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Intesa Sanpaolo, "tutto Carlo Messina minuto per minuto" anche su BPVi e Veneto Banca: al 30 giugno 2017 utile netto contabile a 5.238 milioni inclusa operazione banche venete

Di Redazione VicenzaPiù Martedi 1 Agosto alle 22:23 | 0 commenti

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'Il 2017 rappresenta l'anno di completamento del nostro piano di impresa: stiamo raggiungendo tutti gli obiettivi grazie al contributo determinante di ciascuna delle Divisioni della banca'. Lo ha sottolineato, lo scrive Radiocor Il Sole 24 Ore, l'a.d. di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentato i conti semestrali dell'istituto. 'La nostra banca - ha aggiunto - e' diventata un punto di riferimento nel settore bancario europeo, unendo la crescita dei ricavi all'attenzione ai costi e agli investimenti nel digitale per migliorare la qualita' del servizio e l'efficienza'. 'Come abbiamo potuto dimostrare negli ultimi stress test - ha proseguito Messina - il nostro modello di business e' caratterizzato da una resilienza basata sulla solidita' patrimoniale e un mix di ricavi di elevata qualita': lo svilupperemo e lo renderemo ancora piu' forte nel corso del nuovo Piano di Impresa che presenteremo all'inizio del 2018'.

'In assenza del nostro intervento' sulle banche venete 'le conseguenze di un fallimento dei due istituti avrebbero riguardato non solo il tessuto produttivo di un'area caratterizzata da grande forza ma investito anche l'intera economia del Paese'. Lo ha affermato l'a.d. di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentando i conti del primo semestre dell'anno. 'Il nostro intervento - ha proseguito - ha evitato all'intero sistema bancario di sostenere costi estremamente rilevanti, necessari alla garanzia dei depositi dei clienti delle due banche, stimati in oltre 12 miliardi. E lo Stato italiano - ha aggiunto - non ha dovuto sopportare oneri molto significativi (circa 10 miliardi) per fare fronte alle garanzie pubbliche su obbligazioni emesse dai due gruppi bancari veneti'.

'Vi accolgo con amicizia nel nostro gruppo. Aiutatemi a rendere questa banca ancora piu' forte, anche con la vostra voglia di riscatto. Credo che insieme faremo grandi cose per il Paese'. Cosi' l'a.d. di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha salutato gli ex dipendenti della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, entrati in Intesa, passando per un momento all'italiano nel corso della conference call (in inglese) sui conti del primo semestre. 'Voglio dare il benvenuto alla gente delle due Banche Venete che stanno entrando nel gruppo e sono fiducioso che insieme raggiungeremo ulteriori successi in futuro', ha aggiunto. 

Messina ha sottolineato che l'acquisizione degli asset delle banche venete ha 'un solido razionale industriale e strategico'. L'operazione, ha spiegato, consente a Intesa Sanpaolo di rafforzare il proprio posizionamento e di 'diventare il principale player di mercato in una delle zone piu' ricche del Paese'. L'istituto punta inoltre a creare valore nelle due ex banche venete applicando le best-practice del gruppo Intesa Sanpaolo. L'acquisizione, infine, consente di 'stabilizzare il sistema bancario italiano', migliorando 'la percezione degli investitori' e fornendo 'sostegno all'economia reale e all'occupazione'.

'Voglio usare il 2017 come un anno in cui creare le condizioni per avere performance significativamente migliori nel prossimo piano industriale' e anche per questo 'non considereremo alcun dividendo straordinario'. Lo ha annunciato l'a.d. di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, rispondendo alle domande degli analisti in conference call. Quanto all'evoluzione del costo del credito nella seconda parte dell'anno, Messina ha spiegato che l'aspettativa e' 'di essere ben al di sotto dei livelli pre crisi'. 'Devo inoltre considerare che per noi e' assolutamente una priorita' mantenere un forte trend di riduzione degli npl', ha aggiunto, dato che l'obiettivo, ha ribadito Messina, e' 'creare le condizioni in 2017 per avere performance migliori e sostenibili nel prossimo business plan'.

'La mia aspettativa e' di avere un impatto neutrale sull'utile per azione nel 2017 e di sicuro un impatto positivo a partire dal 2018'. Questa la guidance relativa impatto dell'acquisizione delle Banche Venete sul conto economico di Intesa Sanpaolo fornita dall'a.d. Carlo Messina nel corso della conference call del primo semestre. 'Mi sto davvero basando sullo spirito di rivalsa dei dipendenti delle banche venete - ha aggiunto - quindi non metto limiti alle mie aspettative da questa acquisizione'.

'La mia aspettativa e' di non avere alcun tipo di deal M&A' previsto nel nuovo Piano di Impresa di Intesa Sanpaolo. Lo ha annunciato l'a.d. dell'istituto, Carlo Messina, nel corso della conference call sui conti del primo semestre. 'Non c'e' quindi nessun mood da acquisizioni per il futuro', ha aggiunto. 

'Il dividendo e' il risultato finale delle analisi del Piano e quindi posso solo confermare che il dividendo e la remunerazione degli azionisti saranno la chiara priorita' mia e di Intesa Sanpaolo anche per il futuro'. Cosi' l'a.d. dell'istituto, Carlo Messina, ha replicato a un analista che gli chiedeva se sia possibile prevedere un aumento in termini assoluti del dividendo che sara' pagato sull'esercizio 2018 dopo i 3,4 miliardi che la banca intende distribuire in base al bilancio 2017. 

 

Di seguito la nota ufficiale di Intesa Sanpaolo

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato la relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2017 (5). I risultati del primo semestre del 2017 riflettono i punti di forza del modello di business di Intesa Sanpaolo, che coniuga una generazione di ricavi focalizzata sulla crescita delle commissioni a un'elevata efficienza, e il miglioramento del trend della qualità del credito (qui dati e tabelle).

● utile netto contabile a 4.337 milioni di euro nel secondo trimestre 2017 e a 5.238 milioni nel primo semestre 2017, che comprende il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Utile netto, se si esclude il contributo pubblico di 3,5 miliardi, pari a 837 milioni di euro nel secondo trimestre 2017, rispetto ai 901 milioni sia del primo trimestre 2017 sia del secondo trimestre 2016, e a 1.738 milioni nel primo semestre 2017, rispetto ai 1.707 milioni del primo semestre 2016. Escludendo anche l'ammontare di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (ossia, principalmente, i contributi al fondo di risoluzione e gli oneri relativi alle rettifiche di valore riguardanti Atlante), l'utile netto è risultato pari nel secondo trimestre 2017 a

1.015 milioni di euro, rispetto a 1.183 milioni del primo trimestre 2017 e a 912 milioni del secondo trimestre 2016, e nel primo semestre 2017 a 2.198 milioni, rispetto a 1.820 milioni del primo semestre 2016. Nel secondo semestre del 2017 è prevista la contabilizzazione della plusvalenza netta di circa 800 milioni di euro derivante dalla cessione di Allfunds firmata nel primo trimestre. Risultati in linea con la quota semestrale dell'impegno alla distribuzione di 3,4 miliardi di euro di dividendi cash per il 2017;
● risultato corrente lordo, escluso il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi, in aumento del 12,3% nel primo semestre 2017, rispetto al primo semestre 2016;
● risultato della gestione operativa nel secondo trimestre 2017 in crescita dell' 1,6% rispetto al primo trimestre 2017; nel primo semestre 2017 in crescita del 2,7%, rispetto al primo semestre 2016, se si escludono l'effetto della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia (pari a 10 milioni di euro nel primo semestre 2017, rispetto ai 121 milioni del primo semestre 2016);
● proventi operativi netti nel secondo trimestre 2017 in crescita del 3,3% rispetto al primo trimestre 2017; nel primo semestre 2017 in crescita del 2%, rispetto al primo semestre 2016, se si escludono l'effetto della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia;

