Quotidiano | Categorie: Politica, Fatti

SPV, Andrea Zanoni (PD): "sinkhole nel cantiere a Castelgomberto. Tragedia evitata per caso, Regione intervenga per salvaguardia cittadini e lavoratori"

Di Note ufficiali Martedi 12 Settembre 2017 alle 22:42 | 0 commenti

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"Il crollo di una galleria nel cantiere della Pedemontana a Castelgomberto (Vi) con relativa formazione di un enorme sinkhole, poteva avere conseguenze tragiche, anche perché in quell'area non è vietato l'ingresso ai cittadini. È stata solo una questione di fortuna se non ci sono state vittime o feriti". Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, torna sull'episodio accaduto ieri e denunciato dal Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa, chiedendo con un'interrogazione urgente alla Giunta presieduta da Luca Zaia di intraprendere azioni per salvaguardare l'incolumità di residenti e lavoratori.

"Ma nei prossimi giorni - avverte - ne presenterò anche un'altra a risposta scritta per avere ulteriori informazioni. Voglio sapere quali sono state le cause del sinkhole e quali attività sono state messe in opera per prevenire ulteriori fenomeni analoghi. E non solo. La Giunta ci dica il costo di questo tratto di opera e quali sono state le risultanze della Valutazione di impatto ambientale nella fase progettuale e infine, ma certo non meno importante, quali provvedimenti sono stati presi dopo l'incidente mortale avvenuto nello stesso cantiere nell'aprile 2016", dice ancora Zanoni prima di ricordare quanto accaduto ieri. "La volta della galleria, all'imbocco della Valle dell'Agno, è venuta giù portandosi dietro argine e torrente, creando un cratere dalle dimensioni di circa una trentina di metri di diametro e profondo circa 30. Il fondo del Poscola e oltre 40 metri di argine sono crollati alla base del tunnel, tunnel lungo quasi sette chilometri, il più grande della Superstrada Pedemontana Veneta Montecchio-Spresiano. Poteva davvero essere una tragedia. A tre ore di distanza dal crollo, verso le 17, è cominciata la spola dei camion di Sis per riempire la voragine, mentre per mettere in sicurezza il cantiere sono state sbarrate le acque del Poscola e tagliato l'argine nel lato di monte. È inammissibile che accadano avvenimenti del genere. Mi auguro che anche la magistratura intervenga per capire la situazione reale. Non è però necessario alcun intervento - insiste il consigliere dem, vicepresidente della commissione Ambiente in consiglio regionale - per comprendere le numerose carenze per quanto riguarda la valutazione tecnica, ambientale e di impatto dell'intero progetto della Pedemontana, come ho denunciato più volte nel tempo, non solo come consigliere regionale ma anche con interrogazioni alla Commissione Ue in veste di parlamentare europeo. Purtroppo non è il primo episodio e rischia di non essere neanche l'ultimo. È fin troppo facile prevedere che dopo questo guaio ci sarà un'ulteriore impennata di costi e tempi per la realizzazione di un'infrastruttura nata male e cresciuta peggio".

 


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A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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