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La Cassazione e la lettera di Vicenza: il diritto di cronaca prevale sulla privacy

Di Redazione VicenzaPiù Lunedi 16 Luglio 2012 alle 11:55 | 0 commenti

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Ossigeno per l'Informazione (Fnsi e Odg)  Giornalisti minacciati. Le ultime notizie di Ossigeno per l'Informazione  -  Le interessanti motivazioni di una sentenza che farà giurisprudenza e riafferma la priorità dell’interesse pubblico a conoscere fatti di rilevanza sociale. La soddisfazione di Vicenzapiu.com, che ha pubblicato la missiva e ora si chiede in nome di che cosa il processo prosegue (nell'immagine: Botero, La lettera)

Ossigeno per l'Informazione Giornalisti minacciati. Le ultime notizie di Ossigeno per l'Informazione, di Matteo Finco – Vicenza, 12 luglio 2012 –  “La Cassazione ha stabilito con nostra grande soddisfazione che l’oscuramento parziale del nostro sito web chiesto dal senatore Alberto Filippi e disposto dal Tribunale di Vicenza, era illegittimo, come abbiamo sempre detto. Ma la vicenda giudiziaria non è chiusa: il nostro giornale è ancora sotto tiro, perché il Tribunale di Vicenza che aveva disposto il sequestro giudicato illegittimo, prosegue il processo nato dalla querela per rivelazione di documenti intentata al nostro giornale dallo stesso parlamentare per la pubblicazione di quella lettera. Per quel processo le indagini sono ancora in corso. Noi speriamo che il chiaro pronunciamento della Cassazione, che ha spiegato perché quella lettera è di interesse pubblico, illumini il Tribunale, faccia comprendere che la questione, sia pure di riflesso, è già stata chiarita nel merito ed è inutile andare avanti”, spiega ad Ossigeno Giovanni Coviello, direttore di Vicenzapiu.com.

La vicenda della lettera di Vicenza si è rivelata di grande interesse per tutti i giornalisti, perché la Suprema Corte, con una sentenza chiarificatrice che fa giurisprudenza, che influirà cioè su future decisioni della magistratura per casi analoghi, ha spiegato che in certi casi anche una lettera personale può rivestire interesse pubblico e quindi è legittimo che una testata giornalistica la pubblichi.

La lezione è contenuta nelle motivazioni della sentenza con cui nel gennaio scorso la Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, presieduta da Paolo Oldi, ha respinto il ricorso del Tribunale di Vicenza contro l’oscuramento sul sito Vicenzapiu.com di una missiva inviata dall’allora senatore leghista Alberto Filippi al presidente di Assindustria Vicenza, Roberto Zuccato. Filippi sostiene che sia stato gravemente violato il suo diritto alla segretezza della corrispondenza privata. Non è così, ha spiegato la Cassazione, “il contenuto del documento verte su questioni attinenti la vita politica nazionale e locale, e quindi la sua diffusione corrisponde a un interesse pubblico”.

Nella missiva, datata 9 marzo 2009, l’allora senatore leghista (poi è uscito dal Carroccio e ha aderito al gruppo Cn-Forza Sud) si lamentava del poco spazio che il Giornale di Vicenza (di cui Zuccato era editore), gli concedeva. Filippi era stato nominato vice Presidente della terza commissione permanente del Senato, Affari Esteri e avrebbe gradito che la testata vicentina informasse i lettori di questo suo nuovo incarico. E invece in giornale non l’aveva fatto. Perciò il senatore scrisse a Zuccato per protestare. “Pur avendo inviato al giornale, di cui sei editore, normale comunicazione, con una certa sorpresa – gli scrisse – ho ancora una volta dovuto constatare quanto la censura per alcuni e la propaganda per altri sia per il direttore Antonacci (Giulio Antonacci, ndr) la solita antipatica regola; in effetti la sorpresa non è stata poi nemmeno tanta, considerato il trattamento scandaloso e disdicevole oltre che fazioso ed irrispettoso da sempre riservatomi dal direttore, evidentemente poco adatto alla direzione di testate serie e oggettive”.

Il sequestro. Nel 2011, quando pubblicarono il contenuto della missiva, che era allegata ad un esposto-denuncia presentato alla Procura e reso noto in una conferenza stampa, Giovanni Coviello, direttore di Vicenzapiu.com, e il giornalista Marco Milioni, come ha raccontato Ossigeno, furono querelati da Filippi e indagati dalla Procura di Vicenza per rivelazione di documentazione segreta in base agli articoli 621 e 110 del Codice Penale. Su richiesta del senatore, il Gip di Vicenza ordinò di oscurare con effetto immediato la lettera sul sito Vicenzapiu.com. Coviello e Milioni fecero ricorso e il Tribunale del Riesame annullò il sequestro, decisione confermata lo scorso gennaio in modo definitivo dalla Cassazione. Ora le motivazioni di quella decisione spiegano che quella missiva, anche se era una lettera privata era un documento di interesse pubblico, e perciò la decisione di Vicenzapiu.com di pubblicarla rientrava nell’esercizio del diritto di cronaca.

La Corte ricorda che in questi casi il diritto di cronaca prevale sul diritto alla riservatezza personale invocato dal senatore Alberto Filippi e dal pubblico ministero di Vicenza Sandro Severi, perché “il contenuto del documento verte su questioni attinenti la vita politica nazionale e locale, e quindi la sua diffusione corrisponde a un interesse pubblico. Ne consegue che sussiste la giusta causa, costituita dall’esimente del diritto di cronaca”.

Il procuratore della Repubblica del tribunale di Vicenza aveva presentato ricorso contro la decisione del tribunale del Riesame, sostenendo che il contenuto della lettera non era di interesse pubblico in quanto non riguardava l’attività politica di Filippi, ma “aspetti personalistici, che non hanno alcun rilievo per la comunità”. Secondo la Cassazione non è così. Il Tribunale del Riesame, spiega la Suprema Corte, “ha compiuto una corretta e razionale delimitazione della nozione di notizia di interesse pubblico, in essa inserendo le notizie aventi ad oggetto i fatti concernenti la vita politica nazionale e locale, da intendersi gestione e tutela degli interessi di una comunità operante in aree del territorio, conflitti tra i titolari di questi interessi, contrasti di opinioni, polemiche sui modi, cadenze e censure nella diffusione delle idee dei consociati. Proprio in quest’ultimo terreno è da inquadrare il contenuto della missiva che il senatore Filippi, in qualità di membro dell’Associazione Industriali di Vicenza – proprietaria del quotidiano “Il Giornale di Vicenza” – ha indirizzato al presidente di quella associazione, Roberto Zuccato”. E perciò la pubblicazione della missiva “rientra nell’interesse conoscitivo di un ampio settore della comunità di quel territorio, quindi la motivazione dell’ordinanza del Tribunale di Vicenza (che aveva disposto il dissequestro, ndr) è tutt’altro che inesistente o apparente”.

Solidarietà. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, Gianluca Amadori, ha espresso il suo plauso alla decisione della Cassazione, che, dice, “ha riconosciuto la legittimità dell’operato dei giornalisti e l’estrema importanza del loro lavoro nel momento in cui hanno reso pubblico un documento di rilevante interesse generale, nel pieno esercizio del diritto di cronaca”. Tra i messaggi di soddisfazione per la decisione della Corte, anche quelli di Patrizia Barbieri, consigliere comunale della Lega Nord, di Giorgio Langella, segretario provinciale del PdCI FdS, di Paolo Crestanello dei Comitati cittadini e di Luca Fantò, segretario del PSI della provincia di Vicenza.

 


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Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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