Quotidiano | Categorie: Politica

Il "lenzuolo"di Rolando sull'attentato di Brindisi, Parolin: che c'azzecca con l'Ipab?

Di Redazione VicenzaPiù Domenica 24 Giugno 2012 alle 12:01 | 0 commenti

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Gentile Direttore di Vicenza Più, probabilmente il presidente Ipab Giovanni Rolando non essendo vicentino, non conosce l'istituzione che dirige, per nomina partitica del Sindaco Variati. Trattasi infatti di Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza, sostenute da un patrimonio storico di lasciti e dal pagamento delle rette degli anziani in esso ospitati.

Tutta l'attività dell'ente che, ha un Consiglio di Amministrazione e di controllo, deve essere rivolta al benessere, all'assistenza, al sostegno psico-fisico-morale degli anziani ospitati in questi benemeriti istituti e non alla propaganda pre - elettorale dei suoi dirigenti.
Come uno degli "anziani" vicentini, mi sono stufato di sentire e vedere la demagogia politico partitica del presidente Ipab che ormai, non sa più cosa fare per richiamare l'attenzione su di sé, esponendo lenzuola - tazebao con scritte e proclami che con l'istituto Salvi, Trento, Proti, nulla hanno a che vedere. Peggio se le lenzuolate sono pagate con i soldi dei contribuenti famigliari.
A leggere il manifesto, esposto in una palazzina di proprietà Ipab in Contrà San Pietro, non mi sento assolutamente di sorridere, ma un senso di vergogna mi invade per vedere certe esposizioni al pubblico dominio, che con la realtà dei fatti pugliesi non c'entrano nulla e risultano pertanto fuori luogo e fuori tempo. Egregio Presidente Rolando, tolga quel manifesto e pensi agli anziani che soffrono da rette sempre più care.

Luciano Parolin

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Commenti degli utenti

ieri alle 15:46 da pachiara9
In A Vicenza due famiglie su tre hanno subito le conseguenze del disastro BPVi. Ma tutto e tutti sono fermi, come per la Fondazione Roi
C'è in effetti di che sorprendersi, e molto, che questa scia postcrack - che ha avvolto Vicenza e il suo territorio di competenza (Veneto, Friuli, etc.), ma soprattutto Vicenza città e provincia- sia rimasta buia e pressochè silenziosa. Si dice qui sopra, correttamente, che un danno così ingente ed economicamente massacratorio, inferto a tantissimi, avrebbe dovuto far suonare le famose trombe capponiane della "rivolta" determinata da parte di tutti coloro che a vario titolo sono stati beffati. E invece, appunto, poco o niente. Sulle ragioni di questa, chiamiamola eufemisticamente, apatia vicentina vengono elencate alcune cause, senz'altro plausibili, ma che non danno una risposta esauriente. Una risposta che rimane parziale. A parte quello sparuto gruppo di soci penalizzati che hanno alzato forte la voce - e lo stanno ancora facendo - tutti gli altri soci silenti o rassegnati costituiscono per me un mistero. Non si riesce a capire un simile atteggiamento direi "omertoso sui generis". Nè purtroppo riesco a trovare altre ragioni di tali comportamenti. Un vero e proprio mistero, senz'altro un rompicapo, questa assuefazione patologica che fa da pandant con quell'assuefazione altrettanto patologica dimostrata nel corso del ventennio zoniniano, quando nessuno (a parte pochi casi, rapidamente tacitati o minacciati) chiedeva di approfondire la gestione del dominus vinaiolo. Un padre-padrone a cui deferenza e obbedienza cieca erano dovute per volere divino (Bacco nel caso nostro!). Anche questo rimane un mistero! Quando verrà svelato?
Forse mai, rimarrà sepolto ai piedi di Monte Berico.

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