Quotidiano | Categorie: Artigianato

I panettoni Loison arrivano sulla tavola di Suor Germana ed Edoardo Raspelli

Di Sara Todisco Mercoledi 21 Dicembre 2016 alle 14:14 | 0 commenti

ArticleImage

Che vicentino (e non) nel periodo di Natale non ha assaggiato (o sbaffato), regalato o ricevuto un panettone di Loison? Il compaesano Dario, proprietario della catena di pasticceria presente a livello internazionale, assieme a Sonia, creatrice dello stile Loison, hanno portato la tradizione e la passione sulla tavola di Suor Germana proprio oggi. L'occasione? Il ritorno di questa donna religiosa ma anche dedita alla cucina, dopo una lunga assenza dovuta alla malattia. Con la consacrazione nella congregazione del Famulato Cristiano inizia nel 1957 la sua vita religiosa in cui, dopo gli studi terminati nel 1961, è incaricata di occuparsi della preparazione alla vita domestica delle fidanzate.

Più tardi sarà incaricata dalla sua Madre Superiora di organizzare la scuola di cucina. Tutti servizi alle donne e alla famiglia diventati nel tempo punti di riferimento per la città di Torino, da dove la suora proviene. Suor Germana seguirà da lì diverse attività culinarie come lezioni di cucina, all'interno dei corsi di preparazione al matrimonio per fidanzati nonchè pubblicazioni editoriali con le sue ricette e i suoi consigli. La Suora ha anche bucato lo schermo quando Edoardo Raspelli, giornalista, scrittore e critico gastronomico, la scoprì e la fece cucinare in diretta nelle mattinate di Rai2.
Dopo alcuni anni difficili per le problematiche di salute che ha dovuto affrontare, oggi Suor Germana, proprio con l'aiuto di Edoardo Raspelli e delle persone che le sono state vicino in questo periodo, ha ritrovato l'energia e la passione per riprendere le attività editoriali. E proprio oggi assieme al giornalista si ritrova circondata dai panettoni e dolciumi vicentini di Loison che hanno conquistato lei, la cuoca delle casalinghe, e anche l'esperto Raspelli.


Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.





Commenti degli utenti

Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
Gli altri siti del nostro network