Quotidiano | Categorie: Politica, VicenzaPiù, Informazione, Dal settimanale

Nessi comunali

Di Marco Milioni Lunedi 15 Aprile 2013 alle 00:48 | 0 commenti

ArticleImage

Da VicenzaPiù n. 252, Bassano Più n. 14 e SchioThienePiù n. 2 in distribuzione e sfogliabili comodamente dagli abbonati online.  
All'ombra di palazzo Trissino la storia dei rapporti tra comune, BpVi e pezzi della giunta rivela alcuni retroscena che vedono in prima fila l'assessore Pecori: liason che non sono mai state definitivamente chiarite dalla politica locale

«È stato un riavvio soft quello della giunta Variati, ieri pomeriggio a palazzo Trissino, nella nuova versione a dieci con dentro l'Udc e con Impegno a 360 gradi in zona stanza dei bottoni. Presenti quasi tutti e pochi oggetti da affrontare: quello che ci voleva per una rentrée lavorativa in scioltezza. Di presentazioni non ce n'è stato bisogno: il neo-entrato Massimo Pecori a Palazzo ci sta da anni, prima da difensore civico per un quinquennio hüllweckiano e poi da consigliere centrista eletto nel 2008 in quanto candidato sindaco antagonista di Achille Variati. Ieri a fare notizia non era già più la sua ricollocazione accanto al centrosinistra, ma... la macchia di colore che faceva tra le austerità della sala-giunta una sua vistosa felpona rossa quasi-civica, marchiata con il nome e lo stemma di Vicenza».

Il 10 settembre 2010 con queste parole Antonio Trentin, firma storica de Il Giornale di Vicenza proprio sul quotidiano di via Fermi, fotografa l'entrata in giunta di Massimo Pecori, attuale assessore agli affari legali al comune di Vicenza. L'esponente dell'Udc di lì a pochi mesi, ovvero il 9 luglio 2011, annuncerà le sue dimissioni per non intralciare la corsa del padre Paolo a procuratore capo alla procura di Vicenza: è anche una questione di opportunità dice il giovane esponente dello scudocrociato. Il quale a sua volta rientra nell'esecutivo municipale, è il 21 dicembre 2011, quando si apprende che il padre rimarrà alla procura berica ma come sostituto visto che per la corsa alla carica di procuratore il Csm ha scelto l'attuale numero uno in forza agli uffici di Borgo Berga, ovvero il più giovane Antonino Cappelleri.

Così seppur di rimbalzo questa vicenda ne richiama un'altra. Sul portale del comune di Vicenza il 27 luglio 2011 viene pubblicato questo lancio: «La Banca Popolare di Vicenza si conferma per la seconda volta consecutiva tesoriere del Comune di Vicenza. L'istituto di credito ha infatti vinto la gara per l'affidamento della gestione del servizio di riscossioni comunali fino al 28 febbraio 2015, dopo che aveva vinto nel 2006. La Popolare si è aggiudicata il servizio presentando condizioni vantaggiose in particolare in merito a tassi passivi, tassi attivi e contributo per sponsorizzazioni. Dal 2006 il servizio è svolto in forma completamente digitale, attraverso mandati di pagamento e ordinativi di incasso informatici. La nuova convenzione è stata sottoscritta ieri, alla presenza dell'assessore al bilancio Umberto Lago, del vice segretario generale del Comune di Vicenza Micaela Castagnaro, da Mauro Bellesia, direttore del dipartimento economico finanziario del Comune e da Emanuele Giustini, vice direttore generale della Banca Popolare». Se ne ricava che, ininterrottamente, dal 2006 ad oggi e sino alla fine di febbraio del 2015 BpVi è e sarà tesoriere del Comune di Vicenza.

E ancora sulla scia della BpVi proprio con questo istituto di credito l'amministrazione comunale inizia un percorso complesso che porterà alla trasformazione del parking Europa da parcheggio ad uso pubblico a parcheggio ad uso privato privato garantito per la Popolare. La quale in cambio demolisce una sua palazzina in disuso per cederne sedime e area liberata gratuitamente al comune. L'accordo è registrato a palazzo Trissino il 7 febbraio 2012 col protocollo generale 8923 ed è presentato dallo studio di architettura Antonio Balbo con sede a Vicenza in contrà del Pozzetto 10. Si tratta di uno dei 21 piani di iniziativa pubblico privata che poi, tra non poche polemiche finiranno nel nuovo piano degli interventi.

In questa congerie di date, rimandi ed accordi c'è però un aspetto del quale la stampa non ha mai raccontato. Il 15 settembre 2010 l'avvocato Massimo Pecori, che peraltro da poco è entrato in giunta, firma «un avviso ai creditori ex articolo 498 del Codice di procedura civile» nell'ambito della «procedura esecutiva 37/2010 Rge» pendente avanti il Tribunale di Vicenza. In quel documento sta anche scritto: «La Banca Popolare di Vicenza, in persona del responsabile dell'ufficio contenzioso... a ciò autorizzato con delibera del consiglio di amministrazione in data 15 luglio 2008... rappresenta (potrebbe essere un refuso per "rappresentata", ndr) e difesa dall'avvocato Massimo Pecori... giusta procura a margine dell'atto di precetto notificato in data 10 novembre 2009 ai signori Pietro Guido Bozzo ed Ines Valle...»

Nella fattispecie Pecori patrocina BpVi presieduta dall'imprenditore vitivinicolo Gianni Zonin. Quest'ultimo tra l'altro nei primi anni Duemila era stato coinvolto in un procedimento penale nato dalle segnalazioni dell'avvocato vicentino Luigi Perin. In relazione al medesimo procedimento sia l'allora pm Paolo Pecori sia il giudice Stefano Furlani non avevano ravvisato alcun reato.


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.





Commenti degli utenti

Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
Gli altri siti del nostro network