Quotidiano | Categorie: Economia&Aziende, Vicenza Calcio

Il Vicenza Calcio forse non si iscrive: di mezzo un credito di Tiziano Cunico, finanziato magari dalla "vecchia BPVI. E la Vi.Fin. di Franchetto e Pastorelli chi la sta finanziando?

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Domenica 10 Luglio 2016 alle 23:50 | 0 commenti

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La nostra collega del quotidiano locale Alberta Mantovani è da sempre una nostra fonte stimolante per le vicende extra sportive del Vicenza Calcio e oggi si conferma come nostra Musa quando spiega, urbi et orbi, il perchè della possibile mancata iscrizione del Vicenza Calcio, che dopo la "vecchia BPVi" sembra diventato un nuovo club ma poi così vero non semberebbe. Scrive Alberta che il Lane potrebbe non essere iscritto "al prossimo campionato di serie B perchè Tiziano Cunico ha deciso di intraprendere una via che potrebbe rivelarsi devastante per le sorti del Vicenza? Tutto inizia nel febbraio del 2015: le casse del club di via Schio sono vuote, all'epoca proprio Tiziano Cunico è presidente e Sergio Cassigena, come presidente di Finalfa, rappresenta il socio di maggioranza. Vista la grave situazione economica non c'è altra soluzione di chiedere un finanziamento di circa 1,2 milioni di euro, cosa che viene fatta ed ottenuta", forse, speriamo di no, dalla Banca Popolare di Vicenza... (vedi nostre domande al suo prossimo presidente Gianni Mion, ndr).

"Tutto a posto? - continua la Mantovani - No, perchè Cunico, quando sa che il Vicenza verrà ceduto, chiede a Cassingena di riavere i suoi soldi, o meglio, di essere sollevato dagli impegni debitori sottoscritti. Non ottiene nulla, passano i mesi e pur sollecitando una soluzione tramite i suoi avvocati, Cunico dall'altra parte trova sempre un muro. E così si arriva all'8 luglio e alla sofferta decisione dello stesso di presentare al tribunale civile di Vicenza opposizione all'omologa richiesta dal club di via Schio. Il punto è che se il tribunale dovesse accogliere l'istanza di Cunico il Vicenza non potrebbe più iscriversi al campionato di serie B...".

La giornalista tifosa, da sempre innamorata della maglia biancorossa, è, quindi, "anema e core" ora per Marco Franchetto, presidente della Vi.Fin. e vice di Alfredo Pastorelli al Vicenza Calcio, quando, "attonito e sbigottito", fa trapelare tramite lei  "tanta amarezza: «Gli attori di questa vicenda sono altri, sono diatribe tra vecchi soci e purtroppo noi di Vi.Fin. ne siamo solo spettatori. Si è lavorato senza sosta per presentare entro il 30 giugno la documentazione e le fidejussioni necessarie per l'iscrizione al campionato, eravamo convinti e felici di aver sistemato tutto ed invece ora siamo qui a domandarci come finirà».

Non sappiamo nulla di diverso di quello che la brava collega ha raccontato, ma tre domande le facciamo a lei e ai suoi "ispiratori", tipicamente i proprietari forti del momento:

1 - se è vero che Cunico deve avere la restituzione di 1,2 milioni di euro o vuole liberarsi delle garanzie firmate perchè Marco Franchetto dovrebbe ridurre 1,2 milioni di euro di debito a "diatribe fra vecchi soci"?

2 - se è vero che Franchetto & c. hanno messo "energie e soldi", come scrive Mantovani - "per salvare... i colori biancorossi da un fallimento certo", perchè dovrebbe rinunciare a 1,2 milioni proprio Cunico?

3 - come mai sul quotidiano locale la collega parla sempre di almeno 6 milioni di euro versati dalla Vi.Fin. nelle casse biancorosse se dalla visura aggiornata all'8 luglio 2016 il capitale sociale della finanziaria ammonta solo a 2.646.000 euro? Gli altri soldi (3.354.000 euro, più o meno), se Franchetto, Pastorelli & c. non li hanno a capitale, li hanno prelevati dai crediti verso la Lega o altri, cioè dalla cassa, del Lane stesso o li hanno messi in Vi.Fin. come finanziamenti soci? E se sì, questi finanziamenti sono arrivati da qualche banca, che so la Banca Popolare di Vicenza? O da dove?

Servirebbero risposte chiare altrimenti al buio, da tempo a noi chiaro, di Cassingena & c. avremmo solo sostituito il grigio scuro dei nuovi mecenati, entrambi soci della fu Popolare di Vicenza, magari senza una grande volontà di rischiare soldi propri ma abili sul mercato degli affidamenti...

Povero Lane, comunque!


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