Quotidiano | Categorie: Politica, Volontariato

La celebrazione dei 20 anni del CSV diventa uno spot per Variati e per chi il CSV lo aveva commissariato: la fiera delle ipocrisie

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Domenica 14 Maggio 2017 alle 21:53 | 0 commenti

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Ieri era stato indetto un convegno dal CSV di Vicenza (Centro di Servizi per il Volontariato di Vicenza) per celebrare i suoi primi 20 anni di attività ma l'evento si è trasformato in uno spot di Achille Variati & c., in gran parte condivisibile quando parla di finte cooperative per l'accoglienza, ma almeno forzato se si interviene in un ambito in cui cooperative non ci sono. Detto dello spot che per ovvie ragioni è diventato l'argomento principe della sintesi giornalistica, che ha rischiato di essere intesa come una polemica contro una parte consistente del volontariato, i temi proposti dal convegno, leggendo il GdV, sono passati totalmente in secondo piano.

Ecco, infatti, la premessa dell'articolo sul quotidiano locale che ne è anche la sintesi sostanziale a firma di Federico Murzio: "Nel mondo del volontariato il denaro fa la differenza, non solo su ciò che si può realizzare o non realizzare. Perché un grande flusso di soldi può anche avere conseguenze negative sullo spirito dei volontari che li gestiscono. In particolare su quelli impegnati sul versante cooperativistico dell'accoglienza ai migranti. L'essenza del Variati pensiero è questo".

"Le parole - continua Murzio - sono pronunciate al convegno che festeggia i vent'anni del Centro di servizio per il volontariato a Vicenza, e ribadite pochi minuti dopo a margine dell'evento. Parole, ancora, destinate a lasciare il segno...".

Questo, insieme alla polemiche sui residui dei fondi nazionali, è quello che rimane del convegno con buona pace del presidente del CSV Marco Gianesini e della sua direttrice Maria Rita Dal Molin, che poco più di un anno fa erano stati commissariati, con grande risalto sempre sul quotidiano locale, su richiesta di Silvana Bortolami, presidente del Coge Veneto, "ospite d'onore" del convegno insieme al sidaco a cui, pure, Gianesini e Dal Molin avevano publicamente rimproverato il suo abbandono totale nella battaglia poi vittoriosa che ha visto con loro solo questo mezzo e pochissimi politici.

Tutti, stranamente, dicevano i due rappresentanti di vertice del volontariato vicentino, di centro destra mentre tutti quelli di centro sinistra avevano cassato la memoria se non dei primi 20 anni del CSV almeno degli ultimi a guida dal Molin ma che ostentavano la loro presenza, ci diceva amareggiata l'ex presidentessa prima di Gianesin e ora direttrice coordinatrice, solo alle cerimonie mediaticamente promozionali di inaugurazioni e bla bla bla (ieri c'era Federico Ginano, deputato dem...

Conoscendo l'ambito ci sembrava inopportuna la nostra presenza perchè in situazioni così ipocrite ci troviamo a... disagio, perchè non volevano con le nostre domande scomode mettere a disagio i veri volontari, che, leggendo la cronaca cartacea, non ci sembra siano stati ringraziati, perchè non siamo gli amplificatori a comando di attori in recita a spese del volontariato e perchè non condividiamo queste sceneggiate, di cui anche l'attuale vertice è responsabile, e in cui viene invitata una certa Bortolami che commissaria il CSV col beneplacito degli amici di Variati, da Vincenzo Riboni in su e in giù, fa "dossieraggio" sui media locali e non risponde alle domande, pessima abitudine questa condivisa col nostro sindaco.

Non ci piace questo modo di comunicare e non ci stiamo, per cui ampio spazio da noi c'è da sempre e ci sarà sempre al volontariato ma non a quello da spot e da recita da avanspettacolo.


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