Quotidiano | Categorie: Politica

La politica torna ai giovani e Stefano Poggi si astiene... ma per il Referendum sull'autonomia del Veneto

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Giovedi 5 Ottobre alle 20:43 | 1 commenti

Che non bastasse predicare la "rottamazione" per rimettere la politica in mano ai giovani lo ha dimostrato la breve storia, forse già ai titoli finali, di Matteo Renzi, che, pur enunciando un sano principio di rinnovamento dimenticava la necessità che i rottamatori imparassero prima qualcosa dall'esperienza, quella buona almeno, dei rottamandi. Pensate al 1992 quando la madre di tutte le rottamazioni, quella giudiziaria di tangentopoli, ha eliminato un'intera classe politica, gran parte della quale, per carità, marcia, senza che fosse pronta la nuova intellighenzia col risultato che sono ringiovaniti i volti dei nuovi politici, a parte quelli dei nuovi ras e degli stretti collaboratori, ma il risultato è stato un decadimento generale e una corruzione che oggi costa all'Italia molto più di prima. 

Ebbene ci è piaciuto vedere in azione l'altro giorno e intervistare Giacomo Possamai impegnato nelle prossime primarie, sperando che non sia, al di là delle sue intenzioni, uno strumento nelle mani di chi vuole che porti via voti del Pd ad Otello Dalla Rosa per perpetuare la continuità con i lati oscuri dei vecchi vertici comunali a cui Jacopo Bulgarini d'Elci ci ha assicurato, comunque, di volersi opporre guadagnandosi, così, la promessa, non richiesta ma per amore di democrazia, della nostra firma per la sua candidatura nel caso che dovesse fare fatica a trovare le 700 sigle richieste dal regolamento, eventualità improbabile vista la corazzata che lo sospinge con Achille Variati al comando, Umberto Nicolai a occuparsi dei rifornimenti e i media locali a fargli inserire il kers... acquatico.

Ci ha fatto piacere accogliere la gioventù di Possamai, anche per soppesarlo per la prima volta, e ci è piaciuto vedere ieri un altro giovane, il presidente dei "Veneti per l'astensione" Stefano Poggi, nei nostri nuovi, piccoli ma tecnologici studi di Strada Marosticana 3, rifatti con i nostri neuroni e senza i fondi europei milionari che vantava qualche tempo fa l'emittente localenella sua pubblictà di annuncio degli studi... digitali.

Abbiamo ascoltato con attenzione Stefano, che, da appasssionato di politica ma anche con argomentazioni da dottorando in storia per poco più di mille euro al mese e senza contributi (povera Italia!), ha provato a convincerci all'astensionismo attivo che propugna perchè "la maggiore autonomia la vogliamo tutti, anche chi come me si sente italiano e veneto, e non viceversa, ma non serviva fare un referendum costoso e per giunta per puri scopi autopromozionali. Questa maggioranza governa da 22 anni la nostra regione e quando, anche con Luca Zaia ministro, era al governo ha fatto passare le peggiori leggi proprio contro quell'autonomia che periodicamente sventola come bandiera sempre alla vigilia di elezioni nazionali. Il plebiscito di sì non aggiungerà nulla al diritto già previsto dalla Costituzione di sedersi a un tavolo di trattative, per giunta meno conflittuale, col governo come sta già facendo l'Emilia Romagna. È per questo motivo che un'affluenza alle urne inferiore al 60% pur in presenza di una prevedibilmente alta percentuale di sì tra i votanti costrirengerebbe questi signori che ci governano da 22 anni, con danni sempre più visibili anche nella tanto osannata sanità, a fare qualche riflessione. E noi invitiamo questa volta a disertare le urne non perchè i veneti si tirino fuori ma perchè si sia costretti finalmente a ragionare su cose concrete e non su slogan nel cui tranello, spiace dirlo, sono caduti, sia pure con arzigogolai distinguo, anche i democratici e i pentastellati".

Molto altro ha detto Stefano Poggi nella video intervista di VicenzaPiu.tv che vi proponiamo, ma che dire noi?

Per ora ci ha convinto ma, glielo abbiamo detto, ospiteremo tutti quelli del sì, i più, quelli del no, mosche rare, e gli astensionisti, che punato ad essere più del 40% deglia vnti diritto al voto e di cui fanno parte anche i socialisti di Luca Fantò.

Perchè noi e, soprattutto, i nostri lettori e tele-web-spettatori possiamo capire prima di decidere anche se i rappresentanti della Lega Nord, che "ufficialmente" predicano l'autonomia ,poi di fatto non puntino a qualcos'altro oltre alla pubblictà più o meno palese per le prossime politiche.


Commenti

Inviato Giovedi 5 Ottobre alle 21:56

Interessante questa attenzione ai giovani, seri e preparati. Il pur umanamente comprensibile "si stava meglio quando si stava peggio" con la ragione lascia spazio alla speranza per le nuove valide generazioni.
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Commenti degli utenti

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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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