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Migranti, MoVI Veneto: andiamo tutti a quel paese!

Di Citizen Writers Martedi 16 Giugno 2015 alle 23:10 | 0 commenti

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Emilio Noaro, Presidente MoVI Veneto Movimento di Volontariato Italiano
Oggi giornata intensissima. Roma Tiburtina, incontro i migranti, persone in estrema necessità ma con idee ben chiare, gente in cerca di umanità. La sensazione è di essere io fuori posto, io quasi un turista... Parlo con loro, gesticolo, qualcuno traduce a stento, ma nessuno chiede l’elemosina.

Gente che non ha alcun valore economico, gente che scappa, fugge dalla morte fisica, dall’orrore, dalle torture, dalla morte lenta e violenta, gente già morta nell’animo ma con un briciolo di speranza: il sogno di una terra promessa… che non è l’Italia.

“Tranquillo Italiano…non vengo a casa tua…” e questo dovrebbe preoccuparci più dell’immigrato: l’Italia non è più un paese dove investire per un futuro migliore.

A noi non ci "cacca" nemmeno l’Eritreo, neppure il Libico, l’Afghano o il Marocchino, questa è gente che fugge, fugge dal peggio. Dormire sotto la Salaria o la stazione Tiburtina, oppure sugli scogli a Ventimiglia è sempre meglio che essere rinchiusi in celle stipate da centinaia di umani coperti di scabbia, di botte, di ustioni, di morte lenta, di puzza, di fetore, di umiliazione non solo fisica ma anche dell’animo, animo che viene mangiato, divorato dai parassiti dell’indifferenza.

Non sono il retaggio di spacciatori di droga di via Anelli, non sono delinquenti, ma giovani, sedicenni, diciassettenni, quindicenni, bambini, adulti con famiglia che scappano dalla guerra, dalla miseria, dalla fame, dai cambiamenti climatici.

L’Europa che fa!? Cita la convenzione di Dublino rende il fenomeno un problema puramente Italiano…ma che colpa ne ha il migrante se l’Italia si trova tra il mare e l’Europa!?

Dopo quattro giorni di interdizione in un campo di accoglienza Italiano vengono schedati … e così che inizia il “gioco della clandestinità”… e quante vie Anelli dovremo ancora rivedere!?

“Deportiamoli” tutti ad Expo 2015, forse la cosa migliore per dare visibilità dell’emergenza all’Europa sarebbe, allestire un “campo” a Expo 2015 Milano - “Nutrire il pianeta”. Ma siamo sicuri che verrebbero poi sfamati!?

Facciamoli avvicinare ai confini dell’ “Indifferent Europe” … organizziamo dei viaggi low-cost, non li fermeranno certo le manganellate dei poliziotti Italiani, Francesi, Austriaci…

Uomini e donne che scappano dai loro paesi perché c’è la guerra e c’è la fame..., si nascondono da morte certa, e noi con le nostre regole stiamo nutrendo il pianeta di incomprensioni, di odio e intanto ad Expo si discute di come nutrire il pianeta, ma quale …!?

Diamo valore alla persona, facciamola diventare libera da un subdolo bene di mercato, non mercifichiamo, non di solo euro…, dimostriamo che l’uomo vale più di una moneta; diversamente iniziamo a preoccuparci perché gli sbarchi continueranno, fino a riempire il mare della nostra coscienza, un mare colmo di corpi che collegano le sponde dell’omertà con masse di carne macerata, scheletri denutriti dai nostri patti, accordi, regolamenti… ribelliamoci all’indifferenza del “grande fratello europeo”.

Leggi tutti gli articoli su: migranti, volontariato, Expo, profughi, Emilio Noaro, MoVI

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