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Marina Grulovic e Harun Miah in Consiglio Comunale per gli stranieri, nuovi vicentini. Nel centro destra solo i pur contrari Baggio e Zoppello provano a capire le nuove realtà

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Giovedi 17 Marzo 2016 alle 10:40 | 0 commenti

Ieri, mercoledì 16 marzo 2016, i due primi interventi al Consiglio Comunale di Vicenza di Marina Grulovic, mediatrice culturale serba, e Harun Miah, laureato in Bangladesh in Economia e Commercio ed esercente di attività commerciali a Vicenza, presidente la prima e vicepresidente il secondo del Consiglio degli stranieri eletto per la prima volta a Vicenza il 14 febbraio 2016, hanno emozionato non solo loro stessi e la rappresentanza dei 21 consiglieri presenti in Sala Bernarba (insieme al presidente dell'Unione Immigrati Sall Bocar, e il paladino storico dei diriti dei nuovi vicentini, Mattia Pilan), ma anche la Giunta e i consiglieri comunali "ufficiali" in Sala Bernarda. Non tutti purtroppo.

Perchè quelli di centro destra, con le sole eccezioni, da quanto da noi visto tramite gli occhi dell'iPhone con cui abbiamo realizzato il servizio qui pubblicato, di Gioia Baggio di Idea Vicenza e Lucio Zoppello dell'NCD, non solo non si sono emozionati, in positivo, e non solo non hanno applaudito i due interventi come si fa di prassi in questi casi ma, soprattutto, hanno dimenticato le elementari e civili regole dell'ospitalità quando non hanno preso parte al piccolo rinfresco da loro organizzato con dolci delle loro gastronomie e a cui hanno invitato tutti i presenti tramite il Presidente del Consiglio Comunale, Federico Formisano, che per questo motivo aveva interrotto ufficialmente la seduta per qualche minuto dopo ancha le foto ufficiale dei due neo consiglieri, ricordiamolo senza diritto di voto, col vice sindaco Jacopo Bulgarni d'Elci e l'assessore al sociale Isabella Sala.

Questo, per chi ha assistito, al Consiglio di ieri, è stato uno spettacolo non certo edificante perchè chi rispetta le regole della democrazia e vuole esercitarla anche "contro" qualcuno, dopo aver votato legittimamente contro l'istituzione del Consiglio degli stranieri, poteva e doveva valutare il contenuto dei loro messaggi di collaborazione con tutta la città, non l'idea di base che ha diviso in due il consiglio comunale con la stragrande maggioranza dei vicentini a votare a favore delle nuove realtà sociali, economiche e politiche della città, del Paese e dell'Europa.

Se quel contenuto non piaceva andava anche fischiato ma ignorarlo completamente (e non ci si dica che il silenzio era di disapprovazione perchè la successiva assenza al rinfresco era segno di ineducazione) significa chiudere le orecchie anche a una richiesta forte di una parte dell'elettorato che il centro destra rappresenta o dice di rappresentare: quella che, identificandone le origini di pancia negli "stranieri", protesta contro l'insicurezza, che vogliono contribuire a ridurre proprio i due esponenti del Consiglio degli stranieri che nei loro due interventio si sono impegnati a collaborare per la sicurezza generale visto che "Vicenza è la città di tutti quelli che ci vivono per il bene comune".

D'altronde se anche ieri è riecheggiato da destra l'elogio all'infelice frase dell'assessore Dario Rotondi sui rumeni "brutti e cattivi" anche con... l'educatore Ceausescu, non ci resta che affidarci alla speranza che facciano da esempio in futuro la diversa sensibilità, e cultura, di Baggio e Zoppello.


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