Quotidiano | Categorie: Fatti

La Tribuna di Treviso, Zaia: «Bcc, meglio scegliere Trento»

Di Rassegna Stampa Venerdi 21 Aprile alle 10:30 | 0 commenti

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Luca Zaia scende nella decisione tra Iccrea e Ccb che la Banca della Marca dovrà compiere domenica in assemblea, e nell'intervista a Francesco Dal Mas su La Tribuna di Treviso afferma: «Meglio l'autonomia di Trento. Anche perché noi stessi vorremmo diventare autonomi». Zaia, nel commentare il fatto che il sostegno a Iccrea da parte dei vertici è suportato dai dati, osserva che «I dati sono importanti. Ma vanno presentati, possibilmente in modo asettico, per lasciare ai soci decidere, quelli di entrambe le opzioni. Perché Trento vanta altri dati che proiettano la sua aggregazione verso un futuro più rassicurante di quello romano [...] Invito i vertici dell'Istituto di Orsago di mettere i soci nella condizione di fare una scelta consapevole, dopo aver valutato puntualmente le due situazioni».

Zaia assicura tuttavia che «Non voglio entrare in questo dibattito, tanto meno voglio entrarci a gamba tesa. L'assemblea è sovrana. Lo sono i soci, senz'altro capaci di fare le loro valutazioni. Da una parte bisogna tener conto dei dati di bilancio, dall'altra del contesto in cui ci si colloca. E delle prospettive. Abbiamo due Popolari che sono finite come sappiamo. In tempi non sospetti proponevo la loro fusione. Alcuni irrisero all'idea». Riconoscendo la necessità di aggregarsi e auspicando una concorrenza costruttiva tra le due entità bancarie, Zaia afferma che «Roma non condivide i nostri interessi, oggettivamente non può farlo, è troppo distante. Trento sì. Ha la nostra stessa passione per l'autonomia».

di Francesco Dal Mas - La Tribuna di Treviso

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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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