Quotidiano | Categorie: Lavoro, Fatti

Ospiti turchi in Comune per imparare il modello di lavoro vicentino: dopo il presunto oppositore violento venezuelano, Vicenza si apre anche alla Turchia “dura e pura” di Erdogan?

Di Edoardo Andrein Giovedi 24 Novembre 2016 alle 12:06 | 0 commenti

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C'erano ospiti speciali dalla Turchia durante la giornata del 23 novembre negli uffici di “Cercando il lavoro” del Comune di Vicenza. Per uno scambio di informazioni sui rispettivi servizi e per approfondire la conoscenza del mercato del lavoro vicentino, oltre che studiare alcuni modelli innovativi, è arrivata in città una delegazione di dirigenti ed esperti del Centro per l’Impiego di Canakele. A parlare per Vicenza è stato Juri Devigili (nella foto a destra mentre si scambia doni con il capo delegazione turco), coordinatore responsabile del progetto vicentino che ha spiegato come è nato e i risultati ottenuti, fornendo anche un quadro del mercato del lavoro in Italia e sui motivi per cui le persone disoccupate fanno fatica a rimettersi in gioco, toccando anche il tema dell'influenza del mancato dialogo tra scuola e mondo del lavoro.

Una visita curata dall'associazione Eurocultura, partner di Cercando il Lavoro, e cofinanziata dal programma Erasmus+ dell'Unione Europea. Con il piccolo particolare che la Turchia non fa parte dell'Unione Europea: pur essendo un'economia ricca, pesano le questioni su diritti e religione nel lungo periodo al potere del presidente musulmano Recep Tayyip Erdogan. Nell’Europarlamento di Strasburgo tra l'altro è in programma oggi 24 novembre il voto su una risoluzione politica che sostanzialmente potrebbe portare a interrompere il processo di adesione della Turchia all’Ue, già molto difficile per l’opposizione di diversi Paesi membri tra i 28 governi.

L'ultimo provvedimento scandalo di questi giorni del governo turco è la proposta di legge sugli abusi sessuali sui minori che proponeva di abolire la condanna dei responsabili nei confronti delle minorenni, nei casi di abusatori che avessero sposato le vittime.

Inoltre in Turchia continuano le "purghe" nell’amministrazione pubblica, con una nuova ondata di arresti contro gli oppositori di Erdogan, in seguito al nebuloso tentativo di golpe in diretta televisiva della scorsa estate: nel conteggio totale dal 15 luglio sarebbero stati licenziati o sospesi dal servizio almeno 110mila persone, lo stesso numero di abitanti di Vicenza, tra insegnanti, giornalisti, magistrati, funzionari pubblici, militari, senza possibilità di espatriare o con arresti che sono sfociati in torture come denuncia Amnesty International.

Quelli ospitati in Comune evidentemente fanno parte dei dipendenti pubblici turchi lasciati al loro posto dallo Stato: un paese "duro e puro" che ancora oggi non ha mai ammesso ufficialmente l'esistenza del devastante genocidio armeno, del quale quest'anno ricorre il centenario.

Intanto nelle foto per il "gemellaggio sul lavoro" che immortalano il momento internazionale in Comune, non si è visto nemmeno questa volta il sindaco Achille Variati, che già per nel caso dell'oppositore politico venezuelano Leopoldo Lopez, sul quale aleggiano sospetti di violenze e istigazione alla rivolta, aveva preferito andarsene prima delle foto di gruppo.

Ciò che rimane, però, dalle due ospitate internazionali è un certo senso di disgusto per alcuni vicentini, quelli che vogliono vedere la propria città non accostata alle violenze del mondo.

Quelli che non rimangono indifferenti. 


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