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Imparare l’inglese con tirocini esteri gratuiti: disponibili ancora quindici posti per giovani Neet attraverso il Cesar e il programma “Garanzia Giovani”

Di Emma Reda Giovedi 18 Maggio alle 11:32 | 0 commenti

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Sono ancora disponibili quindici posti per la partecipazione al progetto "Youth Means Talent: formazione e tirocini in Italia e all'estero per giovani del territorio vicentino (DGR 677 -T.A.L.E.N.T. for Neet)" promosso dal Cesar, ente di formazione di Confartigianato Vicenza, che permetterà a 24 giovani di trascorrere gratuitamente un periodo all'estero per imparare l'inglese e maturare un'esperienza importante per il proprio futuro, consentendo anche di sostenere l'esame di certificazione linguistica. L'iniziativa, completamente gratuita, è dedicata a giovani laureati e diplomati e si inserisce nel quadro di quelle intraprese dalla Regione Veneto per l'attuazione della seconda fase del programma "Garanzia Giovani", con l'obiettivo di creare azioni finalizzate a rafforzare gli esiti delle politiche promosse dalla direttiva europea "Talent for Neet" con cui favorire la creazione di opportunità di lavoro per giovani non occupati e non impegnati in altri percorsi di studio o formazione.

Il progetto prevede la possibilità di frequentare un percorso formativo di lingua inglese della durata di 80 ore, che si realizzerà nelle scuole di lingua accreditate presso il Ministero dell'Istruzione, e quindi di svolgere un tirocinio di 480 ore in alcune aziende estere. Per partecipare, i candidati dovranno sostenere un colloquio e/o una prova scritta mirata a verificare la motivazione alla partecipazione al percorso e il livello di conoscenza linguistica posseduto.

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"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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