 

(1) Nota metodologica sul perimetro di consolidamento a pagina 26.
● interessi netti nel secondo trimestre 2017 in aumento dello 0,6% rispetto al primo trimestre 2017; nel primo semestre 2017 in aumento dell' 1,5%, rispetto al primo semestre 2016, se si esclude l'effetto della svalutazione della valuta egiziana;

● commissioni in crescita del 2,2% nel secondo trimestre 2017 rispetto al primo trimestre 2017 e del 5,8% nel primo semestre 2017 rispetto al primo semestre 2016, conseguente alla forte ripresa del risparmio gestito, che nel semestre ha registrato una crescita dello stock di circa 12 miliardi di euro e una raccolta netta pari a circa 10,3 miliardi;

● elevata efficienza, con un cost/income al 49,2% nel primo semestre 2017, tra i migliori nell'ambito delle maggiori banche europee;

● continuo controllo dei costi operativi, che nel primo semestre 2017 sono risultati in linea con il primo semestre 2016;

● miglioramento del trend della qualità del credito, a seguito dell'efficacia della gestione proattiva del credito in un contesto economico in miglioramento:
- diminuisce il flusso di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis, che nel secondo trimestre 2017 registra il valore trimestrale più basso dalla costituzione di Intesa Sanpaolo per il flusso lordo e il secondo valore più basso, dopo il minimo storico del terzo trimestre 2016, per il flusso netto: flusso lordo a un miliardo di euro, in diminuzione del 14% rispetto a 1,2 miliardi del primo trimestre 2017, e flusso netto a 0,5 miliardi, in riduzione del 23% rispetto a 0,7 miliardi del primo trimestre 2017,
- scende lo stock di crediti deteriorati: in 21 mesi di 10 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore, senza oneri straordinari per gli azionisti, e, rispetto a dicembre 2016, del 6% al lordo delle rettifiche di valore e del 6,6% al netto delle rettifiche di valore,
- in particolare, riduzione dello stock di sofferenze: rispetto a dicembre 2016, del 6,5% sia al lordo sia al netto delle rettifiche di valore,
- riduzione dello stock di inadempienze probabili: rispetto a dicembre 2016, del 4,7% al lordo delle rettifiche di valore e del 6,2% al netto delle rettifiche di valore;

● elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
- livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 49,1% a fine giugno 2017, rispetto al 48,8% di fine 2016, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 60,7% a fine giugno 2017 (60,6% a fine 2016),
- robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,5% a fine giugno 2017 (analogo a quello di fine 2016);

● supporto all'economia reale: circa 35 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel primo semestre 2017, con circa 25 miliardi in Italia, in crescita del 6,5% rispetto al primo semestre 2016, di cui circa 22 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese, in aumento dell' 8% rispetto al primo semestre 2016; circa 11.000 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel primo semestre 2017 e circa 63.000 dal 2014;
● patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi, anche nello scenario avverso dello stress test. Al 30 giugno 2017, tenendo conto di circa 1.640 milioni di euro di dividendi maturati nel semestre (posti pari all'utile netto del semestre diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1 e del contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca), il Common Equity ratio pro-forma a regime è risultato pari al 13%(6)(7), livello top tra le maggiori banche europee, e il Common Equity ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2017 al 12,5% (7), rispetto a un requisito SREP, comprensivo di Capital Conservation Buffer e O-SII Buffer, pari rispettivamente al 9,25% e al 7,25%. Nello scenario avverso dello stress test al 2018, il Common Equity ratio è risultato pari al 10,2%;

● elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine giugno 2017, attività liquide per 159 miliardi di euro (di cui 9 miliardi derivanti dall'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) ed elevata liquidità prontamente disponibile per 81 miliardi (di cui un miliardo derivante dall'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca); rispettati già oggi i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3, in largo anticipo sulla data prevista per l'entrata in vigore a regime (2018). Le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari mediamente nel secondo trimestre del 2017 a 56,7 miliardi di euro (44,8 miliardi mediamente nel primo trimestre 2017 e 33,3 miliardi mediamente nel 2016), costituite interamente dall'operazione TLTRO con scadenza quadriennale. A fine marzo 2017 il Gruppo ha partecipato alla quarta e ultima operazione TLTRO II per un ammontare pari a 12 miliardi di euro, raggiungendo così una partecipazione complessiva alle operazioni TLTRO II pari all'importo massimo richiedibile di circa 57 miliardi, dopo avere partecipato a fine giugno 2016 alla prima operazione TLTRO II per circa 36 miliardi, a fronte del rimborso integrale del finanziamento TLTRO I in essere per 27,6 miliardi di euro, a fine settembre 2016 alla seconda operazione TLTRO II per circa 5 miliardi e a metà dicembre 2016 alla terza operazione TLTRO II per circa 3,5 miliardi. Al 30 giugno 2017 erano complessivamente in essere operazioni di finanziamento con BCE per 63,8 miliardi di euro, a seguito dell'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, comprendenti operazioni TLTRO II pari a circa 7,1 miliardi;

 

