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L'indagine BPVi trasferita a Milano: l'ira di Achille Variati e la risposta di Alessandra Moretti confermano che la decisione merita considerazione. Variati chiederà un processo a Vicenza anche per la Fondazione Roi?

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Martedi 30 Maggio 2017 alle 20:48 | 2 commenti

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«Non è una buona notizia, non è affatto una buona notizia». È la reazione, diffusa dall'Ansa, del sindaco di Vicenza Achille Variati alla notizia del trasferimento di parte dell'indagine sulla Banca Popolare di Vicenza al tribunale di Milano. «Credo che una vicenda che affonda le sue radici in questo territorio, che ha portato sofferenza a tante persone, avrebbe dovuto trovare piena definizione giudiziaria qui a Vicenza. Tutto ciò che si allontana - conclude il sindaco - rischia di essere annacquato, ritardato, dimenticato. No, credo davvero che dovremmo fare di tutto per tenere il processo a Vicenza». A un primo esame appare a dir poco fuori luogo la presa di posizione del sindaco di Vicenza che è anche presidente della provincia berica, di tutte le province italiane associate nell'Upi e membro del cda di Cassa Depositi e Prestiti, finanziatrice di Atlante, e che, quindi, ha una responsabilità estesa ma in quell'ambito politico che, lo predicano lui stesso e il suo partito, dovrebbe essere sempre totalmente separato dal potere giudiziario.

Ma Achille Variati, che è stato sempre silente prima, durante e dopo il flop della BPVi , salvo la pilatesca e fallita assemblea con l'avvocato Renato Bertelle e l'apparizione da flop mediatico all'assemblea da tutto esaurito di Noi che credevamo nella BPVi, e che mai aveva reso pubbliche considerazioni analoghe contro le indagini a Roma su Veneto Banca, la cui crisi ha colpito fortemente anche Vicenza e il suo territorio, si scaglia oggi furente contro la decisione del Gip del Tribunale di Vicenza Barbara Maria Trenti che da mesi, come da noi anticipato senza farne il nome per non ostacolare il suo lavoro, coperto da "ferie", si era chiusa nel suo ufficio a studiare le carte che le arrivavano dai pm Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi, al comando del procuratore capo Antonino Cappelleri.

Eppure di fronte alla richiesta di (tardive?) misure cautelari nei confronti di Zonin & c. è il Gip di Vicenza, non di Timbuctù, a essersi dichiarato "incompetente" per territorio visto che a Milano si è concretizzato, con le comunicazioni non veritiere fornite alla Consob che nel frattempo ha sanzionato la banca per comportamenti irregolari dal 2011 al 2015, il reato di "ostacolo alla vigilanza", quello per cui le indagini ora sono svolte dalla Procura tra le più esperte in Italia nell'ambito dei reati ascrivibili alla banca di Gianni Zonin.

Se la procura meneghina è guidata dal dr. Francesco Greco, le cui competenze giudiziarie sono sempre state assunte come riferimento mentre lo stesso Procuratore capo di Vicenza ha sempre lamentato la scarsezza di risorse a lui affidate per il caso e la inadeguatezza delle competenze specifiche anche per motivare la lunghezza dei tempi per la chiusura della fase inquirente, stupisce e preoccupa ancora di più la levata di scudi di Variati che, proprio lui che per ammissione pubblica del suo stesso vice sindaco Jacopo Bulgarini d'Elci faceva parte del sistema di potere locale che nulla ha fatto per opporsi al sistema economico finanziario che ha gestito a lungo il territorio, con gli effetti da noi preannunciati fin dal 13 agosto 2010 (cfr. "Vicenza. La città sbancata"), paventa che dietro il trasferimento a Milano di un filone dell'indagine ci possa essere un annacquamento, un ritardo e una volontà di dimenticare. L'accusa alla Procura di Milano è molto grave per cui sarebbe il caso che un uomo di potere come Achille Variati, con quattro cariche importanti ricoperte di cui tre istituzionali e la quarta "finanziaria", la motivi e la circostanzi dettagliatamente altrimenti il suo anomalo appello a "fare di tutto per tenere il processo a Vicenza" (farà sfilare i 118.000 soci truffati?) sa tanto di fedele, ma impropria, inopportuna e grave difesa di chi questo territorio lo ha distrutto stando alle accuse che anche noi desideriamo vengano verificate in un legittimo processo che, però, a Vicenza non è stato ancora chiesto.

Un collega della stampa nazionale di certo ben più di peso di chi vi scrive ha commentato l'uscita di Variati così: «Ma come si permette di intervenire per giunta contrabbandando la verità e facendo apparire cattiva quella che è una buona notizia?...».

Ma, rimanendo a Vicenza, stupisce ancora di più chi scrive che Variati, uomo di indubbie capacità di navigazione tra potenti di ogni tipo, abbia espresso in maniera addirittura più dura concetti simili a quelli della politica più gaffeuse di Vicenza e d'Italia, Alessandra Moretti, che ricordiamo come partecipante a cene elettorali con Samuele Sorato e membri di Confindustria Vicenza e che esibiva festosa nel suo gazebo proprio Gianni Zonin: «Dopo due anni di indagini - ci ha  scritto la consigliera regionale del PD -, oggi veniamo a sapere che per il reato di ostacolo alla vigilanza la procura di Vicenza non è territorialmente competente. Mi chiedo come mai sia stato necessario così tanto tempo e quali possano essere le conseguenze del trasferimento del caso alla procura milanese in termini sia di rischio di prescrizione dei reati che di un'efficace adozione delle misure cautelari attese e più volte annunciate».

Ma a Moretti oggi risconosciamo il merito di aver fatto meglio di chi l'aveva scelat come vice sindaco pri che decollasse per carriere nazionali, europee e regionali. Alla nostra risposta («pensiamo che il ministro Orlando le possa rispondere. Per noi è a Milano, e andava deciso prima, perchè quì tutto e tutti bloccano l'inchiesta. Lei i vertici di quella banca e del nostro territorio li conosce...»)  ha digitato un semplice, onesto ed eloquente: «Concordo».

Tornado, quindi, al nostro sconcerto sulle dichiarazioni di Variati, a cui va riconosciuta, ripetiamo, la fedeltà al sistema a cui ha fatto riferimento Bulgarini, sempre l'Ansa ci informa che "negli ambienti giudiziari i pareri sono molto discordi e già alcuni difensori ipotizzano che il trasferimento a Milano possa finire per attrarre tutto il fascicolo alla competenza ambrosiana. Non va dimenticato che, su basi per certi versi simili, anche l'indagine su Veneto Banca è stata trasferita a Roma».

Quando Variati non si scandalizzò anche se Vincenzo Consoli è pur sempre un... cittadino di Vicenza.

P.S. Caro sindaco, lei, ovviamente, su questa linea desidererebbe anche che nascesse e fosse celebrato a Vicenza un processo contro chi, gli uomini di Zonin e il direttore onorario del museo Civico, hanno demolito ( cfr. "Roi, la Fondazione demolita") la Fondazione voluta dal mecenate marchese Giuseppe Roi?


Commenti

Inviato Mercoledi 31 Maggio 2017 alle 06:54

L'ira funesta che nulla produsse, così per l'Achille vicentino, che tema il trasferimento dell'indagine a Milano, dove nulla può.
Inviato Mercoledi 31 Maggio 2017 alle 07:12

La Moretti è avvocato e quindi può certo sapere il perché l'indagine è stata trasferita a Milano, ma è il momento di uccellare Variati?
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