Quotidiano | Categorie: Fatti, Economia&Aziende

Gruppo Serenissima Ristorazione e l'impegno nella formazione

Di VicenzaPiù informa Giovedi 18 Maggio alle 09:29 | 0 commenti

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Il Gruppo Serenissima Ristorazione è una realtà che fa della formazione un ingrediente fondamentale. L'importanza che l'azienda attribuisce alla formazione non è solo dedicata alle proprie risorse, ma anche a quei giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Rientra in quest' ottica anche la lezione tenuta lo scorso 26 aprile all'Università di Padova nell'ambito del corso di Laurea Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione: un'importante opportunità per far conoscere agli studenti i principi che da oltre trent'anni guidano il Gruppo Serenissima Ristorazione e l'efficacia delle strategie aziendali adottate dall'azienda guidata da Mario Putin. A parlare sono oggi i risultati: 13 società correlate, oltre 300milioni di euro di fatturato consolidato, più di 7mila dipendenti e 30milioni di pasti forniti all'anno.

Traguardi raggiunti anche grazie all'attenzione riservata alle proprie risorse: coinvolgimento, formazione e prospettive di crescita le fanno sentire parte di un progetto comune, in modo che ciascuna possa dare il meglio nel proprio settore e far fruttare al massimo le proprie competenze. Per il Gruppo Serenissima Ristorazione la stessa attenzione dedicata alla formazione è posta nei processi produttivi mediante l'utilizzo di tecniche innovative e tecnologicamente all'avanguardia. Come quelle presenti nello stabilimento di Boara Pisani (Pd), uno dei maggiori investimenti sostenuti negli ultimi anni dalla società di Mario Putin . Si tratta di uno stabilimento di produzione in legame refrigerato tra i più avanzati in Europa, all'interno del quale sono presenti aree di lavorazione dedicate. Cibi preparati in base alle esigenze del cliente, altra importante prerogativa che contraddistingue il Gruppo dalle altre realtà del settore.


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Leggendo la lettera di Flavia mi è venuto tornato alla mente l'articolo 47 della Costituzione, nel passaggio dove recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme...".

Purtroppo, come molte altre volte succede in questo Bel Paese mal gestito, avviene il contrario.
La vicenda delle banche venete è purtroppo nota e non stanno nemmeno più in piedi gli alibi che vogliono colpevolizzare i soci ("se la sono cercata loro perché sapevano che era rischioso ... volevano fare gli squali e adesso piangono miseria ...") perché è stato dimostrato che non è così; il prezzo delle azioni è stato taroccato ed è una truffa bella e buona che le banche hanno fatto ai loro sottoscrittori.
Raggirati da funzionari bancari senza coscienza pilotati a loro volta dai direttori senza scrupoli, che sapevano benissimo di vendere azioni fuffa ... ma l'importante è vendere e far carriera (no?).
E via col valzer delle scuse del tipo "siamo una banca solida ... non abbiamo problemi etc".
Mentre si tentava di coprire la voragine bancaria con un fazzolettino di carta, Consob e Banca d'Italia si giravano dall'altra parte per non vedere.
Il finale vede trionfare le banche che hanno fatto lo "sforzo" di avere solo la parte sana.
Come se non bastasse, i funzionari "lupi" delle due banche si sono travestiti da "agnelloni" di Intesa San Paolo, e probabilmente continueranno a perdere il pelo ma non il vizio.
Tutto apposto dunque. No?
Direi che alla luce di questo non faccio fatica a credere alla lettrice quando dice "credere nella Giustizia è diventato molto, molto difficile, quasi impossibile". E' e rimane impossibile, cara Flavia.
Molto probabilmente in un altro Paese più civile la cosa avrebbe preso una piega diversa, a favore dei risparmiatori (penso ad es. alle class action, che da noi sono solo di facciata).

Credo purtroppo, cara Flavia, che la lettera inviata ai politici cada nel nulla.
Per il semplice motivo che se qualcuno avesse voluto davvero fare qualcosa PRIMA, l'avrebbe fatto.
Ora è troppo tardi. Ed è persino patetico che i politici si proclamino adesso paladini dei risparmiatori, a babbo morto.

Mi spiace infonderle amarezza Flavia, ma mi dica forse se non ne ho motivo.

Con augurio di poter essere smentito.

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