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Pedemontana Veneta, ecco la "task force" del governatore Zaia

Di Note ufficiali Giovedi 19 Gennaio 2017 alle 16:30 | 0 commenti

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Il coordinamento è stato affidato alla dottoressa Ilaria Bramezza, segretario generale della programmazione della Giunta regionale del Veneto; il commissario Autorità Vigilante è l'avvocato dello Stato, Marco Corsini, specializzato in contrattualistica pubblica, dipendente di ruolo dell'Avvocatura Generale dello Stato, che opererà a titolo gratuito; i compiti di carattere tecnico sono stati attribuiti all'ingegner Elisabetta Pellegrini, oggi direttore generale della Provincia di Verona e dal prossimo primo febbraio nuovo dirigente regionale; Responsabile Unico del Procedimento (RUP) è l'ingegner Giuseppe Fasiol, responsabile della direzione regionale delle infrastrutture e trasporti. Questi sono i vertici della task force voluta dal presidente Luca Zaia.

Task force che ha il compito di supportare la Regione del Veneto nelle funzioni di concedente, stazione appaltante, alta vigilanza e supporto tecnico per il completamento della superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta, che con i suoi i 95 chilometri di tracciato, 16 caselli e i 35 comuni coinvolti, è la più grande opera pubblica attualmente cantierata in Italia. "Arteria fondamentale per la viabilità regionale - ha precisato Zaia - che, se verrà definito entro la prossima estate il closing finanziario di 1 miliardo e mezzo, sarà ultimata e aperta al traffico entro tre anni, cioè entro il 2020. Il primo tratto, quello tra Breganze e Bassano del Grappa, sarà già percorribile nel 2018. Intanto, sia chiaro, i cantieri sono aperti e operativi". La nuova Direzione della Struttura di Progetto "Superstrada Pedemontana Veneta", con sede a Venezia, è stata costituita oggi con una deliberazione illustrata alla stampa dal presidente Zaia, dal vicepresidente Gianluca Forcolin, nella veste di assessore al personale e dall'assessore alle infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti. Il presidente ha avuto innanzi tutto parole di ringraziamento per l'ingegner Silvano Vernizzi, che ha svestito i panni del commissario straordinario alla fine del 2016, dopo che i ministeri competenti avevano deciso non vi fossero più esigenze di gestione commissariale di protezione civile per le opere infrastrutturali. "Abbiamo voluto affidarci a un gruppo di professionisti di alto profilo giuridico, tecnico e amministrativo - ha sottolineato Zaia, riconoscendo anche l'ottimo rapporto di collaborazione con il ministro delle infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio su questo fronte - perché vogliamo una struttura molto performante, chiamata a gestire una delle fasi più delicate dal punto di vista finanziario. Ma anche perché abbiamo a cuore i tremila soggetti espropriati che attendono di ricevere 200 dei 340 milioni totali di euro di indennizzo previsti, risorse preziose da distribuire in quei territori che hanno subito enormi danni conseguenti al tracollo di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca". "Quest'opera deve essere seguita con molta attenzione anche per quanto concerne i rapporti con il territorio - ha detto l'assessore De Berti -. I cittadini interessati dagli espropri, gli amministratori locali e la popolazione residente nei territori attraversati dal tracciato, hanno bisogno di certezze sui tempi e le modalità di realizzazione dell'intervento, sul pagamento delle indennità, sullo sviluppo dei cantieri, ecc. Non stiamo parlando di un'opera marginale, ma di una infrastruttura che inciderà fortemente sul futuro economico, e non solo, dell'intera area pedemontana veneta".


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Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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