(2) Stimato applicando ai dati di bilancio del 30 giugno 2017 i parametri indicati a regime, considerando l'assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all'affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l'atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, il consolidamento linea per linea delle società controllate da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca incluse nei rami di attività acquisiti, la prevista distribuzione dell'utile assicurativo del primo semestre 2017 e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 8 centesimi di punto).
(3) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all'utile netto del semestre diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1 e del contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
● molteplici iniziative del Piano di Impresa in corso, con un forte coinvolgimento delle persone:
¥ New Growth Bank:
- Banca 5®:
▫ operativo il modello di business "specializzato" di Banca 5® in circa il 70% delle filiali, con 3.600 gestori dedicati: ricavi per cliente aumentati da 70 a 126 euro, +80%;
▫ in corso di implementazione "Intesa Sanpaolo Casa", dedicata alla mediazione e intermediazione immobiliare, con l'apertura di 33 agenzie immobiliari già effettuata nelle città più importanti;
▫ acquisizione di Banca ITB, per creare la prima "banca di prossimità" in Italia, focalizzata sull'instant banking tramite una rete distributiva di circa 22.000 punti operativi leggeri, con un bacino potenziale di circa 25 milioni di clienti, di cui circa 12 milioni già clienti di Banca ITB;
- Banca multicanale:
▫ nuovi processi multicanale lanciati con successo:
- clienti multicanale aumentati di circa 1,8 milioni da inizio 2014 a circa 6,6 milioni;
- circa 4,8 milioni di App scaricate su dispositivi mobile;
- la prima banca multicanale in Italia, con circa l' 85% dei prodotti disponibili tramite piattaforme multicanali;
- digitalizzazione attiva in tutte le filiali: dematerializzato circa il 100% delle operazioni riguardanti i prodotti prioritari (circa 8,1 milioni di operazioni nel primo semestre 2017 e oltre 16,3 milioni dall'avvio dell'iniziativa);
- "Filiale Online" pienamente operativa per il "Servizio Commerciale", con circa
19.000 prodotti venduti nel primo semestre 2017;
- nuove competenze di marketing digitale per cogliere pienamente le opportunità derivanti da motori di ricerca e presenza sui social media;
- lancio della nuova esperienza digitale Intesa Sanpaolo, con nuovo internet banking, nuovo sito internet e nuove applicazioni;
- sviluppo di nuovi canali digitali in Croazia, Ungheria e Egitto;
- Private Banking:
▫ dal 1° luglio 2015 pienamente operativa la nuova entità Fideuram - Intesa Sanpaolo Private Banking;
▫ filiale di Private Banking a Londra pienamente operativa e rafforzamento di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse);
▫ primo lancio di nuovi prodotti disponibili per l'intera Divisione (ad esempio, Fideuram Private Mix, Piano Investimento Italia - PIR, Obiettivo 2022, Obiettivo 2023 Piano Investimento Italia, creazione di una SICAV dedicata);
▫ modello di servizio mirato per la clientela High Net Worth Individuals:
- aperte 7 boutique dedicate alla clientela High Net Worth Individuals,
- lanciati nuovi servizi di consulenza per i clienti con sofisticate esigenze finanziarie;
▫ continua crescita dello strumento di consulenza "View" nella rete di Intesa Sanpaolo Private Banking applicato a circa 5 miliardi di euro di attività finanziarie;
▫ pienamente operativo il nuovo digital office per i private banker;
▫ ampliamento del servizio di consulenza verso diversi segmenti di clientela;
- Asset Management:
▫ arricchimento della piattaforma digitale (ad esempio, "portafogli consigliati" e "analisi di scenario");
▫ nuova gamma di prodotti introdotti nell'offerta della Divisione Banca dei Territori (ad esempio, Eurizon Evolution Target, Eurizon Difesa 100, Epsilon Soluzione Obbligazionaria x 4), della Divisione Private Banking (ad esempio, Eurizon High Income, Eurizon ESG Target 40, Eurizon Global Inflation Strategy), della Divisione Insurance e per i clienti della Divisione Corporate e Investment Banking (ad esempio, EF Sustainable Global Equity), e nuova offerta dedicata ai clienti internazionali (ad esempio "Best Expertise"), PMI (ad esempio, GP Unica Imprese), istituzionali e wholesale (ad esempio, Eurizon Fund SLJ Emerging Local Market Debt, Eurizon Fund Equity Small Mid Cap Italy);
▫ arricchimento della gamma di prodotti offrendo soluzioni con profilo di rischio moderato rispondenti all'attuale volatilità dei mercati (ad esempio, Epsilon Difesa Attiva);
▫ lancio di prodotti che permettono agli investitori di supportare l'economia reale cogliendo l'evoluzione del mercato europeo del credito strutturato (Eurizon Easy Fund - Securitised Bond Fund);
▫ lancio di soluzioni di investimento nel quadro dei Piani Individuali di Risparmio, volte a sostenere la crescita a lungo termine delle imprese (ad esempio, Eurizon Progetto Italia), con una raccolta netta di circa un miliardo di euro dal lancio;
▫ sviluppo della Divisione Asset Management in Europa (ad esempio, partnership a Londra e nuova filiale a Parigi) e in Asia (ad esempio, costituzione di Yicai, società di Wealth Management, in Cina);
▫ integrazione delle attività di Asset Management del Gruppo in Europa Orientale con Eurizon Capital;
▫ rafforzamento dell'offerta dei prodotti di wealth management "Eurizon GP Unica" e "Eurizon GP Unica Facile" con la possibilità per i clienti di sottoscrivere un servizio di tutela della persona;
- Insurance:
▫ portafoglio prodotti in via di ricomposizione a favore di prodotti efficienti in termini di assorbimento di capitale (ad esempio, i prodotti Unit Linked hanno raggiunto il 73% della nuova produzione rispetto al 66% del 2016);
▫ lancio di nuovi prodotti Unit Linked con capitale protetto ("Exclusive Insurance", "LaTuaScelta");
▫ sviluppo dei prodotti vita con il lancio di "Base Sicura Tutelati", ideata per i minori e le persone con disabilità, e "Vicino a Te", per i minori che hanno perso i genitori a causa del terremoto;
▫ consolidamento dei prodotti per la Divisione Private Banking (Fideuram Private Mix e Synthesis) e lancio di un nuovo prodotto multiramo con capitale protetto e di una nuova Unit Linked ("Selezione Private") che dà accesso a 50 fondi di terzi "best in class";
▫ aggiornamento del prodotto "Giusto Mix" con l'introduzione di un meccanismo di riduzione della volatilità;
▫ continua diversificazione dell'offerta nel ramo danni, con prodotti nel comparto salute (nuovo prodotto dedicato alla copertura di interventi chirurgici, prevenzione e malattie con "Dread Disease") e imprese (nuovo prodotto dedicato all'agricoltura);
▫ consolidamento delle attività per lo sviluppo di un'offerta di fondi pensione ad adesione collettiva;
▫ piena integrazione del comparto dei fondi pensione;
▫ completate le attività per l'offerta a distanza dei prodotti salute;
▫ lancio di iniziative pilota per supportare la crescita del segmento danni mediante
gestori specializzati e canale telefonico (filiali on-line);
▫ lancio di un'iniziativa pilota con il broker assicurativo AON per la clientela imprese;
▫ proseguimento delle attività per rafforzare le vendite del prodotto auto attraverso un sistema di raccolta di numeri di targa per lo sviluppo di proposte commerciali dedicate a nuovi clienti e l'offerta a distanza di prodotti assicurativi per i veicoli;
- Banca a 360° per le imprese:
▫ costituita un'unità dedicata al Transaction Banking per il Gruppo e avviate nuove iniziative commerciali;
▫ nuovo modello commerciale e nuova offerta di prodotti per le imprese;
▫ pienamente operativo il Polo della Finanza di Impresa (nuovo Mediocredito Italiano);
▫ rafforzamento della presenza internazionale della Divisione Corporate e Investment Banking (ad esempio, ufficio di Washington pienamente operativo e rafforzamento di Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg);
¥ Core Growth Bank:
- cattura del potenziale reddituale inespresso:
▫ in corso di realizzazione il progetto "evoluzione del servizio di cassa": già circa 1.900 filiali con il servizio di cassa che chiude alle ore 13 mantenendo l'orario esteso unicamente per i servizi di consulenza e circa 230 filiali dedicate esclusivamente alla consulenza;
▫ nuovo portale di e-commerce per cogliere pienamente il potenziale di attività dopo EXPO 2015;
▫ rafforzata l'offerta volta alla crescita del credito alle persone (ad esempio, il nuovo e innovativo "Mutuo Up");
▫ introdotto il nuovo modello di servizio nella Divisione Banca dei Territori, con la costituzione di tre catene del valore commerciali, la creazione di circa 1.200 nuovi ruoli manageriali e l'innovazione del modello di servizio per le imprese;
▫ nuovi modelli di advanced analytics e machine learning per l'identificazione di clienti ad elevato potenziale;
▫ lancio del "Programma Filiere" con importanti iniziative in settori economici di rilievo (Agricoltura);
▫ integrazione del comparto del credito al consumo nelle filiali della Divisione Banca dei Territori;
▫ pienamente operativo il modello Asset Light della Divisione Corporate e Investment Banking, con benefici in termini di cross selling; rafforzata l'attività distributiva;
▫ in corso nella Divisione Corporate e Investment Banking il programma di eccellenza commerciale;
▫ operativa la riorganizzazione della Divisione Corporate e Investment Banking, per rafforzare il modello organizzativo focalizzato sui settori e lo sviluppo internazionale, e lancio della strategia internazionale della Divisione Corporate e Investment Banking, focalizzata sull'ulteriore crescita per selezionati prodotti, clienti e Paesi;
▫ apertura delle filiali di Doha e Abu Dhabi;
▫ avviati la nuova segmentazione e il nuovo modello di servizio per i clienti affluent
della Divisione Banche Estere;
▫ sistema di CRM in estensione alla Slovacchia e modello di consulenza per i prodotti di investimento in corso di implementazione in Slovacchia, Croazia, Ungheria e Slovenia;
▫ in corso l'integrazione della banca controllata in Bosnia nella controllata in Croazia e conclusione del processo autorizzativo per l'integrazione della banca controllata in Slovenia nella controllata in Croazia;
▫ finalizzata la joint venture nel merchant banking con un investitore specializzato (Neuberger), con deconsolidamento delle attività;
- governo continuo dei costi:
▫ semplificazione del presidio territoriale: 67 filiali chiuse nel primo semestre 2017 e 794 dal 2014;
▫ semplificazione delle entità giuridiche: già realizzate la riduzione - nell'attività di leasing, factoring, credito specialistico e consulenza - da 7 fabbriche di prodotto a una sola (nuovo Mediocredito Italiano) e 9 fusioni di banche regionali nella Capogruppo;
- gestione dinamica del credito e dei rischi:
▫ filiera dedicata alla gestione proattiva del credito pienamente operativa in tutte le Divisioni;
▫ operativa la gestione integrata dei crediti incagliati;
▫ riorganizzazione dell'Area di Governo Chief Lending Officer, strutturata per
business units;
▫ separazione tra Risk Management e Compliance, con due responsabili (Chief Risk Officer e Chief Compliance Officer) che riportano direttamente al CEO;
¥ Capital Light Bank:
- piena operatività, con circa 780 persone dedicate e circa 24 miliardi di euro di riduzione degli attivi non strategici già conseguiti;
- nuovo sistema di performance management pienamente operativo su ciascuna asset class;
- Re.O.Co. (Real Estate Owned Company) pienamente operativa, con un impatto positivo per il Gruppo stimato in circa 58 milioni di euro dal 2014;
- pienamente operativa la partnership con KKR-Pillarstone;
¥ persone e investimenti come fattori abilitanti:
- circa 4.500 persone già riconvertite su iniziative prioritarie;
- attuato il Piano di Investimento destinato alle persone del Gruppo, con il più alto numero di partecipanti nella storia del Gruppo;
- programma "Big Financial Data" pienamente in linea con gli obiettivi (coinvolte circa 500 persone);
- pienamente operativo il Chief Innovation Officer e costituito il "Centro per l'Innovazione", per la formazione e lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e della "filiale ideale", presso il nuovo Grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino;
- lanciato un programma di digitalizzazione su larga scala per accrescere l'efficienza e il livello di servizio nei processi operativi prioritari; pienamente operativa la Digital Factory, con il lancio della digitalizzazione di 15 processi chiave, di cui 13 già completati;
- lanciato un programma di Advanced Analytics riguardante iniziative commerciali e operative in varie unità organizzative;
- avviato l'investimento per il rinnovamento del layout di 1.000 filiali (circa 90 filiali ad oggi);
- sottoscritti oltre 200 accordi con le organizzazioni sindacali;
- circa 7.700 persone che si avvalgono già dello "smart working" e lancio del piano di "smart learning" che permette a circa 29.000 persone di accedere a corsi di formazione da casa;
- pienamente operativo e ulteriormente migliorato il "Programma di Welfare Integrato";
- lancio del progetto pilota "Lavoro Misto", con due contratti paralleli in vigore per la stessa persona (un contratto part-time come dipendente bancario e l'altro come consulente finanziario): prime attivazioni alla fine di luglio.
I risultati di conto economico del secondo trimestre 2017

