Quotidiano | Categorie: Fatti

L'azzeramento del sostegno psicologico nelle carceri è un problema che non va sottovalutato

Di Monica Zoppelletto Giovedi 16 Febbraio alle 10:18 | 1 commenti

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Ieri abbiamo parlato della preoccupazione della CGIL per l'azzeramento del sostegno psicologico in carcere che interessa anche quello di Vicenza. Oggi é intervenuta Giulia Miglioranza della segreteria CGIL Vicenza che ha esernato tutta la preoccupazione per il taglio previsto. "E' un servizio erogato dal Sert, quindi riguarda per la maggior parte i detenuti con problemi di tossicodipendenza e per una minor parte tutt gli altri. Al momento ci sono due psicologi che offrono il sosteggno ma il contratto - continua Miglioranza - non verrà rinnovato. La scedenza è prevista a luglio, l'Ulss aveva fatto richiesta di rinnovo ma la Regione Veneto non ha autorizzato". Un problema grave, quello della mancanza del sostegno psicologico, se si pensa che nei prossimi mesi la casa circondariale di Vicenza potrà ospitare più detenuti con il nuovo padigline costruito l'anno scorso. "Il servizio serve a favorire percorsi altenativi al carcere - conclude - e chiediamo alla Regione di rivedere la scelta di non rinnovare i contratti".

Leggi tutti gli articoli su: cgil, Cgil Vicenza, Regione Veneto, Giulia MIglioranza

Commenti

Inviato Giovedi 16 Febbraio alle 11:02

Purtroppo c'è sempre chi critica per il gusto di criticare e pretendere, tanto il problema sarà per chi viene dopo..
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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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