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Richiedenti asilo a Vicenza protestano in prefettura per i "cambiamenti peggiorativi ed ingiustificati" nella gestione dei servizi pasti

Di Comunicati Stampa Giovedi 12 Ottobre alle 10:26 | 0 commenti

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Venerdì 13 alle ore 11 alcuni richiedenti asilo, ospitati nei "Centri di Accoglienza Straordinaria" (in realtà la stragrande maggioranza) del territorio vicentino, saranno ricevuti in prefettura ed esprimeranno il forte disagio provocato dai cambiamenti (secondo loro peggiorativi e ingiustificati) introdotti inaspettatamente all'inizio di ottobre nella gestione del servizio pasti nelle unità abitative di "accoglienza diffusa" (quelle con meno di 20 persone). 

I gestori si giustificano dicendo di avere ricevuto "l'ordine scritto" da parte della prefettura, e che la stessa cosa sta succedendo dappertutto in Italia perché tale direttiva proverrebbe dal ministero. In pratica si tratta della "proibizione" di dare agli utenti la possibilità di gestirsi da soli la spesa, dando loro una somma mensile adeguata (e formalmente concordata, nonché monitorata) a tale scopo.
Abbiamo appurato che tale abitudine è in vigore da tempo anche nelle strutture gestite dallo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, il cui funzionamento viene direttamente organizzato e monitorato dagli Enti Locali convenzionati) e non pare che stia creando particolari
difficoltà di gestione: anzi viene considerato un modo corretto (ove sia tecnicamente praticabile) per sviluppare l'autonomia e l'integrazione sociale degli ospiti. La cifra normalmente in uso (anche nei CAS, fino al mese scorso) è di 125 euro mensili a testa (30 euro a settimana). A noi sembra assurdo questo "doppio binario", del tutto incomprensibile per chi non sa la differenza fra Centri di Prima Accoglienza, CAS e SPRAR (alzi la mano chi ha letto gli articoli 9, 11, 14 e collegati del Dlgs n.142 del 18 agosto 2015). Ad ogni modo sentiremo cosa ci dice nel merito la Prefettura di Vicenza, e se sarà possibile trovare un compromesso accettabile, in attesa di una soluzione più generale del problema. E' gradita la presenza degli organi di informazione, purché sia garantita la privacy di chi, fra i richiedenti asilo presenti, accettasse di fare dichiarazioni.

Leggi tutti gli articoli su: Sprar, CAS

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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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