Il conto economico consolidato del secondo trimestre 2017 (8) registra proventi operativi netti pari a 4.348 milioni di euro, in aumento del 3,3% rispetto ai 4.209 milioni del primo trimestre 2017 e in diminuzione del 2,6% rispetto ai 4.464 milioni del secondo trimestre 2016, ma in aumento dell'1,5% rispetto al secondo trimestre 2016 se si escludessero l'effetto della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia.

In quest'ambito, nel secondo trimestre 2017 gli interessi netti ammontano a 1.815 milioni di euro, in aumento dello 0,6% rispetto ai 1.805 milioni del primo trimestre 2017 e in flessione dello 0,9% rispetto ai 1.832 milioni del secondo trimestre 2016, ma in crescita del 2,3% rispetto al secondo trimestre 2016 se si escludesse l'effetto della svalutazione della valuta egiziana.

Le commissioni nette sono pari a 1.896 milioni di euro, in aumento del 2,2% rispetto ai 1.855 milioni del primo trimestre 2017. In dettaglio, si registra una crescita del 3,3% delle commissioni da attività bancaria commerciale e dell' 1,8% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (risparmio gestito, prodotti assicurativi, collocamento titoli,...), nel cui ambito la componente relativa a intermediazione e collocamento di titoli sale del 3,4%, quella relativa al risparmio gestito aumenta del 3,9% (con commissioni di performance pari a 7 milioni nel secondo trimestre 2017 e a 3 milioni nel primo trimestre 2017) e quella relativa ai prodotti assicurativi diminuisce dell' 1,9%. Le commissioni nette del secondo trimestre 2017 aumentano del 2% rispetto ai 1.858 milioni del secondo trimestre 2016. In dettaglio, si registra una diminuzione dello 0,9% delle commissioni da attività bancaria commerciale e un aumento del 7,7% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l'apporto da intermediazione e collocamento di titoli cresce del 19%, quello da risparmio gestito del 9,4% (con un milione di euro di commissioni di performance registrate nel secondo trimestre 2016) e quello da prodotti assicurativi dell' 1,1%.

 


(4) In occasione della redazione del resoconto intermedio al 30 settembre 2008, sono intervenute - a seguito della crisi finanziaria internazionale - alcune modifiche nei principi contabili internazionali IAS, omologate dalla Commissione Europea, che in estrema sintesi hanno consentito di riclassificare - in determinate circostanze che si configurino come eventi inusuali - strumenti finanziari non quotati, o non più quotati, in un mercato attivo e non più detenuti per finalità di negoziazione o disponibili per la vendita: in particolare dalla categoria degli strumenti di trading a quella delle attività disponibili per la vendita o delle attività detenute fino alla scadenza o dei finanziamenti e crediti e dalla categoria delle attività disponibili per la vendita a quella dei finanziamenti e crediti. Il Gruppo ha effettuato in anni passati - in larga misura sulla base dei prezzi al 1° luglio 2008 - una riclassificazione di attività finanziarie detenute ai fini di negoziazione per 240 milioni a finanziamenti e crediti; il Gruppo ha anche effettuato una riclassificazione di attività finanziarie disponibili per la vendita per 4.795 milioni a finanziamenti e crediti. Senza queste riclassificazioni si sarebbe registrato un impatto positivo sul risultato dell'attività di negoziazione del secondo trimestre 2017 pari a 6 milioni (un impatto positivo di 6 milioni nel primo semestre 2017, negativo di 9 milioni nel 2016, positivo di 2 milioni nel 2015, di 60 milioni nell'esercizio 2014, di 94 milioni nell'esercizio 2013 e di 135 milioni nell'esercizio 2012, negativo di 11 milioni nel 2011, positivo di 92 milioni nel 2010 e di 73 milioni nel 2009, negativo di 460 milioni nel 2008) e si sarebbe registrato un impatto negativo ante imposte direttamente sul patrimonio netto al 30 giugno 2017 pari a 800 milioni (con un impatto positivo di 160 milioni nel secondo trimestre 2017 e di 94 milioni nel primo semestre 2017).
Il risultato dell'attività assicurativa ammonta a 240 milioni di euro, rispetto ai 283 milioni del primo trimestre 2017 e ai 239 milioni del secondo trimestre 2016.

