Quotidiano | Categorie: Informazione

Gli attacchi temerari dei politici sono pagati dai cittadini

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Martedi 24 Aprile 2012 alle 16:25 | 1 commenti

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VicenzaPiù, VicenzaPiu.com e le varie edizioni su carta e web sono sempre più lette in forza dell'informazione il più possibile ampia e libera da interessi che provano a dare. Che siano sempre più una voce utile a questo territorio lo dimostrano anche gli attacchi legali e para legali che subiamo e da cui usciamo ordinariamente vincitori sia pure con ... spargimento di denari per gli uffici legali e per gli uffici stampa a carico dei cittadini.

I primi, quelli di Aim, ad esempio, dopo varie minacce, già da noi pubblicate perché se ne facessero un'idea i nostri lettori nonché contribuenti, ci chiedono danni per aver pubblicato interviste e fatti sull'Azienda, attuale e passata, e su alcuni suoi quadri, alcuni in carica, altri del passato, uno sempre presente. I secondi, quelli del sindaco Achille Variati, chiedono al nostro Ordine professionale di farci addomesticare anche i titoli sul "prode Achille", che nulla ama che non sappia di adulazione e non sopportando la satira. Quegli uffici, legali o di comunicazione che siano,, li dobbiamo pagare, insieme ai cittadini, anche noi, che, poi, dobbiamo pagare, da soli, i nostri legali diretti. Finora i nostri sono risultati sempre vincitori ma purtroppo sono a carico di chi viene, magari temerariamente,  attaccato. Temerariamente e, soprattutto, per intimorire e indebolire economicamente chi fa libera e documentata informazione. E perciò scomoda ai potenti! Sia Aim sia i palazzi, quelli comunali e quelli vicini, almeno i loro avvocati se li paghino con le loro tasche!

Di tutto ciò abbiamo oggi informato il presidente del sindacato dei giornalisti di Vicenza, Giulio Antonacci, e ora anche l'Ordine dei giornalisti Veneto e nazionale. E poi Ossigeno per l'informazione, l'agenzia che grazie a Federazione Nazionale della Stampa e Ordine Nazionale dei Giornalisti tutela i giornalisti "minacciati". Chi scrive e il nostro collaboratore Marco Milioni sono in triste gara sul suo Annuario, periodicamente aggiornato, con i ben più noti Santoro, Travaglio e tanti altri che fanno quello che altri non fanno: denunciare malaffare e arroganza. Aim, sindaco e palazzi ci attacchino nel merito, se sono in grado di farlo. Ne risponderemo. Smettano di farlo con le pure minacce. Gli risponderemo.


Commenti

Andrea
Inviato Martedi 24 Aprile 2012 alle 21:10

Premetto che ho votato questo sindaco ma per alcune sue scelte prese "in corsa" non lo voterò più.
Gradirei comunque vedere pubblicati i citati attacchi di "addomesticare" i titoli degli articoli che lo riguardano e vedere specificati detti titoli "incriminati", giusto per poter valutare con obiettività quelli che mi paiono essere dei fatti molto gravi. Grazie.
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Commenti degli utenti

Sabato 13 Gennaio alle 18:56 da kairos
In Lettura di Parolin e Formisano su Vittorio Emanuele II, Indipendenza Veneta Vicenza Città: irrispettoso ricordare a Vicenza "il re infingardo che sottomise Terre Venete"
A CAMMILLO CAVOUR


nel 1867.

___


O nell’ora del nembo e del periglio
Sempre invocato, che più grande appari
Quanto più gonfi il trepido naviglio
4Battono i mari;

Chiuse son l’Alpi allo stranier: clemente
Rise una volta a’ popoli fortuna:
Tutte al suo desco le città redente
8Italia aduna.

Più non cercar. Delle battaglie il nome
Oh non chiedere a’ tuoi: sovra qual onda,
Sovra qual campo; e se le nostre chiome
12Lauro circonda.

A’ vincenti terribile il vessillo
Parve d’Italia: i giovani guerrieri
Volâr sull’ erta, ma con noi, Cammillo,
16Tu più non eri.

[p. 180 modifica]

Invan crebber le file: invan da’ porti
Più possente navil sciolse il nocchiero;
Non valser tante prue, tante coorti
20Il tuo pensiero.

In picciol nido l’aure interrogando,
Con poco stame a lunga tela assiso,
E l’ovra della mente ardua velando
24Di facil riso,

Gli occhi alzasti; e di fanti e di cavalli
Alla muta parola obbedïenti
Dal Cenisio sull’itale convalli
28Sceser torrenti.

E pria sul lido del remoto Eusino
Fra le pugne agitata e fra le nevi
La morta face del valor latino
32Raccesa avevi.

A’ cupi genî del Tirren custodi
Serti offrivi non visto, e taciturna
La partenza pregavi e fida ai prodi
36L’aura notturna,

Quando dell’Etna alla fremente riva
I Mille veleggiavano; portavi,
Celando sotto il mar la man furtiva,
40Le balde navi.
[p. 181 modifica]


Sparver gli avversi troni; e del tuo spiro
Che percorrea de’ novi abissi il seno,
La possa irresistibile sentiro
44Adria e Tirreno.

Itali fummo. Ed esultavi allato
Del Re più degno in Campidoglio atteso,
Quando cadevi, e dell’Italia il fato
48Parve sospeso.

Ansio cadevi dell’Olimpo al piede,
Indomato Titano. Orfana ancora
Sull’orma tua, cui pari altra non vede,
52Italia plora.

Ode di pugne inauspicate il foro
Risonar tempestoso; ed ella intanto
A’ suoi mali non trova altro ristoro
56Che sdegno e pianto.

Dell’indugio si sdegna e de’ consigli
Con gioco assiduo sul fiorir recisi;
D’altre barriere, che di monti, i figli
60Piange divisi.

O nata a non perir, stirpe fatale!
O risorgente dalle tue ruine
Popolo, che ricigni or l’immortale
64Infula al crine;
[p. 182 modifica]


De’ secoli più grande e de’ tuoi guai,
Se come in altro dì non ti è concesso
Reggere il mondo, mostra almen che sai
68Regger te stesso.
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