Quotidiano | Categorie: Politica, Interviste

Giovanni Casarotto: da Thiene si guarda al 2016 emulando Variati

Di Matteo Moschini Lunedi 4 Gennaio 2016 alle 17:29 | 0 commenti

L'intervista per VicenzaPiu.Tv fatta a fine anno dal nostro direttore anche al sindaco di Thiene Giovanni Casarotto vuole aiutare a valutare il lavoro svolto da lui e dalla sua giunta dalla vittroia alle amministrative del 2012. Il bilancio fatto dal sindaco di Thiene di quello che dovrebbe essere stato un "cambio di rotta" per la vita del paese, quantomeno come colore politico, riassume, quindi, il lavoro svolto in questi anni, anche se è vero che, come dice il sindaco, "a giudicarci dovrebbero essere i cittadini", che, nel frattempo, possono giudicare un po' di più il loro sindaco ascoltando questa intervista, che riassumiamo nei suoi punti salienti.

"Sono soddisfatto" afferma Il sindaco "in primo luogo per la mia squadra, che sta lavorando per la città, nonostante le difficoltà in bilancio, dovute ai notevoli tagli dello Stato. Purtroppo abbiamo dovuto aumentare la pressione fiscale, ma non abbiamo ridotto i servizi e abbiamo risolto situazioni gravi in materia di opere pubbliche. Va anche detto che alcune critiche che ci sono state mosse riguardano problemi di ordine sovracomunale, come le strade e le scuole superiori, a cui non possiamo dare risposta da soli."

Un bilancio da fare è anche quello economico.

Di anni in anno abbiamo migliorato il sistema di approvazione del bilancio, l'anno passato e quest'anno approveremo i bilanci in maniera preventiva, entro la fine anno. Questo ci consente anche di programmare le opere pubbliche ed essere subito operativi dall'inizio dell'anno solare.

Opere pubbliche ma anche opere sociali, anche in questo caso a due livelli, il comunale e il sovracomunale, con i thienesi che in questo periodo sono a contatto con alcuni profughi e rifugiati.

Bisogna premettere che quando parliamo di cittadini thienesi intendiamo i residenti, anche se non sono nati in Italia, hanno il diritto ad essere seguiti. Abbiamo cercato di aiutare chi è in difficoltà, aumentato il fondo per gli aiuti economici per le famiglie in difficoltà. Siamo passati da 70mila euro a 120, poi 140 e quest'anno a 180mila euro. Ma non basta, perché la prospettiva che abbiamo in Comune non tiene conto di tutti coloro che si rifiutano di chiedere aiuti, perché troppo orgogliosi per farlo. Cerchiamo di convincere le persone a venire da noi se sono in difficoltà con gli affitti e le bollette, prima che sia troppo tardi. Non tendiamo a dare aiuto in denaro, ma sugli affitti e sulle bollette abbiamo modo di intervenire. Anche sugli alloggi popolari stiamo cercando di portare a casa dei risultati, l'anno prossimo dovremo poter garantire una quarantina di nuovi appartamenti popolari.

Sul tema dell'immigrazione, come impattano i profughi sul bilancio comunale e sul bilancio sociale?

I profughi non impattano in nessuna maniera sul bilancio del Comune, che viene finanziato dai fondi europei, e riceve supporto dalla prefettura e dalle associazioni preposte all'accoglienza, anche loro finanziate per il lavoro che svolgono, ma non dalle casse del comune. Peggiore è stato l'impatto sociale, non tanto per i profughi, che non hanno creato fastidi né disordini, quanto per il fatto che alcune forze politiche hanno osteggiato l'accoglienza. Abbiamo assistito anche a episodi gravi, ma la situazione sta migliorando.

In questi anni si è vista sempre più stretta la collaborazione tra Thiene e Schio, due realtà storicamente a "trazione politica" opposta. Due esempi su tutti, la polizia locale e l'unione delle Ulss con la costruzione dell'ospedale a Santorso.

Per quanto riguarda la "trazione politica ci tengo a segnalare che il mio partito è Thiene con i suoi cittadini. I rapporti con Schio, ma in generale con l'alto vicentino, sono buoni. Stiamo lavorando in modo concreto, al punto c'è chi vuole fare e parla di una grande fusione dei comuni per fare una città dell'alto vicentino. Intanto è importante mettere in comune alcuni servizi, come la sicurezza, le partecipate (AVA, AVS, Impianti Astico, Pasubio), e portare avanti un ragionamento in prospettiva Pedemontana. Anche per il settore sanitario, che la Regione sta riformando in questo periodo, noi abbiamo proposto di creare una Ulss della Pedemontana che vada da Valdagno a Bassano. Abbiamo dimostrato che possiamo fare rete con i sindaci del territorio con cui ci confrontiamo, e possiamo farlo perché non discutiamo di politica, ma affrontiamo i problemi reali.

Anche Achille Variati insiste sulla Provincia come unione dei sindaci, che in questo modo rappresenterebbero meglio i territori, lasciando da pare i colori politici da cui provengono.

I sindaci oggi devono sporcarsi le mani. Quando c'è un problema i cittadini non vanno in Provincia o in Regione, vanno dai sindaci, ed è il sindaco che rimane a contatto con i cittadini. È normale che si tolga ogni tanto dai colori politici e si metta a discutere i problemi della gente, al di là delle ideologie e delle scelte fatte "per partito preso".

Una nuova Italia dei Comuni, che collaborano anziché farsi la guerra?

Se non per scelta almeno per necessità. È il momento di lavorare insieme, solo così siamo produttivi.


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