Il risultato dell'attività di negoziazione è pari a 365 milioni di euro rispetto a 226 milioni del primo trimestre 2017, con la componente relativa alla clientela che cresce a 139 milioni da 129 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che si attesta a 20 milioni rispetto a 17 milioni, quella dell'attività di trading e tesoreria che sale a 194 milioni (comprendenti 10 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia) da 72 milioni e quella dei prodotti strutturati di credito che aumenta a 12 milioni da 8 milioni. Il risultato dell'attività di negoziazione di 365 milioni del secondo trimestre 2017 si confronta con i 467 milioni del secondo trimestre 2016, trimestre in cui l'apporto della componente relativa alla clientela era stato di 136 milioni, quello della componente di capital markets e attività finanziarie AFS di 85 milioni, quello dell'attività di trading e tesoreria di 240 milioni (comprendenti 121 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia) e quello dei prodotti strutturati di credito di 6 milioni.

I costi operativi ammontano a 2.159 milioni di euro, in aumento del 5,1% rispetto ai 2.055 milioni del primo trimestre 2017, a seguito di una crescita del 4% per le spese del personale, dell' 8,6% per le spese amministrative e dell' 1,1% per gli ammortamenti; i costi operativi del secondo trimestre 2017 sono in linea con i 2.161 milioni del corrispondente trimestre 2016, a seguito di una flessione dello 0,2% per le spese del personale e dell' 1,2% per le spese amministrative e di un aumento del 5% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 2.189 milioni di euro, in aumento dell' 1,6% rispetto ai 2.154 milioni del primo trimestre 2017 e in diminuzione del 5% rispetto ai 2.303 milioni del secondo trimestre 2016, ma in aumento dell' 1,8% rispetto al secondo trimestre 2016 se si escludessero l'effetto della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia. Il cost/income ratio nel secondo trimestre 2017 è pari al 49,7%, rispetto al 48,8% del primo trimestre 2017 e al 48,4% del secondo trimestre 2016.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 737 milioni, rispetto ai 695 milioni del primo trimestre 2017 e ai 923 milioni del secondo trimestre 2016.

L'ammontare di accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 57 milioni, rispetto ai 3 milioni del primo trimestre 2017 e ai 194 milioni del secondo trimestre 2016.

Gli altri proventi netti sono pari a 3.617 milioni di euro e includono 3,5 miliardi di euro di contributo pubblico cash, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, e
109 milioni di effetto positivo derivante dalla cessione di una quota di NTV e dalla valorizzazione al fair value conseguente alla riclassificazione della restante partecipazione detenuta, non più rientrante tra le imprese sottoposte ad influenza notevole. Gli altri proventi netti erano pari a 196 milioni sia nel primo trimestre 2017 (che includevano circa 190 milioni di effetto positivo derivante dalla valorizzazione al fair value dell'investimento in
Bank of Qingdao conseguente alla riclassificazione della partecipazione detenuta, non più rientrante tra le imprese sottoposte ad influenza notevole) sia nel secondo trimestre 2016 (che comprendevano 170 milioni di proventi derivanti dalla cessione della partecipazione in VISA Europe).

L'utile dei gruppi di attività in via di dismissione è nullo, analogamente al primo trimestre 2017, rispetto ai 28 milioni nel secondo trimestre 2016.

Il risultato corrente lordo è pari a 5.012 milioni di euro, a 1.512 milioni se si esclude il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, rispetto ai 1.652 milioni del primo trimestre 2017 e ai 1.410 milioni del secondo trimestre 2016.

Il risultato netto consolidato è pari a 4.337 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
- imposte sul reddito per 444 milioni di euro;
- oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) per 41 milioni, che includono, da un lato, 1.285 milioni di euro di contributo pubblico cash, esente da imposte, a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e, dall'altro, 1.285 milioni, al netto dell'effetto fiscale, di corrispondente accantonamento a fondo rischi e oneri;
- oneri derivanti dall'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 5 milioni;
- tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) pari a 178 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte pari a 13 milioni di ulteriori oneri relativi al contributo ordinario al fondo di risoluzione per l'intero 2017 in aggiunta a quelli stimati nel primo trimestre 2017, a 8 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all'estero, a 188 milioni per le rettifiche di valore riguardanti Atlante e a 48 milioni per quelle conseguenti alla liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca; questa voce ammontava a 282 milioni di euro nel primo trimestre 2017 (derivanti da oneri ante imposte pari a 150 milioni per il contributo ordinario al fondo di risoluzione stimato per l'intero 2017, a 4 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all'estero e a 261 milioni per le rettifiche di valore riguardanti Atlante) e a 11 milioni nel secondo trimestre 2016 (derivanti da oneri ante imposte pari a 12 milioni per i contributi al fondo di risoluzione e a 5 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all'estero);
- un utile di pertinenza di terzi pari a 7 milioni.
Escludendo il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi, il risultato del secondo trimestre 2017 è pari a 837 milioni di euro, rispetto a 901 milioni sia del primo trimestre 2017 sia del secondo trimestre 2016. Escludendo anche l'ammontare di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario, il risultato è pari a 1.015 milioni di euro nel secondo trimestre 2017, rispetto a 1.183 milioni nel primo trimestre 2017 e a 912 milioni nel secondo trimestre 2016.
I risultati di conto economico del primo semestre 2017

Il conto economico consolidato del primo semestre 2017 registra proventi operativi netti pari a 8.557 milioni di euro, in flessione dell' 1% rispetto ai 8.641 milioni del primo semestre 2016, ma in aumento del 2% se si escludessero gli effetti della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia.

In quest'ambito, nel primo semestre 2017 gli interessi netti ammontano a 3.620 milioni di euro, in diminuzione dell' 1,8% rispetto ai 3.687 milioni del primo semestre 2016, ma in crescita dell' 1,5% se si escludesse l'effetto della svalutazione della valuta egiziana.

Le commissioni nette sono pari a 3.751 milioni di euro, in aumento del 5,8% rispetto ai
3.545 milioni del primo semestre 2016. In dettaglio, si registra una diminuzione dell' 1% delle commissioni da attività bancaria commerciale e un aumento del 12,7% delle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza, nel cui ambito l'apporto da intermediazione e collocamento di titoli cresce del 46,7%, quello da risparmio gestito del 9,4% (con 10 milioni di euro di commissioni di performance, rispetto a 3 milioni registrati nel primo semestre 2016) e quello da prodotti assicurativi del 7,3%.

