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Incontro con Peter Brown

Di Redazione VicenzaPiù Lunedi 5 Ottobre 2009 alle 12:49 | non commentabile

Istituto per le ricerche di storia

»I POMERIGGI CON LA STORIA»
INCONTRO CON PETER BROWN

"PER LA CRUNA DELL'AGO"

La formazione della cristianità occidentale

Venerdì 9 ottobre ore 17,00 - Gallerie di Palazzo Leoni Montanari - Contrà Santa Corona 25 - Vicenza

L'attività 2009 dell'Istituto di storia di Vicenza riprende, dopo la pausa estiva, con uno degli appuntamenti più attesi dell'anno: l'incontro con Peter Brown, che avrà luogo venerdì 9 ottobre, con inizio alle ore 17, nelle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, in Contrà Santa Corona 25 a Vicenza.

Brown, già professore a Oxford, Londra e Berkeley, insegna attualmente alla Princeton University. E' uno dei più grandi storici contemporanei, uno dei pochi studiosi al mondo le cui opere, per quanto specialistiche e incentrate su epoche lontane come il Tardoantico e l'Alto Medioevo, sono state pubblicate in più lingue e hanno raggiunto anche un vasto pubblico di non specialisti.

"Per la cruna dell'ago. La formazione della cristianità occidentale" è il tema, certo non di ristretta portata, che verrà sviluppato venerdì prossimo a Vicenza dallo storico americano abituato, peraltro, a confrontarsi con i fondamenti delle civiltà.

Peter Brown, infatti, si è cimentato con temi immensi: ad esempio quello dell'ascesi cristiana, ossia con la realtà di uomini - gli uomini di Dio - che in Oriente e in Occidente sfidano la natura e la storia. Non ha avuto timori ad affrontare argomenti tabù, come quello della sessualità, l'eterno conflitto tra anime e corpi. Ha scandagliato personaggi come Agostino di Ippona che rappresentano lo sforzo di dare un senso alla vita dell'uomo immerso in un mondo in disfacimento.

A ciascuno di questi temi Peter Brown ha dedicato libri memorabili, che costituiscono altrettante avventure intellettuali sempre aperte a esiti nuovi. Così la sua idea più recente: l'origine della civiltà cristiana dell'Occidente, che sarebbe decollata in rapporto alla nascita dell'Islam. Ragionamento che egli esplora con la rara maestria di chi sa passare attraverso l'evangelica "cruna dell'ago".

Com'è consuetudine de "I pomeriggi con la storia", non si tratterà di una lezione, di una conferenza o di un monologo, ma di un incontro informale, un dibattito aperto alla città che sarà aperto dal saluto del presidente dell'Istituto di storia, sen. Tiziano Treu, al quale farà seguito l'introduzione al tema da parte del segretario generale dell'Istituto, lo storico Giorgio Cracco. Venerdì mattina, alle ore 11.00, Peter Brown sarà accolto in Municipio dal sindaco Achille Variati






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Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

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O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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