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Il Vicenza in serie B, se lo augurano soprattutto i giovani del vivaio biancorosso

Di Gian Maria Collicelli | Martedi 5 Giugno 2012 alle 23:30 | 0 commenti

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Tratto da VicenzaPiù n. 235 (abbonati alla moderna versione online sfogliabile e dal prossimo numero con articoli leggibili anche in formato testo: VicenzaPiù Edicola è ora disponibile in abbonamento con due modalità. Abbonamento standard: 18 Euro all'anno Iva di legge inclusa. Abbonamento sostenitore: 30 Euro all'anno Iva di legge inclusa).

Un milione di euro, dice Dario Cassingena,  investiti ogni anno grazie al traino della prima squadra: i Giovanissimi nazionali sono già fra i primi 16 in Italia e il prossimo anno altri due giovani verranno promossi

Non ne va solo del futuro della prima squadra. Se il Vicenza calcio retrocede in serie C, le conseguenze arrivano anche al mondo delle giovanili: “E’ fondamentale che la squadra resti in serie B anche l’anno prossimo” dice Dario Cassingena, vicepresidente e responsabile del settore giovanile del team biancorosso. Ogni anno, la società spende circa 1 milione di euro per formare, allenare e far giocare a calcio ragazzi dai 7 ai 20 anni, con obiettivi diversi: “Si guarda alla classifica solo negli ultimi anni, prima cerchiamo di fare un percorso di crescita individuale”.

Dario Cassingena, quanto conta, per lei e per il suo settore, che la prima squadra finisca l’anno in serie B?

“E’ fondamentale, perché la serie B è una categoria che ti permette di fare investimenti minimi nelle giovanili. E questo anche per la qualità dei campionati stessi, che in Serie C, diversamente dalla categoria superiore, per le squadre giovanili diventano interregionali e non più nazionali”.

E’ anche un discorso, immagino, legato agli sponsor.

“Più che i possibili sponsor riguarda il fatto che in serie B si riesce a fare un certo tipo di investimenti in base a delle liquidità che invece, in serie C, verrebbero a mancare”.

A quanto ammontano gli investimenti annuali del Vicenza calcio nel settore delle giovanili?

“La spesa annuale della società per tutto il settore giovanile, dalla formazione delle squadre al vitto e alloggio per chi viene da fuori città, è intorno a 1 milione di euro”.

E’ un dato che è diminuito negli ultimi anni?

“Diciamo che è rimasto stabile”.

I numeri e le attività principali quali sono?

“A Vicenza abbiamo 12 squadre di circa 22 giocatori ciascuna, quindi quasi 300 ragazzi dai 7 ai 20 anni che giocano a vario livello. E questo senza contare tutte le 40 scuole di calcio affiliate alla società in tutta la provincia, dove i numeri ovviamente salgono e senza una stima precisa. Le attività, invece, sono divise in tre rami, con la parte agonistica (giovani dai 20 ai 15 anni, ndr), l’attività di “base” (ragazzi dai 14 agli 11 anni, ndr) e infine la “Scuola calcio” (bambini dai 7 agli 11 anni, ndr).

Quanto incidono, di riflesso, i risultati della prima squadra su tutti questi settori di attività?

“Sono due mondi che devono restare separati dal punto di vista dei risultati, perché mentre con i ragazzi più grandi della parte agonistica è giusto guardare al risultato, per le categorie di allievi dai 16 anni in giù, lo spirito è diverso. Lì è giusto guardare altre cose come la crescita dei singoli, il gruppo, l’insegnare a giocare a pallone e tutta una serie di elementi legati più alla persona e all’età fisica”.

Qual’è  il risultato più importante ottenuto quest’anno dalle categorie giovanili del Vicenza calcio?

“Credo sia il traguardo ottenuto dalla squadra dei Giovanissimi nazionali, classe 1997. I ragazzi hanno vinto il loro girone di campionato davanti a Chievo, Udinese e Brescia, e ora partecipano, assieme alle prime quattro squadre degli altri gironi di tutta Italia, alla fase finale del campionato, dove sono giunti agli ottavi di finale. Ora incontreranno il Milan, in una gara andata-ritorno, ma intanto, mal che vada, siamo già nelle prime sedici in Italia. E questo per due anni consecutivi. Credo questo sia un buonissimo risultato, il migliore di quest’anno per le giovanili”.

Quanti ragazzi delle giovanili arrivano in prima squadra ogni anno?

“Dipende dalle politiche seguite dalla prima squadra. Quest’anno sono entrati il portiere Giulio Cavallari e il difensore Filippo Capitanio, ma il prossimo anno credo ci saranno altri due giocatori che potranno passare in prima squadra”.

Quali sono i vostri gli obiettivi per il prossimo anno?

“Vogliamo continuare a lavorare per fare in modo che chi non riesce ad arrivare con il Vicenza in prima squadra abbia, comunque, uno sbocco in serie D o nei professionisti in prima e seconda Divisione. D’altra parte cercheremo di migliorare sempre la qualità dei giovani che arrivano nel settore giovanili, andando a scovare i nuovi talenti prima delle altre squadre venete”.

Leggi tutti gli articoli su: Vicenza Calcio, Dario Cassingena, VicenzaPiù n. 235
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