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L'ultima beffa per i soci Bpvi col prelievo Irpef sugli indennizzi: Il Sole 24 Ore concorda con VicenzaPiù

Di Emma Reda Sabato 20 Maggio 2017 alle 15:22 | 0 commenti

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Oggi Il Sole 24 Ore riprende, citandoci, la nostra notizia sulla tassazione che effettuerà l'Agenzia delle Entrate sui "ristori" dati ai soci di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e la relativa analisi con cui concorda il prestigioso quotidiano economico. Vi proponiamo, con un pizzico di orgoglio, l'articolo e la citazione.

"L'ultima beffa per i soci Bpvi, prelievo Irpef sugli indennizzi" di Giorgio Costa, da Il Sole 24 Ore

Sugli indennizzi che i risparmiatori hanno deciso di incassare da Banca Popolare di Vicenza (e Veneto Banca) si paga l'Irpef. In particolare, sui 9 euro ad azione proposti da Popolare di Vicenza (il termine per aderire all'offerta è scaduto lo scorso 31 marzo) scatta l'aliquota di riferimento che riduce ulteriormente il netto effettivamente incassato e facendo restare il valore 2013-2015 fissato a 62,5 euro un lontano (e spiacevole) ricordo.

La risposta sul trattamento fiscale da riservare all'operazione emerge dall'interpello n. 907-65/2017 a cui ha risposto la direzione regionale del Veneto dell'agenzia delle Entrate e che è stata anticipata dalla testata online VicenzaPiù. Il risparmiatore aveva chiesto all'Agenzia un parere sull'imponibilità delle somme e per rispondere al quesito l'Agenzia parte dall'individuazione della natura della somma proposta ai risparmiatori. Perché se si trattasse di indennizzo o di risarcimento scatterebbe l'esenzione mentre se invece la dazione fosse a titolo transattivo le imposte sarebbero dovute. E dal regolamento dell'offerta di transazione della Popolare di Vicenza, emerge, appunto, come le somme vengano riconosciute «a titolo transattivo» e «a fronte della rinuncia dell'azionista ad agire contro la banca o altre società del gruppo Bpvi o loro amministratori, sindaci, revisori o dipendenti, attuali o pregressi, per qualunque ragione o causa, in qualunque sede (sia civile che penale) in relazione a tutte le operazioni di acquisto o sottoscrizione di azioni Bpvi (od obbligazioni convertibili) nel tempo compiute dall'azionista o al mancato loro disinvestimento». Di fatto, spiega la direzione regionale del Veneto delle Entrate, chi ha aderito all'offerta ha ricevuto somme «imponibili ai fini Irpef come redditi diversi derivanti da assunzioni di obblighi di fare, non fare o permettere», come disposto dall'articolo 67, comma 1, del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir).
Si tratta di una risposta in linea con l'attuale ordinamento tributario (anche se l'Agenzia ribadisce che il parere viene reso con esclusivo riguardo all'istante e al solo accordo transattivo eventualmente posto in essere); infatti, mentre le somme qualificabili come indennizzi o risarcimenti sono esenti da tassazione (in base all'articolo 6, comma 2, del Tuir), quelle corrisposte a titolo transattivo sono tassate secondo le modalità descritte. Ma il risarcimento lasciava la strada aperta ad altre azioni da parte dei risparmiatori mentre la banca voleva assicurarsi la chiusura di ogni controversia e quindi ottenere la rinuncia ad ogni futura azione. Una motivazione, che chiude la bocca al risparmiatore e gli apre il portafoglio in direzione del Fisco. Peraltro, la minusvalenza maturata è di natura finanziaria e può essere compensata solamente con plusvalenze della medesima natura, non con redditi diversi.


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