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Inflazione, carburanti e consumi: tutti i dati pre ferragosto di Radiocor

Di Redazione Economica VicenzaPiù Venerdi 11 Agosto alle 21:29 | 0 commenti

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"Il lieve incremento su base mensile dell'indice generale - spiega l'Istat - e' ascrivibile al prevalere degli aumenti, derivanti anche da fattori stagionali, dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%), rispetto alle diminuzioni registrate dai prezzi dei Beni alimentari (-0,7%) e dei Beni energetici (-1,0%). Su base annua rallenta la crescita dei prezzi sia dei beni (+0,8% da +0,9% di giugno) sia dei servizi (+1,3% da +1,5%). Di conseguenza, a luglio il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si conferma positivo e pari a +0,5 punti percentuali".

L'Istituto annota inoltre che "i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona calano dello 0,6% su base mensile e aumentano dello 0,8% su base annua (era +0,7% a giugno). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto scendono dello 0,4% in termini congiunturali e aumentano dello 0,9% in termini tendenziali (come nel mese precedente)".

Quanto all'indice armonizzato dei prezzi al consumo Ipca, l'Istat rileva una diminuzione "dell'1,9% su base mensile, per l'avvio dei saldi estivi di Abbigliamento e calzature di cui il Nic non tiene conto", e una crescita "dell'1,2% su base annua (come nel mese precedente), confermando la stima preliminare".
Si rivedono i rialzi sulla rete carburanti italiana. Con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo ancora in leggera salita, infatti, dopo una settimana di calma piatta si registrano oggi i ritocchi all'insu' dei prezzi raccomandati da parte di Eni (+1 cent su benzina e diesel) e TotalErg (+1 cent solo sul gasolio).
Nel 2017 la spesa complessiva pro capite sara' di circa 17.300 euro. Lo stima un'analisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio sui consumi delle famiglie tra il 1995 e il 2017. La spesa per alimentari, abitazione e abbigliamento sara' di circa 7.800 euro, pari al 41,5% dei consumi complessivi. Tra il 1995 e il 2017 diminuisce di 4,5 punti percentuali la quota di spesa complessiva per alimentari, tabacchi e calzature che e' assorbita quasi interamente dalla crescita delle spese per abitazione (+5,5 punti percentuali). In aumento la quota di spesa sia per alberghi e ristoranti (+2,4 punti percentuali), per via della crescita turistica e dei pasti fuori casa, che per i servizi sanitari e le comunicazioni (+0,2 punti percentuali). La spesa reale per la telefonia (apparecchi e servizi) e' cresciuta in termini pro capite del 240%, passando dal 1995 ad oggi da 109 euro a 371 euro.

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