziamento nei casi più gravi». Vediamo di fare delle considerazioni sul "direi".

Leggiamo, intanto, a firma del collega Nicola Negrin, che "il macrodato parla di 1,2 terabyte, che... equivale a 1.229 Giga di dati scaricati in 30 giorni. Più della metà... è riferito al traffico 'intranet', quello cioè che porta i dipendenti a navigare all'interno della rete comunale per scambiarsi informazioni, mandare e ricevere mail o svolgere i diversi servizi pubblici": perfetto.

"Ma dove finisce l'altra metà del traffico?", si chiede il GdV e noi proviamo a seguirne il ragionamento che porta all'incerto «direi» di Zanetti.

Le "sbirciatine ai vari social network che spesso rappresentano la tentazione in cui cadere" pesano, ad esempio, per Youtube per 171 gigabyte in 30 giorni, l'11 per cento della mole di dati complessiva.

Poco o molto quell'11%?

Se si segue la valutazione di Zanetti abbracciata dal quotidiano locale "sorprendentemente poco", perchè «... in questo caso a comportare un incremento è il collegamento alla piattaforma per la diffusione dei Consigli comunali»: cioè l'11% del consumo di Youtube magari per trasmettere (ma Zanetti da buon tecnico informatico sa che le tecniche di compressione dello streaming riducono a ben poco il traffico in uscita...) o, più probabile, per i frequentatori, in "visione", di Youtube a Palazzo Trissino, sarebbbe da ascrivere non a curiosoni di altri video non attinenti al lavoro ma a chi tra i dipendenti comunali, magari per informarsi senza i filtri dello stesso quotidiano locale, si "gode" dal computer d'ufficio i consigli comunali, che durano ore e ore e che si svolgono fuori dall'orario di ufficio... Ma quando? Il giorno dopo, non svolgendo altri compiti? O lo stesso giorno rimanendo in ufficio? Ma va là, direbbe l'avvocato Ghedini...

Fatto questo ragionamento lo si potrebbe, con valutazioni analoghe anche se da applicare a temi diversi dai tanto noiosi (per consiglieri e media) ma altrettanto cliccati Consigli comunali, ripetere per Facebook, che "occupa il 4 per cento del totale" mentre "la navigazione libera in internet si ferma al 12,9 per cento, il motore di ricerca Google si piazza più indietro, al 7,7 per cento, Twitter è agli ultimi posti della graduatoria con solo lo 0,5 per cento del traffico prodotto".

Allora?

Beh, prima di trarre le (nostre) conclusioni sul perchè Zanetti affermi "direi che va bene" invece che sostenere convinto "va bene" vediamo di riportare anche i dati non di gigabyte scaricati (o caricati) ma del "numero degli accessi. Si tratta della quantità di volte che un determinato computer è entrato, anche solo per un secondo o poco più, in siti internet e social network. Qui la classifica cambia leggermente e vede ad esempio Facebook scalare la graduatoria collezionando (tra ingressi in pagina, clic sulle foto e sui video) complessivamente 268 mila sessioni; che, se suddivise per il numero di computer, 700, e per i giorni lavorativi fa all'incirca una quindicina di ingressi al giorno. Molto più alto, per dire, Google con oltre un milione e mezzo di clic. Youtube, per dire, è fermo a 163 mila accessi in un mese".

"A testimonianza che un conto è dare una sbirciatina e un conto è rimanere a lungo connessi; cosa che, evidentemente, in Comune non accade" conclude il GdV con il "tempo indicativo" e non "condizionale". Ma i conti non tornano.

Se del 50% del traffico dati non legato all'uso per comunicazioni fra uffici vari ben poco si può attribuire con certezza, anzi..., a esigenze di lavoro, 268.000 clic su FB più un milione e mezzo su Google e 163.000 su Youtube, fanno in totale un milione e novecentotrentunmila accessi e, quindi, 2.758 clic al mese per ognuno dei 700 computer, cioè 91 clic e passa per ogni Pc... a parte Twitter e gli accessi del 12,9% di navigazione libera di cui il quotidiano non riferisce il dato.

E almeno 91 sessioni al giorno per ogni postazione di lavoro, se non si trovasse un modo più certo per attribuirle a esigenze di lavoro, "diremmo" che non sono poche...

L'assessore Zanetti lo sa e, perciò, ha usato il condizionale.

Anche perchè i dati, quando non sono per forza di cose giustificabili uno per uno con esattezza, portano, almeno in questo caso, a dubbi e a considerazioni opposte, gratificanti o negative sulla corretteza dei dipendenti.

Tocca ora, quindi, al GdV rifare i calcoli e a Filippo Zanetti e sindacati verificare meglio i numeri "sparati" con un notevole e indesiderato effetto "rinculo".


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