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L'addio "accorato" di Variati e Cavalieri al fondo immobiliare: scelta di saggezza ma anche ammissione di cose non fatte

Di Mario Giulianati Sabato 9 Dicembre 2017 alle 13:12 | 1 commenti

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Finalmente dopo due anni di un tormentone per la città, non certo per tutti i suoi amministratori, il sindaco Achille Variati (nella foto in consiglio con Michela Cavalieri, ndr) annuncia "Non ci sono le condizioni politiche per andare avanti". Sembra la resa di un generale visto il clima celebrativo della Grande Guerra. Il riferimento è al fondo immobiliare a cui dovevano essere conferite alcune proprietà comunali, tra le quali il Palazzo degli Uffici, parte degli edifici dell'isola di Palazzo Trissino, i Padiglioni dell'ex Fiera dei Giardini Salvi ecc. ecc. Dice ancora il sindaco che nel bloccare come egli ha fatto il fondo, assumendosene la responsabilità (cosa rarissima questa presa di responsabilità), è stata persa l'occasione di cogliere questa operazione.

Che "... rappresentava una grande opportunità per la nostra città fondata su quattro pilastri: una nuova caserma per la polizia locale, con annessi uffici, nell'area dell'ex Domenichelli da riqualificare (sono diversi anni che sentiamo questo ritornello ma l'area degradata è sempre li che attende); una nuova biblioteca in contra' Riale per valorizzare quello che rappresenta il principale centro di aggregazione giovanile della città ed in particolare del centro storico (cosa fino ora allegramente e in "bellezza" del tutto dimenticata); la trasformazione del vecchio e grigio palazzo degli Uffici in piazza Biade in un importante albergo nel cuore del centro storico (un altro dei sogni di questa legislatura che si sposta da un lato all'altro della città senza mai diventare realtà); un grande parcheggio multipiano al servizio del centro al posto dell'ex tribunale di Santa Corona (non era stato deciso all'inizio che dovesse ospitare appartamenti?)".

Personalmente ritengo che dopo aver più volte sottolineato l'urgenza di accogliere questa proposta di Investire SGR (da parte del Consiglio presumo, e mi parrebbe fosse anche doveroso che si esprimesse anche la città visto che le proprietà messe all'incanto sono della città), il fatto che all'ultimo momento il sindaco abbia deciso di bloccarla sia stato un gesto di prudente saggezza. Per più motivi, compresa la scarsa adesione dei vicentini, ma un paio mi pare sia il caso di evidenziarli.

Più volte, nel corso di questi 2 anni circa, i numeri riferiti al valore dell'affare, quelli riferiti agli immobili da cedere, i tempi di progettazione e di attuazione degli immobili da costruire, la formula della gestione operativa, i reali costi e i reali utili, sempre che ce ne fossero, i tempi della chiusura reale, sul piano finanziario, della intera operazione, chi ci guadagna e chi ci perde e quanto, può anche essere che siano stati noti alla Amministrazione, ma certo che alla conoscenza dei vicentini sono apparsi alquanto ballerini. E questo dire e non dire, modificare le varie indicazioni trasmesse tramite i mass media, fortuna che ci sono, non aiuta di sicuro a credere nella bontà della proposta stessa. Per quel che ne so l'informazione trasmessa alla città è stata più di chiacchiere che di documentazione reale.

Ritengo che non solo il Consiglio Comunale doveva essere messo al corrente di ogni particolare in tempi reali, ma tutta la città che è la vera proprietaria degli immobili. Il secondo punto che è risultato negativo è il fatto che a ogni piè sospinto, esattamente come per la TAC TAV, si sottolineava la indispensabilità di decidere in fretta. Una fretta che poi slittava, nel silenzio più totale della amministrazione, di mesi. Cosa per nulla gradevole almeno per chi avrebbe a cuore il bene della città. Suscitava, magari senza gravi motivi, perplessità e questa generava a sua volta diffidenza.

Michela Cavalieri, assessore alle Risorse economiche e alle politiche del lavoro, in contemporanea con il sindaco Variati, dichiara (Sito del Comune 07/12/2017): "Si trattava di un'occasione importante perché oltre 50 milioni di euro (di Invimit, ndr) a disposizione avrebbero creato sviluppo e posti di lavoro. Chi ha preso di mira il progetto parlando di operazione rischiosa e di finanza creativa, probabilmente non ha nemmeno letto le carte: mi sarei aspettata critiche dettate da posizioni più razionali e non preconcette.(Questo è il rifugio rituale di coloro che non avendo argomenti solidi si trincerano dietro la presunta incapacità altrui) . Stiamo parlando di un'operazione immobiliare, non finanziaria (strana affermazione, il "popolo" aveva compreso che si trattasse proprio di denaro), e abbiamo lavorato due anni proprio per eliminare qualsiasi possibile rischio. Senza questa operazione, le prossime amministrazioni dovranno sostenere spese straordinarie quantificate dagli uffici in 15 milioni di euro in 18 anni per manutenzioni straordinarie su palazzi comunali in uso e altri due milioni di euro solo per puntellare le strutture abbandonate a rischio crollo".

E come mai non se ne è occupata questa amministrazione e la precedente? In quanto alle manutenzioni e alle strutture abbandonate a rischio crollo ci si potrebbe chiedere come mai sono tali da preoccupare così tanto la gentile assessore. Eppure la gestione Variati è in piedi da quasi dieci anni. È una affermazione che genera altra perplessità. Ma vorrei rassicurarla su un particolare della sua troppo rapida dichiarazione.

Per quanto mi riguarda ho studiato a lungo tutto l'argomento e posso assicurare che tra testi di giornali, documenti di Istituzioni, enti e altri relativi ai fondi stessi, penso di essere in possesso, e garantisco l'assessore di averle letti attentamente e di averne parlato con competenti, di almeno 300 pagine di materiale vario. In conclusione sono stato e sono del parere che è un bene che la vicenda si sia conclusa in questo modo. Potrei confutare anche altre sue affermazioni ma non ne vedo la necessità. La nuova amministrazione avrà certamente il modo di riguardare a questo progetto. Mi auguro solamente che lo faccia con serena ponderatezza e senza cedere al rito della fretta. Una fretta che, come ci narra un antico proverbio, fa nascere i gattini ciechi.


Commenti

Inviato Sabato 9 Dicembre 2017 alle 15:41

Fretta? due anni?
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