Quotidiano | Categorie: Animali

"Le prospettive per la caccia in Veneto", Sergio Berlato e Cristina Caretta a difesa dei cacciatori

Di Giulia Biasia Mercoledi 11 Maggio 2016 alle 18:35 | 0 commenti


Il 30 aprile 2016 si è tenuto a Vicenza un incontro promosso dall’associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI, per discutere degli annosi problemi che i cacciatori affrontano nell’attività di caccia e sullo status delle richieste alla Regione Veneto per la modifica sulle leggi che regolano l’attività venatoria. Un argomento tanto sentito dai cacciatori veneti, che ha registrato una copiosa partecipazione degli stessi, tanto che le due sale del Teatro Comunale non sono state sufficienti a contenere l’enorme numero di partecipanti.

Per la regione Veneto erano presenti l’assessore regionale all’agricoltura caccia e pesca Giuseppe Pan, il consigliere regionale Sergio Berlato, presidente della terza commissione consiliare permanente, e il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti.

Le numerose associazioni presenti erano rappresentate da Vincenzo Forte, presidente della Fondazione per la Cultura Rurale Onlus, Giulio Rocca, presidente regionale di Confagricoltura, Massimiliano Filippi, segretario generale Federfauna, il presidente regionale dell’associazione Enalcaccia Tarcisio De Franceschi, Renzo Lasferza, responsabile Ente produttori selvaggina, il presidente dell’Associazione per la difesa e la promozione della cultura rurale Andrea Trenti, Renzo Favaron per Libera caccia regionale, Giovanni Persona presidente dell’associazione Anuu migratoristi ed Enrico Hullweck, già sindaco di Vicenza, in veste di coordinatore regionale di Fare Ambiente.
Cristina Caretta Presidente dell’associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI, dopo le presentazioni di rito, è subito entrata nel tema dell’incontro, elencando le richieste di modifiche delle norme regionali ancora inevase, che mettono i cacciatori di fronte a forti disagi procedurali, con la possibilità d’incorrere in sanzioni e in alcuni casi anche in denunce penali, come nel caso della costruzione degli appostamenti ad uso venatorio. Ulteriori critiche sono state espresse alle quattro leggi regionali emanate prima del 2015 che non hanno prodotto alcuno snellimento operativo per i cacciatori e soprattutto all’attuale piano faunistico venatorio regionale, predisposto dal precedente assessore Daniele Stival: uno strumento definito inadeguato e penalizzante per l’intera attività venatoria.
Le critiche alle norme e regolamenti elencati, confermate anche dagli altri relatori, non sono diminuite nemmeno quando si è parlato del tesserino venatorio in vigore che, come afferma la presidentessa, sembra appositamente studiato per trarre in inganno il cacciatore e farlo incorrere in sanzioni. Dopo le prime “lamentele” ha annunciato la ventata di rinnovamento portata dal consigliere Berlato, prodigatosi nell’ultimo anno a far emanare ben due leggi in materia, permettendo già dalla prossima stagione venatoria la realizzazione degli appostamenti. Risultati importanti, ma non risolutori, che possono alleviare i disagi che il cacciatore è costretto a subire saranno il calendario unico regionale (con l’eccezione delle regioni alpine), affinché abolisca le attuali differenze operative tra le varie province. Caretta ha posto poi l’attenzione sulla mancata applicazione del regime di deroga già previsto dall’Unione Europea, che permetterebbe di apportare delle eccezioni ai divieti regionali verso le specie in buono stato di conservazione, permettendo la caccia di quelle che oggi minacciano le colture venete, come nel caso degli stormi, cormorani, tortore, e le altre che non rischiano l’estinzione.
Nel chiudere il suo intervento ha affermato: “Se siamo cittadini europei nei doveri, vogliamo esserlo anche nei diritti, non chiediamo nulla di più degli altri sette milioni di cacciatori europei” continuando poi che è curioso vedere come in Europa, differentemente dall’Italia, la caccia sia considerata utile per garantire la tutela dell’ambiente e della fauna selvatica.
Cristina Caretta ha infine menzionato come l’impedimento del piano di contenimento abbia di fatto generato un aumento considerevole di nutrie, causando l’indebolimento degli argini dei fiumi, la distruzione dei canali d’irrigazione, gli ingenti danni all’agricoltura e il rischio di diffusione della leptospirosi. “I cacciatori per anni silenziosamente gratuitamente hanno garantito quel ruolo importante di sentinelle del nostro territorio, garantendo il contenimento di questo roditore.”
Lasciando la parola al consigliere Berlato e ringraziandolo per il lavoro svolto durante l’ultimo anno, ha lanciato l’appello ai cacciatori a non demordere, affinché il Veneto diventi di esempio per le altre regioni Italiane.
Se Cristina Caretta è stata di una fermezza impassibile, non di meno lo è stato Sergio Berlato che non ha perso tempo a criticare Federcaccia per aver organizzato simultaneamente all’incontro l’assemblea provinciale al fine di boicottarne la riuscita, facendo notare come quest’associazione si spenda nell’annunciare propositi d’unione e poi agisca contrariamente a quanto detto. Berlato si è poi soffermato su gli “esagitati” animalisti che accusano sempre i cacciatori. Il consigliere regionale ha posto l’attenzione sulla propria attività con l’approvazione di due leggi approvate nell’ultimo anno dalla Regione Veneto, per mezzo delle quali si è risolto il problema degli appostamenti che in futuro potranno essere realizzati senza alcuna autorizzazione edilizia o paesaggistica, ma con una semplice comunicazione al comune competente, diminuendo la burocrazia ed eliminando la possibilità di incorrere in sanzioni. Il consigliere regionale ha poi proposto la creazione del calendario unico per l’intera Regione Veneto e di un nuovo tesserino di caccia, per il quale ha già presentato all’assessorato competente un’idea di realizzazione. Berlato ha infine posto l’attenzione sulle difficoltà che lo stesso ha incontrato nel corso dell’ultimo anno, a causa dei dirigenti venatori e presidenti di ambiti che, a suo dire, fanno di tutto per imporre restrizioni all’attività venatoria, tentando di alzare i costi per i cacciatori. Dopo la conclusione del consigliere Berlato con la proposta di un nuovo piano faunistico regionale e con l’individuazione di tutti gli istituti di protezione, è stata la volta degli altri relatori. Roberto Ciambetti ha espresso apprezzamenti per il lavoro svolto da Berlato, promettendo un continuo e sinergico lavoro comune al fine di migliorare le norme venatorie; Giuseppe Pan, dimostratosi favorevole alle proposte emerse durante i lavori, ha promesso il suo impegno al fine di dare quelle risposte tanto attese dai cacciatori. Vi è stato infine l’apprezzamento unanime di tutte le associazioni intervenute, che, esprimendo i loro complimenti agli organizzatori, hanno dato piena disponibilità a continuare il cammino condiviso al fine di una diminuzione della burocrazia che oggi limita l’attività venatoria e che non concede al cacciatore il giusto ruolo che svolge anche nella selezione delle specie faunistiche pericolose e dannose per l’agricoltura e per l’uomo.

In collaborazione con Francesco Battaglia


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