Opinioni | Quotidiano | Categorie: Fatti

Paghi chi ha torto. E Aim dia lavoro a un dipendente in Più

Di Redazione VicenzaPiù | Martedi 31 Luglio 2012 alle 20:15 | 1 commenti

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Quando ho lanciato VicenzaPiù, il capostipite della famiglia dei media che da oltre sei anni contribuiscono a fare informazione nel Vicentino e, sempre più spesso, con echi anche nazionali, pensavo che i costi dell'impresa fossero quelli dei vari collaboratori, dai giornalisti al grafico, e quelli di stampa e di pubblicazione web.

Poi ho sperimentato sulla mia pelle, prima di direttore editoriale, poi di direttore responsabile, e, contemporaneamente, su quella della mia famiglia, a cui fa capo l'impresa editoriale, il primo costo in più, grazie anche a penne compiacenti o maliziosamente informate: l'assalto, o quello che tale ho percepito, di chi non gradiva quanto VicenzaPiù già allora scriveva.

Che in gran misura non erano, e non sono, opinioni, ma fatti. Sempre da noi preventivamente riscontrati, mai, o quasi mai, contraddetti nel merito da chi non ne gradiva, non ne gradisce e, mi permetto di dire, non ne gradirà la divulgazione. Il fango riversatomi addosso era meritato, in parte, per la mia stupida e altruistica passione sportiva, che mi ha fatto, però, colpevolmente accettare ricatti di chi con le sue conseguenti decisioni avrebbe consentito o meno alla città e alle giovani di fare pallavolo di livello (e poco conta che a oltre 3 anni dal mio defenestramento ben due atlete dell'Italvolley, Arrighetti e De Gennaro, siano ancora due delle decine di giovani campionesse scoperte, formate e lanciate a Vicenza). Ma quel fango l'ho sentito confezionato scientificamente con liquami della peggior specie opportunamente selezionati, anche se non solo proprio per tarpare le ali a chi si era permesso di lanciare il non ... ortodosso VicenzaPiù. Ecco perché, per contrappasso, mai farò il killer mediatico a tavolino di qualcuno ed ecco perché, è di fronte agli occhi di tutti, VicenzaPiù concede il diritto di replica, sempre e anche preventiva, a chiunque, ex direttore del GdV incluso.

Quell'assalto, andato male  vista la crescita successiva del nostro network, era o lo sentivo come il prezzo in più da pagare per voler entrare in un mondo chiuso (omertoso?).

Mi era già successo in predenza di pagare per il reato di lesa maestà, con l'onore che prova il Davide di turno, nel mondo dell'impresa informatica quando più di 20 anni fa "un nome intoccabile" come Olivetti si era sentito scalfito e offeso da una "piccola azienda romana" che dirigeno e che ne disturbava il predominio italiano. Pagai perché il piemontese big dell'informatica di allora, sovvenzionato dallo Stato, difeso dalle "sue" banche e poi defunto in quel settore, si dimostrò falso accusatore ma solo quando era troppo tardi per un efficace "riaccredito" fisico anche se quello morale de Il Sole 24 Ore di allora ancora lo conservo nel cassetto.

Poi l'aver denunciato, in difesa della squadra di volley vicentina che già disturbava per aver rotto gli equilibri della casta del massimo campionato, un falso tesseramento internazionale da parte di (ci risiamo) una big, la Foppapedretti Bergamo, mi costò una squalifica cresciuta nei vari gradi di giudizio fino a 18 mesi. Salvo poi ottenere la "grazia per meriti sportivi" (quali, di grazia?, se uno squalificato non può svolgere attività federale?) quando fu stabilito dalla massima corte sportiva che ero stato condannato "in carenza di giudici", cioè che la condanna me l'avevano inflitta giudici fantasma...

Questi ricordi della mia vita, che, per mio momentaneo e non definitivo appagamento, ha avuto anche momenti di notorietà internazionale (non sono in tanti ad essersi guadagnati ad esempio un incontro e una foto con Steve Jobs) bastino, per ora, a far capire che mi era già successo, senza che io chinassi la testa, di dover pagare per attacchi proditori nel passato.

Oggi perché proponiamo un'informazione, dicono, diversa, ma che io sento e voglio solo "rispettosa dei fatti", come dovrebbe normalmente essere. Mano a mano che la diffusione dei media col Più finale cresce, mentre scrivo e quando mi assumo la "responsabilità" di quello che i miei collaboratori scrivono su VicenzaPiù, BassanoPiù e il network web VicenzaPiu.com, so già che c'è e ci sarà chi cercherà di fermarci. Sono pronto e allenato a combattere, con i miei collaboratori e per i nostri lettori. Ma quello che dovrebbe far pensare tutti e che denuncio e denuncerò sempre di più con forza è che i "poteri" pensano (sanno?) che per vincere basta attaccare, non serve aver ragione. «I giornalisti bisogna denunciarli, perché tra l'altro non hanno neanche i soldi per pagarsi l'avvocato», ha detto Lia Sartori come riporta Renzo Mazzaro nel suo libro denuncia "I padroni del Veneto".
Come darle torto se (ieri sono stato dal nostro avvocato Renato Ellero per far di conto) ammonta a 5.000 (cinquemila!) euro la sia pur amichevole parcella da pagargli per aver ottenuto due sentenze favorevoli, la prima al tribunale del riesame di Vicenza, la seconda in Cassazione e definita storica per la libertà stampa, anche se ignorata dai media locali ..., contro l'oscuramento di due pagine di una lettera inviata dal senatore Alberto Filippi all'ex presidente di Confindustria Vicenza, per giunta contro il suo GdV, oscuramento decretato da pm e Gip di Vicenza?

