Quotidiano | Categorie: Informazione

Per il sesto anno consecutivo la rete Internet è meno libera

Di Piero Casentini Giovedi 17 Novembre 2016 alle 12:41 | 0 commenti

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Freedom House, ong statunitense fondata nel 1941 e che riceve l’86% dei finanziamenti dal governo federale americano, ha pubblicato il report Freedom on the Net 2016 raccogliendo dati relativi a 65 Paesi in tutto il mondo, che coprono circa l’88% degli utenti totali a livello globale. Nel report, consultabile liberamente sul sito della ong,  si legge come i due terzi degli utenti internet vivano in Paesi nei quali viene praticata una forma di censura. Il 27% degli internauti globali abitano in Paesi nei quali alcuni connazionali sono stati arrestati per aver pubblicato, condiviso, o solo espresso compiacimento verso contenuti circolanti nei social media.

Più della metà dei Paesi analizzati erano in una prospettiva negativa già nel 2015. La maglia nera spetta alla Cina, mentre il Brasile è degradato al livello di Paese “parzialmente libero” e la Turchia a Paese “non libero”. I Paesi che hanno registrato i più notevoli peggioramenti nell’ultimo quinquennio sono Ucraina, Venezuela, Turchia, Russia ed Etiopia. L’Italia è considerata un Paese “libero” per gli internauti, che rappresentano però solo il 66% della popolazione totale. La stampa, invece, risulta molto più controllata tanto da considerare “parzialmente libero” il nostro Paese. Queste valutazioni sono state elaborate da Giampiero Giacomello, professore associato di Scienza Politica presso l’università di Bologna, che collabora con Freedom House alla redazione dei report annuali. L’Italia, nella graduatoria generale, si colloca all’undicesimo posto dietro Estonia, prima in classifica tra i Paesi “liberi”, Islanda, Canada, Stati Uniti, Germania, Australia, Giappone, Regno Unito, Francia e Georgia. Ci seguono, restando nel gruppo dei Paesi “liberi”, Sudafrica, Filippine, Argentina, Ungheria, Kenia e Armenia. Il giudizio sulla parziale libertà del giornalismo italiano rattrista ma non stupisce: consultando il sito di Ossigeno (acronimo di OSservatorio su Informazioni Giornalistiche E Notizie Oscurate) per l’informazione, patrocinato da FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e da OdG (Ordine dei Giornalisti), si trova il numero complessivo dei giornalisti italiani minacciati. Nei primi 316 giorni del 2016 sono stati ben 272, tra i quali Giovanni Coviello, direttore di VicenzaPiù, al quale Gianni Zonin chiede 1 milione di euro di risarcimento per gli articoli sulla Fondazione Roi. Negli ultimi dieci anni i giornalisti minacciati assommano a 3040 in tutta Italia.


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