Il risultato dell'attività assicurativa ammonta a 523 milioni di euro, rispetto ai 571 milioni del primo semestre 2016.

Il risultato dell'attività di negoziazione è pari a 591 milioni di euro rispetto a 695 milioni del primo semestre 2016, con la componente relativa alla clientela che cresce a 268 milioni da 243 milioni, quella di capital markets e attività finanziarie AFS che scende a 37 milioni da 159 milioni, quella dell'attività di trading e tesoreria che diminuisce a 266 milioni (comprendenti 10 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia) da 288 milioni (comprendenti 121 milioni di dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia) e quella dei prodotti strutturati di credito che aumenta a 20 milioni da 5 milioni.

I costi operativi ammontano a 4.214 milioni di euro e sono in linea con i 4.215 milioni del primo semestre 2016, a seguito di una riduzione dell' 1,8% per le spese amministrative e di un aumento dello 0,2% per le spese del personale e del 4,8% per gli ammortamenti.

Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 4.343 milioni di euro, in diminuzione dell' 1,9% rispetto ai 4.426 milioni del primo semestre 2016, ma in aumento del 2,7% se si escludessero gli effetti della svalutazione della valuta egiziana e i dividendi provenienti dalla quota detenuta in Banca d'Italia. Il cost/income ratio nel primo semestre 2017 è pari al 49,2%, rispetto al 48,8% del primo semestre 2016.

Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 1.432 milioni, rispetto ai 1.617 milioni del primo semestre 2016.

L'ammontare di accantonamenti netti e rettifiche di valore nette su altre attività è pari a 60 milioni, rispetto ai 240 milioni del primo semestre 2016.
Gli altri proventi netti sono pari a 3.813 milioni di euro e includono 3,5 miliardi di euro di contributo pubblico cash, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, e
299 milioni di effetto positivo derivante dalla cessione di una quota di NTV e dalla valorizzazione al fair value conseguente alla riclassificazione sia della restante partecipazione detenuta in NTV sia dell'investimento in Bank of Qingdao, non più rientranti tra le imprese sottoposte ad influenza notevole. Gli altri proventi netti nel primo semestre 2016 erano pari a 201 milioni e comprendevano 170 milioni di proventi derivanti dalla cessione della partecipazione in VISA Europe.

L'utile dei gruppi di attività in via di dismissione è nullo, rispetto ai 48 milioni nel primo semestre 2016.

Il risultato corrente lordo è pari a 6.664 milioni di euro. Il risultato corrente lordo è pari a
3.164 milioni escludendo il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, in crescita del 12,3% rispetto ai 2.818 milioni del primo semestre 2016.

Il risultato netto consolidato è pari a 5.238 milioni di euro, dopo la contabilizzazione di:
- imposte sul reddito per 889 milioni di euro;
- oneri di integrazione e incentivazione all'esodo (al netto delle imposte) per 53 milioni, che includono, da un lato, 1.285 milioni di euro di contributo pubblico cash, esente da imposte, a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all'acquisto dei rami di attività d Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e, dall'altro, 1.285 milioni, al netto dell'effetto fiscale, di corrispondente accantonamento a fondo rischi e oneri;
- oneri derivanti dall'allocazione dei costi di acquisizione (al netto delle imposte) per 11 milioni;
- tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario (al netto delle imposte) pari a 460 milioni di euro, derivanti da oneri ante imposte pari a 163 milioni per il contributo ordinario al fondo di risoluzione per l'intero 2017, a 12 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all'estero, a 449 milioni per le rettifiche di valore riguardanti Atlante e a 48 milioni per quelle conseguenti alla liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca; questa voce ammontava a 113 milioni nel primo semestre 2016, derivanti da oneri ante imposte pari a 148 milioni per i contributi al fondo di risoluzione e a 12 milioni per i contributi al fondo di garanzia dei depositi di unità operanti all'estero;
- un utile di pertinenza di terzi pari a 13 milioni.
Escludendo il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi, il risultato del primo semestre 2017 è pari a 1.738 milioni di euro, rispetto a 1.707 milioni del primo semestre 2016. Escludendo anche l'ammontare di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario, il risultato è pari a
2.198 milioni di euro nel primo semestre 2017 e a 1.820 milioni nel primo semestre 2016.
Lo stato patrimoniale al 30 giugno 2017
Per quanto riguarda lo stato patrimoniale consolidato, al 30 giugno 2017 i crediti verso la clientela sono pari a 394 miliardi di euro, di cui 24 miliardi derivanti dall'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca; escludendo tali rami di attività, i crediti alla clientela sono in crescita dell' 1,2% rispetto al 31 dicembre 2016 e del 2,5% rispetto al 30 giugno 2016 (in flessione dello 0,3% nel secondo trimestre 2017 rispetto al primo trimestre 2017 e in aumento del 4,1% nel primo semestre 2017 rispetto al primo semestre 2016 se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo). Il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti), cui non contribuiscono i rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca acquistati, ammonta - al netto delle rettifiche di valore - a 27.802 milioni di euro, in diminuzione del 6,6% rispetto ai 29.767 milioni del 31 dicembre 2016. In quest'ambito, i crediti in sofferenza si riducono a 13.920 milioni di euro dai 14.895 milioni del 31 dicembre 2016, con un'incidenza sui crediti complessivi pari al 3,5%, al 3,8% se si escludono dai crediti complessivi i rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca acquistati (4,1% al 31 dicembre 2016), e un grado di copertura al 60,7% (60,6% a fine 2016). Le inadempienze probabili diminuiscono a 13.546 milioni di euro dai 14.435 milioni del dicembre 2016 e i crediti scaduti/sconfinanti scendono a 336 milioni di euro rispetto ai 437 milioni di fine 2016.
Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 920 miliardi di euro (dopo le elisioni per le componenti che costituiscono sia raccolta diretta sia raccolta indiretta), di cui 50 miliardi derivanti dall'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca; escludendo tali rami di attività, le attività finanziarie della clientela sono in aumento dello 0,7% rispetto al 31 dicembre 2016 e del 3,5% rispetto al 30 giugno 2016. Nell'ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 412 miliardi, di cui 30 miliardi derivanti dall'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca; escludendo tali rami di attività, la raccolta diretta bancaria è in diminuzione del 3% rispetto al 31 dicembre 2016 e dell' 1,2% rispetto al 30 giugno 2016. Il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 148 miliardi (cui non contribuiscono i rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca acquistati), in crescita del 2,5% rispetto al 31 dicembre 2016 e del 5,9% rispetto al 30 giugno 2016. La raccolta indiretta ammonta a 506 miliardi, di cui 20 miliardi derivanti dall'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca; escludendo tali rami di attività, la raccolta indiretta è in aumento del 3,7% rispetto al 31 dicembre 2016 e del 7,5% rispetto al
30 giugno 2016. L'ammontare di risparmio gestito raggiunge i 326 miliardi (cui non contribuiscono i rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca acquistati), in crescita del 3,8% rispetto al 31 dicembre 2016 e dell' 8,2% rispetto al 30 giugno 2016; la nuova produzione vita nel primo semestre 2017 (cui non contribuiscono i rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca acquistati) ammonta a 11,1 miliardi di euro (- 10,7% rispetto al primo semestre 2016). La raccolta amministrata è pari a 180 miliardi, di cui 20 miliardi derivanti dall'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca; escludendo tali rami di attività, la raccolta amministrata è in aumento del 3,6% rispetto al 31 dicembre 2016 e del 6,1% rispetto al 30 giugno 2016.
I coefficienti patrimoniali al 30 giugno 2017 - calcolati applicando i criteri transitori in vigore per il 2017, tenendo conto di circa 1.640 milioni di euro di dividendi maturati nel primo semestre - risultano pari a:
- 12,5% per il Common Equity ratio (9) (12,7% a fine 2016),
- 14,3% per il Tier 1 ratio (9) (13,9% a fine 2016),
- 17,1% per il coefficiente patrimoniale totale (9) (17% a fine 2016).

