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Futuro museo del giocattolo al Chiericati ma anche no, tra dimenticanze di Giovanni Villa e mancanza di spazi: per Bulgarini uscente all'ex Fiera ai Giardini Salvi meglio ristorante

Di Mario Giulianati Lunedi 4 Dicembre 2017 alle 18:07 | 0 commenti

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Una notizia apparsa qualche giorno addietro sulla stampa locale ma anche in altre testate, mi suscita non poco interesse sia per l'argomento, il giocattolo, anzi una straordinaria collezione di giocattoli, sia per come viene proposta ai vicentini. Infatti la signora Anna Rosazza, attuale proprietaria della collezione, e il marito ing, Giancarlo Cavalli, purtroppo scomparso 22 anni or sono, "hanno raccolto da metà anni Settanta quanto di meglio c'è sul mercato antiquario a proposito di soldatini di piombo e modelli del periodo 1850-primi Novecento" (Il Giornale di Vicenza con sua foto). Si tratta di circa 5.200 pezzi, probabilmente anche qualche cosa di più.

Alcuni straordinari e rarissimi. Insomma una raccolta molto importante che giunge a Vicenza ed ecco che verrà ospitata a Palazzo Chiericati. Naturalmente giungendo dal Piemonte, il tramite tra la proprietaria e Vicenza per questo arrivo inaspettato quanto significativo, è stato il prof. Giovanni Villa. Il vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci ci fa sapere che "Sarà l'Ala Ottocentesca di Palazzo Chiericati ad ospitare una delle più significative collezioni europee di giocattoli di piombo e latta risalenti al periodo tra Ottocento e Novecento - oltre 5 mila pezzi per un valore complessivo di 1 milione di euro - di Anna Rosazza e Giancarlo Cavalli di Torino. Si tratta di un comodato d'uso gratuito ai Musei Civici di Vicenza da parte di Anna Rosazza, che si tramuterà poi in donazione una volta ottemperato il vincolo espositivo a Palazzo Chiericati" (TVIWEB ).

Quindi per ora si tratta solo di un prestito per una mostra da farsi a Palazzo Chiericati, cosa comunque molto interessante, ma per trasformarsi in donazione bisognerà attendere che venga ottemperato il vincolo espositivo. E qui la cosa diventa veramente interessante per un paio di motivi. Il primo è che l'accordo dice che, per diventare un bene del Comune di Vicenza, la collezione deve essere ospitata al Chiericati. Il secondo è che anche per la collezione Neri Pozza vi era l'impegno, e questo impegno in verità riguarda diverse amministrazioni succedutisi in alcuni decenni, e mai rispettata compiutamente, di darne una collocazione stabile.

Il pensiero corre alla indicazione, fatta da tanti e sempre disattesa, che fosse il caso di destinare i padiglioni dell'ex Fiera dei Giardini Salvi a Museo d'Arte Contemporanea. Ora sappiamo che l'Amministrazione Comunale attuale, pur già diretta al capolinea, e in particolare il vicesindaco, insiste per utilizzare quei padiglioni per farne un ristorante. Addio per sempre ad un autentico Museo d‘Arte Contemporanea.

D'altra parte mi pare di ricordare che su un vecchio numero de "La Nuova Vicenza" citato da un articolo apparso attorno all'estate del 2013 su La Domenica di Vicenza, un esponente della Maggioranza (ex assessore), il signor Matteo Quero, affermava che "se si pensa che il contenuto sia composto dalle opere donate al museo o di artisti vicentini, meglio non farlo! Evitiamo di perdere tempo! Con tutto il rispetto, non mi sembra che la produzione locale sia così importante da avere un Museo ad essa dedicato".

Tra le donazioni presenti nei nostri depositi vi sono certamente opere di artisti locali o particolarmente legati a Vicenza, e per quel che mi riguarda anche piuttosto importanti, ma vi sono anche le opere della donazione Neri Pozza come tutto il corpo delle incisioni di Ernesto Lomazzi e non solo.

Ma torniamo ai giocattoli e a quanto si legge su TVIWEB: "Ospitare una collezione di giocattoli a Palazzo Chiericati non è un fatto del tutto scontato - ha spiegato il direttore onorario della Pinacoteca civica Giovanni Carlo Federico Villa - dal momento che nel panorama europeo il gioco ha avuto un peso significativo ma non esistono musei dedicati, se non a Londra, the Museum of Childhood, mentre a Parigi ci sono state piccole e sporadiche iniziative.".

Una strana affermazione. La Collezione che giungerà a Vicenza è di per sé importante e non mi pare che necessiti di una aggiunta di unicità italiana rispetto al suo futuro essere museo vicentino. Se la memoria non mi inganna mi pare che esista un Museo del Giocattolo a Napoli, uno a Zagarolo, un comune della cintura metropolitana di Roma, ospitato in Palazzo Rospigliosi, uno addirittura nel Veneto, e precisamente il "Museo Veneto del Giocattolo", con sede a Padova, zona Mandria, presso il centro polifunzionale Civitas Vitae. (Wikipedia). E uno a Brà, in provincia di Cuneo, quindi in Piemonte. Infine non possiamo ignorare il Museo del Giocattolo e del Bambino di Milano Cormano e Santo Stefano Lodigiano, uno tra i più grandi musei del Giocattolo in Europa. Ma penso che in Italia ve ne siano anche altri.

Comprendo che l'interesse del direttore onorario del Museo Chiericati sia rivolto alla grande arte ma un briciolo di attenzione dovrebbe essere usata anche per parlare dei giocattoli e dei musei a loro destinati. Tra l'altro mi domando se, pur riconoscendo la straordinarietà della Collezione piemontese, non arebbe stato meglio predisporre uno spazio in qualche altro "contenitore" piuttosto che in una importante pinacoteca come è il Chiericati dove non si trova lo spazio per esporre opere di ottimi artisti vicentini di nascita oppure tali per una scelta d'amore verso Vicenza.


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