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I report della Standard & Poor's del 16 e 17 maggio sulla Banca Popolare di Vicenza

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Sabato 7 Luglio 2012 alle 15:00 | 0 commenti

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Issuers Rated 'BBB-' With Negative Outlooks

Banca Popolare di Vicenza ScpA     Debt amount 5,737 mil. US$ (qui le domande alla Popolare di Vicenza senza risposta)

… The negative outlook on the long-term rating on Banca Popolare di Vicenza ScpA reflects Standard & Poor's view that the deteriorating economic and competitive environment in Italy could affect the company's asset quality and capital. As per Standard & Poor's baseline scenario, BPVi's NPAs will increase faster in 2012 and 2013 than they did in 2011. We expect that net inflows of NPAs will remain below the 2.5% of customer loans average for the sector in 2012. However, we could lower the ratings if the net inflow of credit losses and NPAs exceeds our expectations…

Questo, e altro, abbiamo letto sui report del titolo. In attesa dei commenti già richiesti alla banca dei vicentini, abbiamo interpellato un noto esperto locale di finanza che ci ha “volgarizzato” il “senso” di quanto scritto da S&P. Quando si declassa un Paese poco dopo vengono declassate la maggior parte delle aziende di quello Stato (ed in particolare le banche. «L’idea è – ci dice - che “se l’Italia va male, andranno male anche le Banche italiane che, oltretutto, sono piene di titoli del debito pubblico italiano”.  Allora il rating della BpVI è sceso di due gradini a BBB-, il livello di quella che in gergo è definita “pre-spazzatura”,  e l’outlook (non si traduce, ma starebbe per “le previsioni” e si sottintende sul debito a lungo termine) è negativo. In pratica si dice che la Banca non può non risentire del deterioramento del contesto economico e competitivo in Italia che quindi potrebbe influenzare la qualità dell’attivo della Banca. L’attivo per una Banca sono i prestiti che ha concesso alle aziende ed alle famiglie. Se le condizioni economiche dell’Italia dovessero peggiorare è chiaro che aziende e famiglie avrebbero più difficoltà nel restituire i prestiti avuti e si deteriorerebbe così l’attivo della Banca.  Poi il report dice che il NPAS aumenterà più velocemente nel 2012 e 2013 di quanto non abbia fatto nel 2011».  NPAS è un acronimo che sta per “crediti deteriorati, che non producono income (ricavi) ”: “For a bank, an Non Performing Asset (NPA) or bad debt is usually a loan that is not producing income”. Naturalmente si sta parlando di difficoltà per rimborsare i prestiti da parte della clientela. «In Italia – continua il nostro esperto - il termine più forte è “crediti inesigibili”, quelli in pratica sui quali ci si mette una pietra sopra. Da noi si usa anche il termine di “sofferenze” che però è molto simile ma non così drastico come “crediti inesigibili”, mentre in una ipotetica scala di gravità ci sono “i crediti in contenzioso” che sicuramente non saranno riscossi per intero dalle Banche, ma probabilmente almeno per una parte. Ora nella terminologia anglosassone si usa NPAS, che si dovrebbe tradurre con “crediti deteriorati”, quindi non ancora inesigibili, ma per la sua entità (2,5%) ritengo ci si riferisca a qualcosa di più serio, per cui tradurrei NPAS con “sofferenze” che resta un termine tecnico ma abbastanza conosciuto. Quindi si dice che i sopradetti NPAS resteranno sotto il 2,5% degli impieghi (cioè dell’ammontare dei prestiti concessi dalla Banca) nel 2012: il dato non è comunque malvagio anche se l’obiettivo per una Banca è rimanere sotto il 2% o meno visto il contesto di tassi bassi in cui stiamo. Se invece i NPAS, le “sofferenze” dovessero aumentare ulteriormente si potrebbe prendere in considerazione di diminuire ulteriormente il rating. Da qui dunque l’outlook negativo, le previsioni negative, che Standard & Poor’s ha associato alla Banca Popolare di Vicenza». Che, per chiudere questo tentativo di rendere comprensibili termini e valutazioni complesse ha un “Debt amount di  5,737 mil. US$”: questo è  l'ammontare totale dei debiti della Banca, cioè, principalmente, il totale dei prestiti obbligazionari emessi e tutt'ora in essere, espressi in dollari Usa.

Fonte Standard & Poor’s

http://www.standardandpoors.com/ratings/articles/en/eu/?articleType=HTML&assetID=1245333912545  

http://www.standardandpoors.com/ratings/articles/en/eu/?articleType=HTML&assetID=1245333914783  

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Marco Travaglio (interiore!). Come quasi sempre nomen omen. Travaglio esce studiato dai Gesuiti - come Berlusconi, tanto per fare un pò di colore - e da buon predestinato viene colpito subito dal travaglio interiore. Pensa che ti ripensa, matura rapidamente una chiara avversione per tutto quello che è cattolico e si scopre clericale e laico, in ciò forgiato dal suo mentore e maestro Montanelli, mica uno qualunque. Eccolo insomma galoppino al giornale di Montanelli che ne intravvede le doti giornalistiche: in effetti scrive chiaro e almeno si capisce quello che dice. Poi però anno dopo anno si intravaglia sempre più e da buon allievo gesuita matura un'avversione totale per i poteri più o meno forti, per i partiti e gli uomini di potere, facendo profferte amorose per la Magistratura italiana. Ora, la magistratura italiana, per chi l'ha assaggiata non è così male. E' semplicemente pessima nella sua struttura, organizzazione, arroganza e incapacità di giudicare bene e rapidamente, a parte casi particolari. Una vera e propria casta che si è sempre più staccata dal paese reale sino a diventare dominatrice assoluta all'interno dello Stato, condizionando spesso e volentieri la scena politica e sociale. Ad oggi un vero cancro inestirpabile. Ma il Marcuccio la ama e da anni ( lo seguo ab origine) sciorina la sua attività giornalistica come un giudice a latere: colpevoli, rimproveri, anatemi, etc. etc. Insomma è diventato un Roberspierre de noantri. Leggi il suo quotidiano malessere sul misfatto quotidiano e ti accorgi se non è vero. Lui vive e rinasce solo quando c'è qualcosa da colpire, da condannare, da intimidire. Ecco allora che il mio accostamento con tanto famoso creatore del terrore ci sta tutto.O meglio ci stava tutto. Fino a all'altra sera, quando di fronte allo scatenato e senza freni Bomba (come lo chiama lui) il nostro Marco Travaglio non è nemmeno riuscito a sostenerne lo sguardo, non lo mai guardato negli occhi, ma solo accusato. Per essere un piccolo Roberspierre, è stata una vera debacle!. Quanto al servizio doppio di cui sopra, non si capisce come mai Variati invece di guardare al disastro berico targato BPVI e altro, pensi alla Raggi. Non è che ha un debole per lei, ma non viene ricambiato.?

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