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Multati i deboli, tollerato chi li sfrutta

Di Redazione VicenzaPiù | Domenica 22 Luglio 2012 alle 00:22 | 0 commenti

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Di Irene Rui

Angelo Azzalini in una bellissima lettera a "Il Giornale di Vicenza" si chiede giustamente "dove sta andando questa città patrimonio dell'Unesco, se non sembra riuscire a distillare una goccia di umanità?". Il signor Azzalini che conosco, si pone delle domande come alcuni di noi: perché in onore della cosiddetta sicurezza, si introducono norme nel regolamento della polizia urbana, che rasentano il razzismo?

Norme contro il bivacco selvaggio (anche mangiare un panino su una panchina sembra lo sia) per cui recentemente sono state multate due rumene; contro l'accattonaggio per cui recentemente sono state multate una rom, un venditore di rose, un disoccupato e via dicendo. Quale problema di sicurezza pone questa povera gente? Non è che si vogliono multare i più deboli perché è difficile prendersela con la micro delinquenza presente in città? Molti si chiedono perché multare in Campo Marzo chi mangia un panino piuttosto che controllare chi spaccia? Perchè multare chi chiede un obolo per carità invece di prendere chi evade o chi potrebbe sfruttare queste persone? Una risposta potrebbe essere: ciò che è povero dà fastidio, è indecoroso. E' indecoroso mangiare un panino su una panca invece che consumarlo al bar o in un ristorante. E' indecoroso vedere chi chiede l'elemosina - sono troppi ormai - perché dà fastidio, ci ricorda che la povertà esiste anche da noi. Variati, tanto cattolico e "caritatevole", dovrebbe porsi delle domande prima di prendere, di ordinare provvedimenti dannosi per i più deboli. Non tutti quelli che chiedono l'obolo sono vittime di un racket e comunque non si risolve il problema multando l'operatore. Il marcio andrebbe visto non all'interno dei poveri, bensì nella bella società patinata. Quella che apparentemente vive bene, ma che poi ruba di nascosto anche ai più poveri.

Leggi tutti gli articoli su: Irene Rui, Poveri, VicenzaPiù n. 238
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