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La Cgil preme per fissare la data per abrogare i voucher e per affermare la responsabilità solidale negli appalti

Di Note ufficiali Venerdi 17 Febbraio alle 17:15 | 0 commenti

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Con l'assemblea della Cgil di Vicenza e provincia, presenti oltre 200 delegati, parte anche nella nostra provincia la campagna verso i due referendum popolari per il lavoro 2017. "Libera il lavoro, con 2 sì tutta un'altra Italia", questo lo slogan, si legge in una nota, che porterà al voto referendario previsto in primavera estate del 2017 sui quesiti proposti dalla Cgil e ammessi dalla Corte Costituzionale. Il primo quesito riguarda i voucher: per la Cgil la situazione deve cambiare "perché questo strumento pensato per far emergere il lavoro nero è diventato veicolo di lavoro nero": così ha denunciato il segretario generale della Cgil di Vicenza, Giampaolo Zanni.

L'altro quesito riguarda invece gli appalti: la Cgil vuole che i posti di lavoro dei lavoratori interessati al cambio di appalto siano garantiti. "Non ci può essere sviluppo con tanta precarietà", hanno detto oggi in sintesi dal palco il segretario generale di Vicenza Giampaolo Zanni e il segretario nazionale Vincenzo Colla, "perché tutto ciò produce lavoro senza dignità, e va assolutamente messo mano al diritto del lavoro per dare vita ad un altro Paese, non al paese dei precari e dei giovani che per lavorare emigrano! E' una questione di civiltà".

La Cgil chiede a gran voce al Governo di stabilire una data per il referendum e nel frattempo in Parlamento è arrivata la legge di iniziativa popolare (per la quale il sindacato ha raccolto le firme in autunno) per rivedere tutta la materia del diritto del lavoro voluta proprio dalla Cgil stessa.

Insomma tra maggio e giugno dovremmo andare a votare per abrogare i voucher e per la responsabilità solidale negli appalti. "Il governo deve dare la data, se scherza con la democrazia di pensare di dare la data all'ultimo e di accorciare i tempi della campagna elettorale fa un'operazione di cesura con la partecipazione democratica. Questo Paese deve tornare a sapere come si crea lavoro, come e fatta l'impresa e cosa sta succedendo dentro all'impresa!" Questa la sottolineatura del segretario nazionale Colla.

Importanti le due testimonianze che dei due lavoratori degli appalti nelle cooperative della movimentazione merci che sono saliti sul palco a raccontare la loro storia: un iter il loro per riconquistare dignità e salario e stabilità sul posto di lavoro.

Leggi tutti gli articoli su: Giampaolo Zanni, Cgil di Vicenza, Vincenzo Colla

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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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