Quotidiano | Categorie: Fatti, Politica

Per Leila Khaled e il popolo palestinese

Di Giorgio Langella Giovedi 30 Novembre 2017 alle 15:34 | 0 commenti

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Sono sicuro che queste mie frasi attireranno critiche, ed altro, da parte di chi è schierato dalla parte del governo israeliano e che considera solo terrorismo la lotta del popolo palestinese per la sua esistenza. È una cosa normale. Del resto io sono schierato dall'altra parte ed essere partigiani è una condizione non solo giusta ma assolutamente necessaria. Sono sicuro di essere criticato perché voglio esprimere tutta la solidarietà e l'appoggio a Leila Khaled (definita abitualmente "terrorista" o "ex-terrorista"), esponente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, alla quale ieri è stato negato l'ingresso nel nostro paese.

Leila Khaled, tra l'agosto del 1969 e il settembre del 1970, partecipò al dirottamento di alcuni aerei di linea per attirare l'attenzione del mondo verso le condizioni del popolo palestinese. Durante il dirottamento di un aereo di linea della compagnia israeliana El-Al Leila Khaled fu arrestata e il suo compagno Patrick Arguello venne ucciso. Leila Khaled aveva ricevuto, come dichiarò, rigide istruzioni di non mettere in pericolo i passeggeri dell'aereo. In questi giorni Leila Khaled doveva partecipare ad alcune iniziative di solidarietà con il popolo palestinese che si tengono nel nostro paese.

Leila Khaled è esempio per chiunque combatta per la libertà e la sovranità del proprio popolo. Si sappia che a lei (nella nostra "democratica" Italia così tollerante con espressioni anche violente di recrudescenza del fascismo, del nazismo e del razzismo) è stata negata la parola.

Ma oltre alla solidarietà e all'appoggio a Leila Khaled e al popolo palestinese voglio anche sottolineare l'assoluta sudditanza del governo italiano nei confronti di quello israeliano. Una sudditanza palese che ha portato a non riconoscere il visto di ingresso di Leila nel nostro paese e al suo "respingimento". Questa sudditanza si manifesta sempre più spesso. È di qualche giorno fa l'astensione dell'Italia nel voto sulla risoluzione "contro la eroicizzazione di nazismo, neonazismo e altre pratiche di discriminazione" adottata dal Terzo comitato dell'Assemblea generale dell'ONU. Questa risoluzione ha visto il voto contrario di USA e Ucraina e l'astensione dei paesi della UE.

Il "respingimento" di Leila Khaled e il voto dell'Italia all'ONU sono due episodi indicativi di un adeguamento imbarazzante del governo italiano ai "desideri" di potenze imperialiste e neo-colonialiste. È una precisa scelta di campo dalla parte del "più forte" che, ne sono convinto, si deve contrastare con fermezza. È la scelta dell'abbandono definitivo di qualsiasi forma di sovranità popolare e nazionale. La riduzione del nostro paese a un esecutore delle imposizioni di Stati e organizzazioni che si ergono a padroni del mondo. Siano esso USA, Israele, UE o NATO.


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