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Non vedo, non sento, non parlo

Di Marco Milioni | Lunedi 23 Luglio 2012 alle 00:56 | 0 commenti

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In tutta la giostra del caso Uil c'è una questione di fondo che rimane in sospeso. Quanto raccontato sino ad oggi da VicenzaPiù è di una gravità inaudita perché mette in una pessima luce un soggetto come il sindacato che dovrebbe avere come primo interesse la tutela dei lavoratori. In questo scenario le strade percorribili dal buon senso sono due (nella foto Angeletti, Chisin, Lago)).

Primo, tutto è inventato. Allora i soggetti che hanno lanciato accuse, redatto note e scritto lamentele, vanno censurati al più presto mentre il sindacato per tutelare sé stesso e i lavoratori dovrebbe prendere posizione in modo netto, forte e udibile da tutti. Ma questo non è avvenuto. Secondo, tutto, o molto, è vero. Allora il sindacato ha una colpa ancora maggiore. Perché o è colluso con chi si è comportato scorrettamente o non è in grado di ripristinare un minimo di correttezza interna.
Altrettanto preoccupante è il comportamento degli altri sindacati che in tutta questa vicenda non hanno espresso un giudizio su colleghi coi quali poi sono andati o andranno magari a trattare in delegazione dalla controparte. Come mai? Lo stesso vale per la politica, che è sempre la prima ad attaccare il sindacato su questioni contrattuali o sulla riforma del lavoro (vedasi la querelle Fiom-Fiat), ma che sta invece stranamente zitta di fronte a casi del genere. La cosa per caso è dovuta a qualche liason partitica tra qualcuno dei protagonisti della vicenda?
Ma il silenzio che più rattrista è quello della stampa regionale e locale le quali di fronte ad una situazione tanto eclatante hanno deciso di non raccontare alcunché, nonostante la cosa sia già finita sui media nazionali. Frattanto, dalla sua intervista esclusiva pubblicata, registriamo le parole di Silvana Bianchi, titolare della Bts, la quale sottolinea che «la sua ditta ha agito correttamente e in piena coscienza».

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