La stima del common equity ratio pro-forma del Gruppo a regime è pari al 13% (12,9% al 31 dicembre 2016), applicando ai dati di bilancio del 30 giugno 2017 i parametri indicati a regime e considerando l'assorbimento totale delle imposte differite attive (DTA) relative all'affrancamento del goodwill e alle rettifiche su crediti nonché al contributo pubblico cash di 1.285 milioni di euro - esenti da imposte - a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l'atteso assorbimento delle DTA relative alle perdite pregresse, il consolidamento linea per linea delle società controllate da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca incluse nei rami di attività acquisiti, la prevista distribuzione dell'utile assicurativo del primo semestre 2017 e il Danish compromise (per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale, con un beneficio di 8 centesimi di punto).

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Le scelte strategiche perseguite hanno permesso a Intesa Sanpaolo di confermarsi come uno dei gruppi bancari più solidi a livello internazionale, i cui punti di forza - oltre a quanto precedentemente detto in merito alla qualità dei crediti e al livello dei coefficienti patrimoniali - sono costituiti da una robusta liquidità e da un leverage contenuto.

Con riferimento alla liquidità, Intesa Sanpaolo si caratterizza per:
- un'elevata liquidità prontamente disponibile (inclusi gli attivi stanziabili presso le Banche Centrali ricevuti a collaterale ed esclusi quelli dati a collaterale), pari a 81 miliardi di euro a fine giugno 2017 (di cui un miliardo derivante dall'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca),
- un elevato ammontare di attività liquide (comprendenti la liquidità prontamente disponibile - esclusi gli attivi stanziabili ricevuti a collaterale - e gli attivi stanziabili dati a collaterale), pari a 159 miliardi di euro a fine giugno 2017 (di cui 9 miliardi derivanti dall'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca),

 


(5) Dopo la deduzione dei dividendi maturati, posti pari all'utile netto del semestre diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1 e del contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, esente da imposte, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisto di attività e passività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

- operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari mediamente nel secondo trimestre del 2017 a 56,7 miliardi di euro (44,8 miliardi mediamente nel primo trimestre 2017 e 33,3 miliardi mediamente nel 2016), costituite interamente dall'operazione TLTRO con scadenza quadriennale; a fine marzo 2017 il Gruppo ha partecipato alla quarta e ultima operazione TLTRO II per un ammontare pari a 12 miliardi di euro, raggiungendo così una partecipazione complessiva alle operazioni TLTRO II pari all'importo massimo richiedibile di circa 57 miliardi, dopo avere partecipato a fine giugno 2016 alla prima operazione TLTRO II per circa 36 miliardi, a fronte del rimborso integrale del finanziamento TLTRO I in essere per 27,6 miliardi di euro, a fine settembre 2016 alla seconda operazione TLTRO II per circa 5 miliardi e a metà dicembre 2016 alla terza operazione TLTRO II per circa 3,5 miliardi. Al 30 giugno 2017 erano complessivamente in essere operazioni di finanziamento con BCE per 63,8 miliardi di euro, a seguito dell'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, comprendenti operazioni TLTRO II pari a circa 7,1 miliardi;
- fonti di raccolta stabili e ben diversificate, con raccolta diretta - bancaria - da clientela (inclusi i titoli emessi) costituita per il 73% dalla componente retail,
- raccolta a medio lungo termine per circa 12 miliardi nei primi sette mesi del 2017, di cui circa 11 miliardi relativi alla componente wholesale,
- nell'ambito della componente wholesale della raccolta a medio lungo termine nei primi sette mesi 2017, operazioni benchmark di Additional Tier 1 per 2 miliardi di euro, obbligazioni bancarie garantite per un miliardo di euro, senior per 2,5 miliardi di euro e 2,5 miliardi di dollari e green bond per 500 milioni di euro (per circa l' 83% collocate presso investitori esteri).

Il leverage ratio al 30 giugno 2017 è pari a 6,4% applicando i criteri transitori in vigore per il 2017 e a 6,1% applicando i criteri a regime, valori tra i migliori nel confronto con i principali gruppi bancari europei.
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Al 30 giugno 2017, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 5.803 sportelli bancari (di cui 771 derivanti dall'acquisto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) - 4.648 in Italia (di cui 750 derivanti dall'acquisto dei predetti rami di attività) e 1.155 all'estero (di cui 21 derivanti dall'acquisto dei predetti rami di attività) - e 88.837 persone (che non includono l'apporto dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca acquistati, perché tali rami non vengono consolidati nel conto economico del semestre).

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I risultati per area di Business

La Divisione Banca dei Territori include:
- clientela Retail (clienti privati con attività finanziarie fino a 100.000 euro e attività/aziende con bassa complessità di esigenze);
- clientela Personal (clienti privati con attività finanziarie da 100.000 euro a un milione di euro);
- clientela Imprese, costituta da aziende con fatturato di gruppo non superiore a 350 milioni.
Nella Divisione sono inoltre incluse le controllate Banca 5, banca di prossimità - collegata al canale delle tabaccherie - con focalizzazione sull' instant banking per fasce di clientela poco bancarizzate, Banca Prossima, che opera - attraverso le filiali del Gruppo con presidi locali e specialisti dedicati - al servizio degli enti nonprofit, e Mediocredito Italiano, che è il Polo della Finanza di Impresa.

La Divisione Banca dei Territori nel secondo trimestre 2017 registra:
- proventi operativi netti per 2.196 milioni, +0,8% rispetto a 2.179 milioni del primo trimestre 2017;
- costi operativi per 1.230 milioni, +3,8% rispetto a 1.185 milioni del primo trimestre 2017;
- un risultato della gestione operativa di 966 milioni, -2,8% rispetto a 994 milioni del primo trimestre 2017;
- un cost/income ratio al 56% rispetto al 54,4% del primo trimestre 2017;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 367 milioni, rispetto a 413 milioni del primo trimestre 2017;
- un risultato lordo pari a 599 milioni, +3% rispetto a 581 milioni del primo trimestre 2017;
- un risultato netto pari a 342 milioni, -2,3% rispetto a 351 milioni del primo trimestre 2017.

