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Intesa Sanpaolo non si limita ai 4.000 esuberi post BPVi e Veneto Banca ma ne aggiunge 9.000 volontari. Poi 1.500 assunzioni

Di Rassegna Stampa Lunedi 25 Dicembre 2017 alle 11:04 | 0 commenti

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Intesa Sanpaolo, si legge su FirenzePost, ha raggiunto un accordo con i sindacati per l'uscita volontaria di 9 mila persone. L'accordo fa seguito a quanto già concordato in relazione all'acquisizione dei rami di attività delle ex banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca). L'intesa prevede che il gruppo accolga tutte le domande di uscite volontarie pervenute, presentate da circa 7.500 persone nell'ambito del Fondo di Solidarietà, con le ultime uscite previste entro il 30 giugno 2020.

L'istituto procederà inoltre a 1.000 nuove assunzioni a tempo indeterminato, prestando attenzione alla Rete, alle Aree svantaggiate del Paese e ai nuovi mestieri, comprese assunzioni di categorie protette (collocamento obbligatorio) e tenendo conto delle persone con contratto a tempo determinato a oggi in servizio.

Si procederà poi con 500 nuovi inserimenti con contratto misto, ovvero contratto combinato tra rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato part time e rapporto di lavoro autonomo in capo alla stessa persona, per svolgere attività di consulente finanziario previa iscrizione all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari.

Pertanto, le uscite volontarie complessive saranno pari a circa 9.000 persone, di cui: 1.500 provenienti dal Gruppo Intesa Sanpaolo che hanno già maturato i requisiti pensionistici, entro il 31 dicembre 2018; 1.000 provenienti dalle ex Banche Venete e 3.000 dal Gruppo Intesa Sanpaolo nell'ambito del Fondo di Solidarietà, entro il 30 giugno 2019; 3.500 provenienti dal Gruppo Intesa Sanpaolo nell'ambito del Fondo di Solidarietà, entro il 30 giugno 2020.

Il differimento delle uscite fino al 30 giugno 2020 e la riduzione della permanenza media nel Fondo di Solidarietà consentono di ottimizzare gli oneri per le uscite volontarie previsti a carico del Gruppo Intesa Sanpaolo da contabilizzare nel quarto trimestre 2017, che ammontano a circa 45 milioni di euro al netto delle imposte. Le assunzioni si vanno ad aggiungere alle 150 già concordate con i sindacati il 1° febbraio 2017 e alle circa 100 assunzioni a tempo indeterminato rivolte ai tempi determinati in servizio presso i rami di attività delle ex banche venete al 25 giugno 2017. Con l'accordo, la Banca prevede risparmi nelle spese del personale a regime (dal 2021) complessivamente pari a circa 675 milioni di euro annui.

«Abbiamo raggiunto un accordo di importanza rilevante in maniera pienamente condivisa con tutte le Organizzazioni Sindacali», commenta l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. «Intesa Sanpaolo ? ha aggiunto Messina ? mette sempre al centro le persone e la tutela dell'occupazione: il fatto che tutte le uscite previste, comprese quelle del personale proveniente dalle ex banche venete, siano volontarie rappresenta uno degli aspetti significativi che qualifica questo accordo. L'altro è rappresentato del programma rivolto ai giovani e finalizzato a 1.500 assunzioni, con l'obiettivo di dare grande attenzione ai nuovi mestieri e alle aree più svantaggiate del Paese. Quello raggiunto oggi è un passo molto importante in vista del Piano Industriale che verrà presentato agli inizi del nuovo anno», ha concluso Messina.


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