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Restituzione degli 11.5 mln di euro prestati da BPVi al Baronio di Don Paolo Zanutel, AAA miracolo cercasi: buchi nel bilancio 2015

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Giovedi 2 Febbraio 2017 alle 21:58 | 0 commenti

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Il Baronio di Don Paolo Zanutel, a cui la vecchia Banca Popolare di Vicenza ha concesso prestiti attualmente non restituiti per 11.5 milioni di euro, come denunciato lo scorso 20 gennaio da La7, è in una situazione di grossa difficoltà per via delle sue perdite ma anche di debiti tributari e contributivi, forse anche sopra la soglia penale. Sta di fatto che l'attività tipica è modesta, sempre in perdita e diificile da conciliare con la possibilità di restituire il debito contratto fatte salve le preoccupanti operazioni immobiliari la cui ideazione è riferita dai media all'arch. Sergio Carta, particolarmente noto ai tempi della Giunta di Enrico Hüllweck e che ora cerca "comprensione" alla corte di Achille Variati per vendite di terreni e permessi di cementificazione in un periodo che a tutto sembra funzionale meno che a questo.

Qualche dato che conforta le considerazioni sulla inesigibilità del finanziamento lo troviamo già in una prima lettura del bilancio del 2015, l'ultimo approvato della Istituti Scolastici Cardinale Cesare Baronio srl, di cui Don Paolo è amministratore unico oltre che proprietario al 55%: perdita 2015 pari a 260.000 euro, anche se diminuita dai 540.000 euro nel 2014; patrimonio contabile di 1,8 milioni di euro; fatturato di 673.000 euro con crediti a breve per 1.062.000 a breve, molto probabilmente "incagliati" e che presumibilmente andavano svalutati, visto il giro d'affari annuo pari alla metà dei crediti a bilancio.

La differenza tra valore e costi della produzione è sempre negativa; l'attività è strutturalmente in perdita, i debiti verso le banche sono contabilizzati a 5,9 milioni, mentre sarebbero 11.5 i milioni dovuti alla BPVI come confermato pubblicamente dallo stesso Don Paolo in contraddizione con i dati da lui firmati e sui quali ha esibito, volutamente o incoscientemente, una personale "incompetenza", del tipo "non so, li ho firmati quei numeri, ma non li capisco...".

Ma non finisce qui: nel bilancio 2015 appaiono evidenziati debiti tributari (tasse da pagare) per ben 862.000 euro e debiti contributivi (versamenti previdenziali per i dipendenti, cioè) per ulteriori 531.000 euro.
Salvo miracoli, sempre possibili per i credenti come... lui anche se non ci crederà neanche Monsignor Beniamino Pizziol a cui abbiamo indirizzato una lettera, meno per i funzionari della banca, la società non ha futuro tanto più che Don Paolo ha il coraggio (l'insolenza?), verso i soci della BPVi azzerati anche grazie a operazioni come la sua, di dire che il debito è dovuto anche a rette non pagate da ragazzi poveri?
A qualcuno risulta che al Baronio studino ragazzi poveri visto che di poveri, tra quelle mura, ci sono solo i 120 profughi per i quali il prere finanziere incassa oltre 30 euro al giorno...?


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