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I veneti e la crisi, intervista a Schenato di Altroconsumo: "imparare a sprecare meno"

Di Edoardo Pepe Giovedi 7 Agosto 2014 alle 20:03 | 0 commenti

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Enrico Schenato, vicentino e rappresentante Veneto dell’associazione per la tutela e difesa dei consumatori Altroconsumo, conferma il momento nero dell’economia: “c'è ancora troppa incertezza per la ripresa economica”. Di seguito l’intervista completa che spazia dalla situazione economia nazionale a quella vicentina.

Nel secondo trimestre dell'anno la fiducia dei consumatori sembra mostrare timidi segni di recupero. La luce è in fondo al tunnel?

Il parziale miglioramento del clima di fiducia dei consumatori italiani si inserisce all'interno di un contesto politico con il governo che ha adottato alcune immediate misure anti-crisi, come ad esempio il buono Irpef di 80 euro ed il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali. In realtà non si registra una vera e propria inversione di tendenza dal lato dei consumi, quanto sul risparmio delle famiglie, segnale che c'è ancora incertezza e poca voglia di spendere. A causa della crisi, aumenta la propensione al risparmio, dato questo in tendenziale aumento. Questo significa che molti consumatori hanno paura di un ritorno della crisi che non appena vedono migliorare la propria situazione economica si premurano di costruirsi un cuscinetto di sicurezza da usare nel caso in cui la situazione possa peggiorare.

Qual'è la situazione in Veneto e, nel Vicentino in particolare?

I prezzi sono in calo, segno che i consumi sono fermi. Abbiamo verificato che a Vicenza e Provincia i prezzi dei beni sono diminuiti di circa lo 0,1% rispetto al 2013. Si profila il rischio di deflazione, ovvero, di calo dei prezzi determinato dalla flessione degli acquisti.

Cosa si può fare per affrontare queste criticità?

Non c'è una regola ben precisa. Non bisogna tagliare i consumi ma è necessario imparare a non sprecare. Quello che cerchiamo di spiegare sempre come associazione di consumatori è che si possono mantenere livelli di vita decorosi a prezzi inferiori.

In che modo?

Innanzitutto facendo “giocare” la concorrenza in tutti i settori, dalla spesa per mangiare al conto corrente, prestando attenzione alle truffe e agli inganni dietro l'angolo. Abbiamo molte indagini da cui emerge che se si sa scegliere c'è la possibilità di risparmiare centinaia di euro all'anno. Si tratta di essere consapevoli che è possibile risparmiare senza tagliare per forza i consumi.

Ci può fare un esempio?

Penso ad esempio all'indagine condotta l'anno scorso da Altroconsumo sui discount. La nostra inchiesta dimostra che scegliere il punto vendita può fare la differenza. Seguendo le indicazioni della nostra inchiesta sui supermercati (con la rilevazione dei prezzi in oltre 900 punti vendita di 60 città italiane), è possibile risparmiare molto fino a 1500 euro all'anno.

Com'è cambiato il comportamento dei consumatori con la crisi economica?

Si assiste ad un cambiamento strutturale che riguarda un cambiamento nei rapporti tra le persone e i beni di consumo. Cambia il modo di consumare. C'è il convincimento che negli anni passati si è consumato troppo e male, acquistando prodotti di cui non si aveva assolutamente necessità, duplicando acquisti o facendone di inutili. Ancora più importante è il diffuso convincimento che per sostenere questo livello di acquisto si sia perso qualcosa in termini di qualità della vita. Questo dato riguarda tutte le classe sociali. C'è comunque un aspetto positivo che sopravviverà alla crisi: stiamo imparando a essere consumatori più attenti e critici. E questo appunto riguarda anche quella parte di cittadini che ha subito meno gli effetti della crisi. E' interessante vedere questo nostro percorso di consumo confrontandolo con quello di altri Paesi europei. Ad esempio, se consideriamo i Paesi scandinavi in cui non c'è mai stata una sbornia consumistica come da noi, ci accorgiamo come questi atteggiamenti di maggiore attenzione alla qualità, alla riduzione della quantità, esistevano già.

Cosa bisogna fare allora?

E' necessario cercare di fare acquisti più oculati, attenti al prezzo e al rapporto qualità prezzo. Essere informati è importante. Poi c'è l'uso di internet, una delle principali fonti di ampliamento della scelta e del risparmio.

Cosa pensa del buono Irpef di 80 euro voluto dal Governo?

E' certamente una misura positiva che contribuisce a restituire un po' di fiducia ai consumatori, non credo tuttavia sia sufficiente a creare le condizioni per una stabile ripresa dei consumi, tenuto conto peraltro che, ad oggi, ne sono esentate alcune categorie sociali come pensionati e partite iva. Comunque è prematuro pronunciarsi, trattandosi di un intervento che avrà i suoi effetti a distanza di alcuni mesi.

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