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Alla giostra delle primarie di Vicenza la fretta di alcuni contendenti tra gli espropri per la Tav e gli immobili che se ne vanno nel fondo immobiliare

Di Mario Giulianati Mercoledi 29 Novembre 2017 alle 10:52 | 0 commenti

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Tre signori, diversi per età, per cultura, per la propria storia, per carattere, ma con una identica speranza: quella di essere, almeno in prima istanza, scelti per rappresentare la propria coalizione politica, magari un po', pochino, sfumata in civica, alla competizione elettorale della primavera del 2018. La meta è la poltrona di Palazzo Trissino. Attorno a questa "giostra", intesa al modo degli antichi cavalieri quando "La giostra consisteva nel combattimento tra due cavalieri (alla volta - ndr) armati di lancia che si fronteggiavano per disarcionarsi reciprocamente. Sia i tornei che le giostre erano seguiti appassionatamente dal pubblico che non mancava di esternare calorosamente il suo entusiasmo. L'ambito premio del torneo e della giostra veniva offerto dalla dama. (da Gennaro Tedesco)".

Qualche somiglianza esiste tra l'oggi a Vicenza e un lontano passato un po' ovunque. Non vi è la dama da onorare, ma vi è la poltrona di sindaco da occupare. Non vi sono pubblici appassionati che seguono gli eventi, ma vi è una esposizione mediatica addirittura straordinaria, nemmeno si trattasse di conquistar la luna. Non vi sono lance da spezzare, né a favore né contro, ma vi sono sicuramente messaggi più o meno mirati e pericolosi da lanciare e dai quali proteggersi. Insomma non scorre il sangue, e questa è una cosa assai buona, ma qualche goccia di veleno, politico si intende, viene servito. Ci ricorda ancora G. Tedesco che "... determinanti per il cavaliere diventano la cortesia e l'onore....

" In questo genere, moderno, di tornei la cortesia è intesa in modo molto diverso da un tempo e non val proprio consumar inchiostro per confrontarla, va comunque riconosciuto che per la maggior parte del torneo dei nostri (si fa per dire) cavalieri le reciproche buone maniere sono state quasi sempre mantenute. Proprio per questo stona il fatto che uno dei tre concorrenti non abbia sentito il dovere di rinunciare a un privilegio, cosa che gli altri hanno fatto lodevolmente, aggiudicandosi così un vantaggio che stride, sempre in termini di antica cavalleria. Perfino Francesco II re di Francia, ferito a morte durante un torneo - era l'anno 1559 - colpito dal conte di Montgomery, non giostrava con una lancia più lunga di quella del suo avversario. L'aver mantenuto l'incarico di vice sindaco gli dà effettivamente un vantaggio mediatico rispetto ai suoi avversari, tali almeno provvisoriamente. Lasciando alle spalle la cavalleria antica e leggendo quanto la stampa riporta delle dichiarazioni dei tre contendenti si rimane perplessi di fronte alla straordinaria perdita di memoria che dimostrano, specie i due signori che hanno un ruolo nella Amministrazione Comunale ma, in qualche misura, anche il terzo componente perché non si può sostenere, come appare, che fosse completamente estraneo alla gestione della cosa pubblica. Una Maggioranza di governo ha una complessiva, seppur articolata e modulata, responsabilità.

Detto ciò mi soffermo, per ora, solo su un paio di problemi che sono all'ordine del giorno della Giunta e della città. Il primo è quello relativo al trasferimento dei palazzi comunali ad un Fondo Immobiliare di Investire sgr e a fronte di una prudenza del dott. Otello Dalla Rosa e del dott. Giacomo Possamai che invitano a un maggior approfondimento del problema (perché di un grande problema si tratta che graverà a lungo, qualche decennio, sul futuro della città e dall'incerto risultato) troviamo una dichiarazione inaccettabile del signor Jacopo Bulgarini d'Elci che afferma non esservi più alcun tempo per negoziare (e quando mai è stato affrontato un vero dibattito privo di soluzioni precostituite con la città?) e quindi egli è per dar corso immediato alla cessione dei beni immobili che sono proprietà di tutti i vicentini. Ma questo lui e altri pare che se ne dimentichino. Non ho alcun titolo per poter sollevare una formale diffida ma se l'avessi lo farei, ma ho sicuramente il diritto di esprimere un invito alla maggior cautela possibile.

Questo vale, ed è il secondo problema che non mi pare abbia trovato riscontro in tutto questo giostrare, anche per la TAV. Ma in un particolarissimo aspetto di questo progetto. Gli espropri. Che criteri verranno seguiti nell'effettuarli? Quando verranno corrisposti i denari ai proprietari? So di casi che vedono una proprietà immobiliare tagliata in due ma, mi si dice, risarcita solo per la parte espropriata senza riconoscere che il danno è complessivo. Vi sono attività professionali e imprenditoriali, quindi il lavoro di tante persone a rischio. Sembra un problema marginale ma non lo è affatto. Riguarda molte persone, molti cittadini vicentini e chi ritiene di poter un domani governare la città dovrebbe essere conscio che se presumibilmente, ma con qualche interrogativo sospeso, per il bene di tutti, è necessaria questa opera, la TAV, ciò non dovrebbe però generare insopportabili negatività per una parte della cittadinanza. Se ciò dovesse accadere qualcuno dovrà ben assumersene la responsabilità.


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