La Divisione Banca dei Territori nel primo semestre 2017 registra:
- proventi operativi netti per 4.375 milioni, +1,6% rispetto a 4.307 milioni del primo semestre 2016, pari a circa il 51% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (50% nel primo semestre 2016);
- costi operativi per 2.415 milioni, -1,4% rispetto a 2.450 milioni del primo semestre 2016;
- un risultato della gestione operativa di 1.960 milioni, +5,5% rispetto a 1.857 milioni del primo semestre 2016;
- un cost/income ratio al 55,2% rispetto al 56,9% del primo semestre 2016;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 780 milioni, rispetto a 960 milioni del primo semestre 2016;
- un risultato corrente lordo pari a 1.180 milioni, +12,6% rispetto a1.048 milioni del primo semestre 2016;
- un risultato netto pari a 693 milioni, +9,7% rispetto a 632 milioni del primo semestre 2016.
La Divisione Corporate e Investment Banking comprende:
- Global Corporate, cui compete la relazione con i clienti che hanno un fatturato superiore a 350 milioni di euro e raggruppati, secondo il modello settoriale, nei seguenti 11 comparti di attività: Automotive & Mechanics; Basic Materials & Healthcare; Food & Beverage and Distribution; Retail & Luxury; Infrastructure & Real Estate Partners; Public Finance; Global EPC & Integrated Logistics; Energy & Utilities; Oil & Gas; Telecom, Media & Technology; Business Solutions;
- International Department, che cura lo sviluppo internazionale della Divisione e cui è affidata la responsabilità delle filiali estere, degli uffici di rappresentanza e delle società estere corporate (Intesa Sanpaolo Bank Luxembourg, Intesa Sanpaolo Bank Ireland e Intesa Sanpaolo Brasil);
- Financial Institutions, cui compete la relazione con le istituzioni finanziarie;
- Global Transaction Banking, cui compete la gestione dei servizi transazionali;
- Banca IMI, deputata all'attività di investment banking (M&A e advisory), finanza strutturata, capital markets e primary market (equity e debt capital market).
Nel perimetro della Divisione rientra inoltre l'attività di gestione del portafoglio proprietario del Gruppo.
La Divisione Corporate e Investment Banking nel secondo trimestre 2017 registra:
- proventi operativi netti per 845 milioni, +5,1% rispetto a 804 milioni del primo trimestre 2017;
- costi operativi per 241 milioni, +6,5% rispetto a 226 milioni del primo trimestre 2017;
- un risultato della gestione operativa di 604 milioni, +4,5% rispetto a 578 milioni del primo trimestre 2017;
- un cost/income ratio al 28,5% rispetto al 28,1% del primo trimestre 2017;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 99 milioni, rispetto a 88 milioni del primo trimestre 2017;
- un risultato corrente lordo pari a 614 milioni, +25,3% rispetto a 490 milioni del primo trimestre 2017;
- un risultato netto pari a 446 milioni, +27,3% rispetto a 351 milioni del primo trimestre 2017.
La Divisione Corporate e Investment Banking nel primo semestre 2017 registra:
- proventi operativi netti per 1.649 milioni, -1,7% rispetto a 1.678 milioni del primo semestre 2016, pari a circa il 19% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (19% anche nel primo semestre 2016);
- costi operativi per 467 milioni, +1,5% rispetto a 460 milioni del primo semestre 2016;
- un risultato della gestione operativa di 1.182 milioni, -3% rispetto a 1.218 milioni del primo semestre 2016;
- un cost/income ratio al 28,3% rispetto al 27,4% del primo semestre 2016;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 187 milioni, rispetto a 125 milioni del primo semestre 2016;
- un risultato corrente lordo pari a 1.104 milioni, -0,6% rispetto a 1.111 milioni del primo semestre 2016;
- un risultato netto pari a 797 milioni, +5,1% rispetto a 758 milioni del primo semestre 2016.
La Divisione Banche Estere (11) presidia l'attività del Gruppo sui mercati esteri nei quali è presente tramite banche controllate e partecipate che svolgono attività di commercial banking, fornisce indirizzo, coordinamento e supporto alle controllate, è responsabile della definizione delle linee strategiche di sviluppo del Gruppo relativamente alla presenza diretta sui mercati esteri, con esplorazione sistematica e analisi di nuove opportunità di crescita sui mercati già presidiati e su nuovi mercati, del coordinamento dell'operatività delle banche estere e della gestione delle relazioni delle banche estere con le strutture centralizzate della Capogruppo e con le filiali o altri uffici esteri della Divisione Corporate e Investment Banking. La Divisione presidia le seguenti aree geografiche: i) Europa Sud Orientale, con Privredna Banka Zagreb in Croazia, Banca Intesa Beograd in Serbia, Intesa Sanpaolo Banka Bosna i Hercegovina in Bosnia-Erzegovina, Intesa Sanpaolo Bank Albania e Intesa Sanpaolo Bank Romania; ii) Europa Centro Orientale, con Intesa Sanpaolo Bank in Slovenia, VUB Banka in Slovacchia e CIB Bank in Ungheria; iii) CIS e South Mediterranean, con Banca Intesa nella Federazione Russa e Bank of Alexandria in Egitto.
La Divisione Banche Estere nel secondo trimestre 2017 registra:
- proventi operativi netti per 486 milioni, +2,9% rispetto a 472 milioni del primo trimestre 2017;
- costi operativi per 229 milioni, +2,2% rispetto a 224 milioni del primo trimestre 2017;
- un risultato della gestione operativa di 257 milioni, +3,5% rispetto a 248 milioni del primo trimestre 2017;
- un cost/income ratio al 47,1% rispetto al 47,5% del primo trimestre 2017;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 66 milioni, rispetto a 33 milioni del primo trimestre 2017;
- un risultato corrente lordo pari a 192 milioni, -53% rispetto a 409 milioni del primo trimestre 2017 (-12% escludendo l'effetto della riclassificazione di Bank of Qingdao);
- un risultato netto pari a 150 milioni, -57,2% rispetto a 351 milioni del primo trimestre 2017 (-9% escludendo l'effetto della riclassificazione di Bank of Qingdao).
La Divisione Banche Estere nel primo semestre 2017 registra:
- proventi operativi netti per 958 milioni, -5% rispetto a 1.008 milioni del primo semestre 2016 (+9% escludendo l'effetto della svalutazione della valuta egiziana), pari a circa l'11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (12% nel primo semestre 2016);
- costi operativi per 453 milioni, -5,2% rispetto a 478 milioni del primo semestre 2016;
- un risultato della gestione operativa di 505 milioni, -4,7% rispetto a 530 milioni del primo semestre 2016 (+12% escludendo l'effetto della svalutazione della valuta egiziana);
- un cost/income ratio al 47,3% rispetto al 47,4% del primo semestre 2016;
- un ammontare complessivo di accantonamenti e rettifiche di valore nette pari a 98 milioni, rispetto a 88 milioni del primo semestre 2016;
- un risultato corrente lordo pari a 602 milioni, +18,3% rispetto a 509 milioni del primo semestre 2016 (-2% escludendo l'effetto della svalutazione della valuta egiziana e della riclassificazione di Bank of Qingdao);
- un risultato netto pari a 501 milioni, +28,8% rispetto a 389 milioni del primo semestre 2016 (-3% escludendo l'effetto della svalutazione della valuta egiziana e della riclassificazione di Bank of Qingdao).

(11) La Divisione non include Pravex-Bank in Ucraina e la bad bank di CIB Bank in Ungheria, che rispondono alla
business unit Capital Light Bank.
La Divisione Private Banking serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Fideuram Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, Sirefid, Fideuram Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) e Fideuram Asset Management Ireland.

La Divisione Private Banking nel secondo trimestre 2017 registra:
- proventi operativi netti per 468 milioni, +1% rispetto a 463 milioni del primo trimestre 2017;
- costi operativi per 140 milioni, +9% rispetto a 128 milioni del

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