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La Coldiretti di Lonigo forma gli studenti dell’Agrario Trentin alla lettura delle etichette

Di Note ufficiali Lunedi 20 Marzo alle 13:33 | 0 commenti

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Grande interesse e partecipazione questa mattina al'Istituto agrario Trentin di Lonigo, dove Coldiretti ha organizzato un convegno formativo sul tema "Dietro all'etichetta la verità: come riconoscere il vero made in Italy". Un evento importante, che ha ufficialmente aperto la 531^ Fiera di Lonigo, ed ha visto in prima fila il sindaco Luca Restello, che ha sottolineato l'importanza di iniziative come questa per stimolare i giovani ad emanciparsi ed a sviluppare una cultura della conoscenza del cibo attenta e critica, nonché il dirigente scolastico dell'Istituto agrario e rappresentanti politici locali. Dopo i saluti del presidente di Zona della Coldiretti di Lonigo, Claudio Zamon, che concretamente ha ideato ed organizzato l'evento, il convegno è entrato nel vivo, con l'intervento di Lorenzo Bazzana (responsabile Area Economica della Confederazione nazionale Coldiretti), che ha approfondito il tema "La tutela del prodotto made in Italy" davanti ad una platea di gremita di giovani raccolti nell'auditorium dell'Istituto leoniceno.

"I temi dell'etichettatura, della verità, ovvero della trasparenza e della tutela del prodotto made in Italy - spiega Bazzana - sono importanti per Coldiretti, ma sono anche richiesti, ricercati e voluti dai consumatori. Se poi la platea a cui ci si rivolge è quella composta dagli studenti di un istituto tecnico agrario, l'argomento assume una triplice valenza, perché questi ragazzi sono, insieme, i consumatori di oggi (e di domani), i prossimi decisori di acquisto (oggi lo sono i loro genitori) ed i futuri professionisti del settore agroalimentare (in tutti i possibili ruoli, dall'imprenditore agricolo, al buyer della GD, al direttore di stabilimento dell'industria, ecc...). E in questa loro triplice veste è fondamentale che conoscano la segmentazione del mercato, il trend dei consumi, la maggiore o minore autosufficienza dell'Italia per quelle materie prime che diventeranno prodotto italiano o prodotto confezionato in Italia". Fulcro della conoscenza è l'etichetta, uno strumento che negli anni è diventato sempre più ricco di informazioni, ma che altrettanto frequentemente è stato adoperato per veicolare messaggi fuorvianti, studiando la psicologia del consumatore ed indirizzando all'acquisto di determinati prodotti. "È fondamentale comprendere come l'etichetta, supportata da adeguati controlli - sottolinea Bazzana - possa essere/diventare uno strumento di trasparenza, visibilità ed identificazione nel mercato globalizzato". Dopo una rapida trattazione dei punti di forza del made in Italy, delle sue diverse tipologie, dei rischi di mercato connessi all'agropirateria, alla delocalizzazione, all'importazione di semilavorati, l'esperto di Coldiretti ha preso in esame i flussi di import/export dei prodotti agricoli, al fine di valutare il grado di autosufficienza delle diverse filiere agroalimentari. L'analisi dei nuovi consumi agroalimentari, delle nuove esigenze del consumatore e l'illustrazione dell'attuale situazione delle regole di etichettatura, è stata completata con una carrellata di esempi pratici, per condividere un metodo critico di analisi delle etichette e dei prodotti capace di portare il consumatore, il buyer ed il professionista del settore agroalimentare a sviluppare una sensibilità per comportamenti consapevoli, supportati dalla conoscenza e non dagli slogan della pubblicità. "L'italian sounding è uno dei nostri nemici - concludono il presidente di Coldiretti Vicenza e Veneto, Martino Cerantola ed il direttore di Coldiretti Vicenza, Roberto Palù - in quanto oltre alle etichette poco chiare dobbiamo trasmettere ai consumatori l'importante messaggio, ed è quello che abbiamo fatto in questi ultimi anni, che l'intero involucro del prodotto riporta delle informazioni che vanno osservate e comprese. I colori del packaging, la forma ed il linguaggio utilizzato spesso svelano molti dettagli che traggono in inganno chi acquista e di rado va oltre la lettura della data di scadenza del prodotto. Impariamo a perdere qualche minuto in più quando facciamo la spesa, perché questo si traduce in qualità della vita e riduce la spesa sanitaria conseguente a consumi di scarsa qualità".

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ieri alle 17:11 da PaolaFarina
In Sciopero della fame dei detenuti politici palestinesi nelle carceri israeliane: ma Marwan Barghouti mangia?
Ecco le 19 richieste, dei terroristi palestinesi, accolte solo in parte...:
1.Installazione di un telefono pubblico a pagamento ad uso dei prigionieri
2.Miglioramento dei diritti di visita
3.Una visita medica annuale per ogni terrorista detenuto, più frequenti per gli over 50, impianti dentali, permesso di ingresso nelle carceri per i medici personali dei terroristi
4.Annullamento delle sanzioni disciplinari per i terroristi detenuti
5.Televisori in ogni cella con almeno 20 canali
6.Fornire ai terroristi di Gaza gli stessi diritti di visita dei terroristi della West Bank
7.Nessuna limitazione all’ingresso in prigione di libri, giornali settimanali e quotidiani
8.Aumentare la scelta dei prodotti di consumo nello spaccio della prigione. Aumentare il limite massimo della somma che i terroristi detenuti possono detenere
9.Migliorare le condizioni dei terroristi detenuti durante i trasferimenti
10.Miglioramento del trasporto delle terroriste femmine attraverso trasporti dedicati, miglioramento delle condizioni di detenzione
11.Installazione di condizionatori nelle celle, in particolare nella prigione di Gilboa
12.Risolvere il problema del sovraffollamento nelle prigioni contenendo il numero di prigionieri a quattro per cella
13.Permettere ai terroristi detenuti di studiare presso la Open University. Permettere ai terroristi di ottenere anche il diploma di maturità
14.Miglioramento delle condizioni di vita quotidiana permettendo anche il dialogo tra tutti i terroristi detenuti
15.Compensare i detenuti che non ricevono visite con telefonate ai propri famigliari
16.Mettere fine alla politica di isolamento (per i terroristi più pericolosi)
17.Rilascio dei terroristi malati o che versano in particolari condizioni
18.Permettere ai terroristi detenuti di cucinare da soli
19.Mantenere le celle aperte fino alle 22

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