Quotidiano | Categorie: Fatti

Migranti in via Medici, firmata petizione. Insicurezza e crollo immobiliare

Di Monica Zoppelletto Venerdi 21 Aprile alle 13:15 | 0 commenti

Via Medici, famosa per ospitare l'Hotel Adele residenza di molti richiedenti asilo, è al centro di molte polemiche. Residenti e commercianti sono esasperati dal continuo via via dei profughi durante il giorno e nemmeno la notte possono stare tranquilli poiché nel parchetto poco distante all'hotel gli schiamazzi proseguono fino a tarda notte. Per questo è stata firmata una petizione che ha raccolto per ora 300 firme, per chiedere degli interventi urgenti in merito all'accoglienza dei migranti in via Medici. Il Comitato via Medici, con Vicenza ai Vicentini, chiede alla giunta comunale di farsi carico del disagio del quartiere e di trovare soluzioni tempestive ed efficaci. L'impatto sociale ed economico, si legge nella petizione, è devastante nell'attività del quartiere, la zona si sta trasformando in un ghetto.

"Gli immigrati vagano tutto il giorno per la città e assumono atteggiamenti arroganti e intimidatori" dice Gianluca Deghenghi del movimento Vicenza ai Vicentini che continua "L'eccessiva presenza di migranti in una determinata zona provoca il crollo immobiliare. Il valore delle case non è più quello di una volta". "L'altro ieri - afferma Stefano Boschiero di Vicenza ai Vicentini - alcune persone hanno detto di aver firmato la petizione ma non vogliono essere riprese perché hanno paura di ritorsioni. Molti non denunciano per paura. A dicembre abbiamo incontrato il prefetto Eugenio Soldà (al termine del mandato) ma non è stato risolto nulla". L'insicurezza fa da padrona e ma a farne le spese è anche il mercato immobiliare: gli appartamenti di via Medici hanno un valore di mercato basso da quando sono presenti i richiedenti asilo all'Hotel Adele e anche molti commercianti stanno pensando di chiudere la propria attività. La presenza dei migranti è cospicua, basti pensare che solo nell'hotel di via Medici ne sono ospitati circa 200, e questo non fa che aumentare il disagio tra i residenti. I residenti si sono spesso rivolti alla Polizia per chiedere di sedare risse e una signora è arrivata persino ad incontrare il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ma ancora non si è trovata una soluzione.


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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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