A noi (a me?) costa 5.000 euro aver vinto ma nulla costa aver perso, su sollecitazione di una querela senatoriale sconfessata anch'essa, a coloro che hanno preso provvedimenti annichiliti dai colleghi "superiori", fino a quelli della Cassazione. Il loro stipendio e i costi di struttura sono, infatti, a carico anche mio, come cittadino tra i cittadini che li pagano.

E già 4.000 euro è il nuovo costo aggiuntivo da onorare, solo per me come direttore responsabile e solo per i primi passi del procedimento intentatoci, io dico ad arte, da un noto Pm di queste lande. Ci rimetteremo, ovviamente e disciplinatamente, io e Marco Milioni, l'altro giornalista di VicenzaPiù frequentemente e a costo suo "minacciato"  (lo documenta Ossigeno per l'Informazione, non lo diciamo noi), alle decisioni dei magistrati, da quelli di Trento in su, se serviranno, come il nostro legale predice per esperienza indigena e per abitudini togate storiche .

Ma se Paolo Pecori, il Pm di lungo corso già bocciato dal Csm nella sua candidatura a Procuratore capo di Vicenza nonostante le affettuose dimissioni pro tempore del figlio Massimo dall'incarico "possibilmente" incompatibile ambientalmente di assessore al legale e al patrimonio, dovesse essere bocciato anche dai magistrati superiori chi ci rimborserà il "maltolto"?

E, se verranno pagati dai cittadini, proprietari della municipalizzata che in questi giorni continua ad annunciare possibili licenziamenti per mancanza di soldi, gli avvocati del ricco studio scelto da Aim per supportare le richieste di risarcimento danni (?) per accuse non nel merito (ci hanno già detto all'ordine dei Giornalisti a cui pure si sono rivolti parallelamente e per aumentare il fuoco di sbarramento i Colla e i Vianello di turno col loro portaqualchecosa, "ex volto" di Tva), il nostro "povero legale" ce lo dobbiamo pagare noi anche nel caso che, Dio non voglia, avessimo ragione e fossimo stati attaccati solo perché ci permettiamo di pubblicare interviste ed opinioni sgradite a chi non ha soldi per pagare i dipendenti ma che è seguace convinto del credo di Lia Sartori e dei suoi lacchè locali: «I giornalisti bisogna denunciarli, perché tra l'altro non hanno neanche i soldi per pagarsi l'avvocato».

Se anche il nostro amato sindaco Achille Variati, anche lui, però, non esente da inalberamenti ufficiali per un povero titolo "quaquaraquà", nell'intervista concessaci su VicenzaPiù n. 239, dice di dissentire dal Lia Sartori pensiero pro avvocati e contro i giornalisti poveri,  io devo essere ottimista e una mano la chiedo anche ad ogni singolo lettore, non per difenderci ma per difendere il suo inalienabile diritto all'informazione. «Abbonati a VicenzaPiù Edicola ... a soli 18 euro all'anno (30 euro per abbonamenti sostenitori)», recita il nostro invito pubblicitario a cui ne aggiungo un altro: «chiedici indietro i tuoi soldi, a tua insindacabile scelta, se reputerai che anche in un solo numero non faremo il nostro dovere di informare senza padrini né padroni. Noi, se sbaglieremo, pagheremo sempre. Ma di tasca nostra!»

E, cara, dolce Aim, prometto che dirò e diremo che Colla e Vianello sono i migliori nel loro ruolo se, come penso ci vorranno mostrare e dimostrare, se deciderai di non "buttare" soldi (è il nostro personale convincimento) con i tuoi avvocati per le cause contro VicenzaPiù e li userai, invece, per far mangiare fosse pure una sola una famiglia di un tuo dipendente in ... Più. Cara Aim noi speriamo che lo farai, vero Achille, tu che rappresenti tutti i suoi proprietari, i cittadini, cioè, anche se lo so che è dura, perchè temerai che sia una ritorsione quello che, invece, sarebbe il nostro, serio impegno in contropartita: i soldi che dovessimo risparmiare con il nostro avvocato anche noi li utlizzeremo per dare lavoro, ovviamente al nostro mondo, quindi a qualche giornalista giovane in (Vicenza)Più che potrà usare queste tastiere per scrivere più notizie. Su chiunque.

Commenti

Italo Francesco Baldo
Inviato Giovedi 2 Agosto 2012 alle 00:12

La libertà di stampa è uno dei segni più importanti di una società democratica e va difeso, ma soprattutto aiutato a crescere con onestà e pulizia. L'Italia il bel paese dove fioriscono i limoni diceva Goethe è il paese del sole e quindi della luce, vogliamo farla brillare anche su tutti i giornali e avere sempre il coraggio e l'intento a che ciò sia realizzato? Credo che troppo spesso si parli di libertà come libertà negativa, ossia faccio quello che voglio soprattutto se ho potere e magari anche denaro, invece la libertà positiva è quella che sa perchè si assume certe responsbailità e le delibera con ragione e non ha paura. Certo a volta la libertà, come la verità, è scomodo, a volte costa, ma vale sempre la pena e l'orgoiglio di essere liberi perchè è la massima dignità dell'uomo diceva Pico della Mirandola e il più gran dono che Dio fece all'uomo, così poetò anche padre Dante.
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