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Il deep web nel profondo della Valle dell'Agno

Di Christian Farina Martedi 5 Giugno 2012 alle 23:57 | 0 commenti

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Tratto da VicenzaPiù n. 235 (abbonati alla moderna versione online sfogliabile e dal prossimo numero con articoli leggibili anche in formato testo: VicenzaPiù Edicola è ora disponibile in abbonamento con due modalità. Abbonamento standard: 18 Euro all'anno Iva di legge inclusa. Abbonamento sostenitore: 30 Euro all'anno Iva di legge inclusa).

La rete, il web, the net o come si vuol chiamare sta entrando sempre più prepotentemente nelle nostre vite, si usa ormai per molteplici cose, commercio, comunicazione, giochi, pornografia eccetera.

Nato alla fine degli anni '60, in piena guerra fredda, il world wide web ha visto uno sviluppo che ha dell'incredibile, rivoluzionando di fatto le comunicazioni (ve la sareste mai immaginata una videochiamata 20 anni fa?), il commercio, la finanza, l'intrattenimento con circa 2mld di utenti stimati nel 2012. Questo enorme bacino d'utenza rende la rete un'appetibile vetrina per ogni operatore economico; attraverso di essa viaggiano ingenti volumi di cyber denaro e ciò ha comportato nel corso degli anni l'istituzione di sistemi di sicurezza e di tracciabilità degli utenti che vi avessero accesso. Detto fatto, la rete si è evoluta nuovamente, trovando gli strumenti per rendere anonimi gli utenti che vi accedono, per permettere loro di scambiare informazioni in maniera completamente non rintracciabile. É la nascita del deep web. Scorrendo le pagine di "hidden wiki"si accede a varie tipologie di siti occulti, si può soddisfare ogni esigenza illegale, dai documenti falsi alle armi da fuoco, dall'assassino in affitto alla dose di eroina; il tutto in maniera assolutamente anonima e, a detta dei gestori, sicura: basta avere un minimo di dimestichezza con inglese, internet e una carta di credito ricaricabile. In Italia il deep web si sta cominciando a diffondere, dapprima fra gli abitanti delle metropoli e man mano sembra essersi diffuso a macchia di leopardo fra i giovani di tutte le aree geografiche. Ma a Valdagno, dove ci sono 178 e rotti anziani ogni 100 giovani e l'Adsl non arriva proprio ovunque, lo conoscerà qualcuno?
Nicola, 30 anni, mi ha risposto: «ne ho letto da qualche parte su internet, forse un blog, ma non l'ho preso in considerazione fin ora, non mi serve».
Emanuela, 51 anni frettolosamente mi dice: «dii, dii cosa? No guardi riesco a malapena a navigare su internet, per queste cose dovrebbe chiedere a mio figlio».
Narciso, 79 anni, dopo una mia breve spiegazione sul deep web mi stupisce: «Io le mail le mando anche, ho l'home banking e l'assicurazione online, ma alla mia età, anche se riuscissi ad accedervi, non me ne farei nulla».
Alla fine trovo Pietro, 31 anni ed un passato di studi informatici, che mi confida: «ho installato il programma che permette di accedere al deep web ed a volte ci perdo qualche ora per soddisfare la mia curiosità a riguardo. L'idea di base ha un potenziale enorme, nel bene e nel male, seguirò con attenzione come si evolve la cosa». Sebbene con molte difficoltà il deep web si sta diffondendo anche nel nostro territorio. Anche se sembra legato più alla curiosità che ad una effettiva fruizione dei servizi segna comunque il passo dei tempi, perché ora l'angolo buio alla stazione è vuoto: il pusher spaccia online.

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Lunedi 30 Marzo alle 23:58 da francescoparuta
In Ciambetti: rivedere con norme severe il regolamento dei campi nomadi a Vicenza
Sono un cittadino onesto di Vicenza e dico che Ciambetti non mi rappresenta, nè lui nè i suoi amici e sodali di Forza Nuova e Casa Pound. Parli solo per sè e per quelli che l'hanno votato. Pensasse agli affari del suo assessorato che non sa tenere a bada truffatori, estorsori e profittatori di soldi pubblici, con modalità in cui "è facile leggere tecniche e obiettivi tipici" dei leghisti e dei loro amici di grepppia. Pensasse, ad esempio, alle condizioni disumane in cui vivono i Sinti di Sandrigo, suo comune natale, dei quali se ne frega ampiamente nonostante siano costretti a condizioni vergognose. Se c'è una cosa di cui ci si deve stancare sono i seminatori d'odio in camicia bianca come lui. Siete voi leghisti che volete la segregazione dei Sinti e dei Rom, anche se purtroppo i vostri colleghi pidisti non fanno nulla per invertire la logica dei campi riservati a queste minoranze. Perfino i sedicenti comunisti di Rifondazione hanno accettato la logica del campo "per Sinti" e non hanno fatto nulla per rifiutare davvero il ghetto, rimodernato ma sempre ghetto. I Sinti non volevano e non vogliono vivere nei campi ma quando propongono soluzioni alternative fate muro e non offrite altre soluzioni se non la ghettizzazione. Variati non ha avuto il coraggio di fare come Cacciari qualche anno fa a Mestre. Li tenete nei ghetti e nel disprezzo sociale e poi vi lamentate se tentano di sopravvivere in qualche modo. Il regolamento comunale lo ha fatto la giunta Hullweck, l'assessore leghista Piazza, la sua collaboratrice illuminata dottoressa Piera Moro. Quelli che a suo tempo votarono contro ora l'hanno fatto proprio ma i problemi restano e nulla fanno veramente per risolverli. Se poi ci mettiamo anche gli pseudo-giornalisti del Giornale di Vicenza che scrivono il falso sapendo di mentire, si capisce che ognuno regge il gioco all'altro. Risultato: discriminazione e incremento dell'odio sociale. Complimenti!
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